La Giustizia, Ancora Più Lenta Se Possibile Ai Tempi Del Corona Virus

La Giustizia, Ancora Più Lenta Se Possibile Ai Tempi Del Corona Virus

Gli effetti della quarantena avranno un’eco lunga anche sui tempi della Giustizia

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Abbiamo intervistato l’avv. Roberto Bianchi, titolare dello studio Legale Bianchi, avvocato civilista e amministrativista a Roma da più di un ventennio.

Quali effetti hanno avuto sulla Giustizia italiana le misure precauzionali prese dal governo per limitare il diffondersi del coronavirus?

Come tutte le attività produttive, anche la Giustizia italiana ha subìto dei danni enormi, ed al momento non calcolabili, dalla chiusura improvvisa e così duratura dei Tribunali in Italia.

La sospensione delle attività giurisdizionali, tranne in casi di emergenza precisati nei vari decreti-legge che si sono succeduti nell'arco di questi mesi, ha portato alla paralisi totale dell'attività.

La gran parte delle udienze riguardanti i procedimenti civili è stata rinviata di diversi mesi.

Quelle che si terranno in questo periodo prevedono dei protocolli di igiene e sicurezza molti molto stringenti, come la presenza degli avvocati con mascherine e guanti, stazionamenti fuori dagli edifici, in attesa che la propria causa venga chiamata dal giudice.

In altri casi è previsto che le parti depositino delle memorie ed il loro deposito, entro un certo termine dato dal giudice, viene considerato come presenza fisica all'interno dell'aula.

Questo metodo, purtroppo, non garantisce il contraddittorio tra le parti perché ricordiamo che il processo civile è improntato ai principî di oralità.

Dovendo sostenere le proprie tesi solo per iscritto, non vi è la possibilità, invece, di controbattere immediatamente alle affermazioni fatte dai difensori.

Sono molto pochi i giudici, inoltre, che hanno deciso di utilizzare le piattaforme tecnologiche per tenere le udienze da remoto, ossia con il giudice in tribunale e gli avvocati nei rispettivi studi.

Discorso a parte meritano poi le commissioni tributarie, dove ancora si discute sulla presenza fisica dei giudici in aula.

I problemi maggiori sono, ovviamente, nei procedimenti penali per i quali è prevista la presenza negli imputati in aula ed i rinvii di queste udienze, anche se sospendono la prescrizione dei reati contestati, comunque dilatano ulteriormente la durata dei processi, a discapito dei principî costituzionali del giusto processo e della durata ragionevole di esso.

I tempi della Giustizia hanno, dunque, subìto un ulteriore protrarsi del tempo?

Purtroppo sì. L'efficienza di una pubblica amministrazione e di conseguenza del sistema-Paese si vede anche dalla celerità con cui vengono decisi i procedimenti civili, penali o amministrativi.

L'Italia notoriamente ha enormi problemi da questo punto di vista. Ancora oggi sono in vigore leggi che hanno più di 100 anni e tutte le riforme che si sono succedute nel tempo, invece di snellire e di consentire un più veloce rapido svolgimento delle cause e dei processi penali, si sono andate a stratificare e spesso a sovrapporsi in modo tale da richiedere l'intervento della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale per dirimere le interpretazioni delle norme che regolano i procedimenti.

Il tutto come è facile immaginare a scapito dell'efficienza e della velocità.

La sospensione determinata dalla pandemia si rifletterà sui Tribunali perché, inevitabilmente, aumenterà il contenzioso per il recupero di crediti vantati, in quanto sono, purtroppo, moltissime le imprese piccole medie o grandi o gli artigiani che si trovano in difficoltà per l'improvvisa chiusura.

Si pensi al mancato pagamento di ordini già effettuati o di merce già ricevuta o al mancato pagamento delle locazioni e delle tasse.

Saranno in molti, di conseguenza, a dover ricorrere agli organi giudiziari per tentare il recupero di un credito vantato o per accedere alle procedure concorsuali tra cui purtroppo il fallimento.

Ed anche l’Agenzia delle Entrate presto presenterà il suo conto.

Anche su questa situazione tutti noi attendiamo una risposta chiara ed univoca da parte del Parlamento, affinché non vi sia un intasamento tale da far diventare quasi impossibile da gestire con le risorse che attualmente vengono dedicate alla Giustizia.

In questo periodo gli studi legali come si sono comportati?

Hanno chiuso anche loro o comunque rientrano tra le attività indispensabili per cui era consentita l'apertura?

Gli studi legali formalmente sono rimasti aperti, anche se non era possibile ricevere clienti.

Questo perché nessuno poteva uscire di casa, se non per motivati ragioni di lavoro di salute o per recarsi a fare la spesa alimentare. Questo, ovviamente, ha causato un danno anche economico agli studi che hanno subìto un'improvvisa e quasi totale mancanza di introiti.

Ricordiamoci che ogni avvocato, come tutti i veri professionisti, vive del proprio lavoro e ha spese ingenti per rendere la propria struttura efficiente ed organizzata.

Come gestite il contatto con i clienti?

Con l'inaugurazione della fase 2 nella gestione della pandemia è possibile nuovamente ricevere i clienti, ma con tutte le cautele del caso e non sempre le persone sono disponibili a recarsi in uno studio legale, per il timore di essere contagiati dal Covid-19.

Fortunatamente, grazie alle nuove tecnologie, è possibile conferire con i propri clienti attraverso le piattaforme come Skype, WhatsApp, ossia tutti quegli strumenti che consentono videochiamate. Chiaramente questo non consente la firma di nuovi mandati e in parte limitata la possibilità di parlare di aspetti molto delicati di una vicenda, in cui il segreto professionale potrebbero venir meno a causa di falle nella sicurezza delle applicazioni utilizzate.

Corrisponde a verità che, come Paese Italia, siamo stati condannati dalla Unione Europea, in quanto la lunghezza dei nostri processi non è compatibile con il principio al giusto processo?

La condanna dell'Italia da parte della Corte di Giustizia Europea per la lunghezza dei nostri processi è un problema decennale: si pensi che peggio di noi nella sfera occidentale ci sono pochi paesi, tra cui la Turchia, e gli avvocati più esperti in materia sono proprio gli avvocati turchi, a cui spesso chiediamo di collaborare per veder riconosciuta dalla Corte di Giustizia Europea il diritto del cittadino italiano ad avere un processo equo giusto e temporalmente accettabile.

La sospensione determinata dalla pandemia non farà altro che accentuare la difficoltà nella Giustizia italiana, non tanto per i processi in corso, che sono stati sospesi in questo periodo, quanto per quelli a venire, che inevitabilmente risentiranno dei rinvii fatti in questo periodo.

Intervista di Gioia G. Di Mattia

Si ringrazia lo Studio Legale Bianchi in Roma

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