CAPITANI DELLA ROMA - SERGIO ANDREOLI

Approda a Roma nel 1941 destinato alla panchina, poi nel 1942 la grande svolta e la scalata allo scudetto. Articolo di Alessia Graffi

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Fonte immagine: giocatoridellaroma.it

Sergio Andreoli nasce a Capranica il 3 maggio 1922. Nel 1941 approda a Roma destinato solo a fare da riserva ai grandi nomi della difesa giallorossa (da Brunella ad Acerbi), ma, durate la seconda parte del campionato, nel gennaio del 1942, avviene la grande svolta: Acerbi si blocca per un infortunio e la prima riserva Nobile decide di dire addio al calcio per la medicina….per Andreoli arriva l’occasione di una vita. Il giovane terzino non se lo fa certo ripetere due volte e si trasforma nella grande rivelazione della Roma tricolore.

Di grande vigore atletico e dalla forte spavalderia, crea con il riflessivo Brunella un connubio perfetto che si rivelerà una delle armi vincenti per la conquista del primo scudetto giallorosso.

Da quel di Viterbo, il giovane giocatore dimostra sin da subito un forte attaccamento alla maglia e alla ripresa ufficiale post guerra mette le radici sul campo, entrando nei cuori dei tifosi che lo ricorderanno sempre anche per le due reti realizzate negli ultimi cinque minuti di gara contro il Modena nel 1948, ricordo che resterà indelebile anche nella mente dello stesso Andreoli.

Nel 1948 riceve l’eredità di capitano dal grande Amadei e l’11 settembre 1949, contro il Pro Patria, spetterà a lui l’onore di indossare materialmente la fascia al braccio per la prima volta. Resterà capitano per due sole stagioni, lasciando la Roma al termine del campionato 1949/50 dopo aver difeso un’altra legenda giallorossa ora seduta sulla panchina, Fulvio Bernardini.

Nella sua carriera alla Roma, il terzino vanta anche due presenze da portiere (in entrambe le occasioni sostituì Benedetti costretto a lasciare i pali per infortuni) e 4 reti subite. Fu, inoltre, rigorista della squadra.

Nel 1983, insieme ai compagni del ’42, verrà invitato da Viola a partecipare alla festa per il secondo scudetto giallorosso, momento di grande emozione vissuto tra ricordi e sfottò tra i vecchi e i nuovi campioni.

Il 18 maggio 2002, all’età di 80 anni, saluta il calcio e la vita nella sua abitazione a Viterbo.

Alessia Graffi

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