Andrea Lelario

Andrea Lelario

Trasporre il sogno incessante in segno visibile

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Mi piace pensare all’arte come acquisizione di elementi fondanti: storia, dati ed esperienza che trascendono i limiti del visibile per parlarci del sepolto cuore vissuto di ogni cosa.

La ricerca artistica di Andrea Lelario, in un mix di tecniche incisorie come acquaforte, puntasecca, bulino e grafite, si configura allora come oggettivazione della presenza spirituale di oggetti, elementi ed esseri viventi in grado di approfondirne natura e caratteristiche, in un’indagine che sfocia in un arricchimento del nostro passaggio e permanenza su questa Terra.

Corrispondenze segrete, una figurazione che attinge al mito ispirato da una spiritualità priva di confini temporali e junghianamente sempre attuale, suggestioni che potrebbero idealmente ripetersi all’infinito, in un continuum che va dal viaggio materico a quello interiore, dal misterioso grembo della terra alla sua linfa vitale. Quest’ultima si compone di amore, istinto, passione, epifania del quotidiano che spesso lasciamo passare inosservata e che a volte riusciamo a investire di senso e suggestione, facendola trasudare dalla valigia della memoria o da quella dell’intuizione in un’intelligente e appassionata lettura del nostro intimo.

Andrea Lelario lascia trapelare tutto questo in opere dal tratto meticoloso e paziente, che inducono a una trance estatica da lasciare mozzafiato. Coaguli improvvisi di nero e interludi di vibrazioni di luce ci dicono dell’incessante coesistere di bellezza e dolore, magia inconfondibile e mistero insondabile, in una trasposizione del sogno infinito in segno tangibile, ancorché non del tutto assimilabile, proprio in virtù di una dilatazione che è traccia fondante delle sue tecniche incisorie.

I rebus secolari dell’artista, a volte impressi in piccoli disegni ad inchiostro su taccuini Moleskine, rimandano a potenzialmente infinite combinazioni simboliche nell’universo dell’aleatorio, inanellando esperienze percettive che afferiscono a dimensioni esistenziali e per questo assolutamente significative.

Per dirla con Nietzsche: “Ciò che contraddistingue le menti veramente originali non è l’essere i primi a vedere qualcosa di nuovo, ma il vedere come nuovo ciò che è vecchio, conosciuto da sempre, visto e trascurato da tutti”. In tal senso, l’immaginifica cosmogonia definita dal progetto artistico di Andrea Lelario apre ad una trasfigurazione del già noto e ciò non di meno intriso di assoluto, inserendosi a pieno diritto in quanto la Storia dell’Arte insegna da sempre: la vita come infondersi sacro di spirito e anima.

Nota biografica:

Andrea Lelario nasce il 16 ottobre 1965 a Roma, dove vive e lavora.

S’iscrive all’Accademia di Belle Arti di Roma dove dal 1987 frequenta il corso di Tecniche dell’Incisione tenuto dal prof. Pippo Gambino.

Nel 1990 consegue il diploma in Decorazione con Enzo Frascione.

Nel 1990 vince il Premio Accademia di Belle Arti di Roma promosso dal Direttore Cesare Vivaldi.

Dal 1991 comincia l’insegnamento presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, come assistente di anatomia artistica. Insegna nelle seguenti Accademie: L’Aquila, Carrara, Frosinone, Napoli, Macerata, Palermo, Sassari, e Viterbo.

Attualmente è docente di Tecniche dell’Incisione /Grafica D’Arte, Litografia all’Accademia di Belle Arti di Roma.

Nel 1996 disegna un mosaico per la metropolitana di Roma, realizzato nella stazione di Numidio Quadrato.

Nel 1998 vince ex aequo il primo premio, istituito dal Museo d’Arte Contemporanea, Villa Croce di Genova.

Nel 2004 alcune sue opere vengono acquisite dal Gabinetto delle Stampe di Edimburgo e di Glasgow.

Nel 2003 è invitato alla XIV Quadriennale di Roma.

Nel 2007 Rai ArtNews realizza il documentario Artisti al lavoro sulla sua attività artistica di incisore.

Nel 2010 per Rai ArtNews viene invitato in studio per la realizzazione di un’opera.

Nel 2011 partecipa alla 54° Biennale di Venezia.

Nel 2014 vince il LXV Premio Fondazione Michetti, ex aequo.

Dal 2015 è Tutor didattico/disciplinare di ArtLab. Master congiunto, interuniversitario, tra l’Accademia di Belle Arti di Roma e l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”.

Dal 2019 è professore onorario alla CAFA di Pechino “Central Academy of Fine Art, Beijing”

Nel 2017 ha esposto gran parte della sua produzione nella mostra Perentoria figura, curata dall’Istituto Centrale per la Grafica.

Le sue acqueforti sono state scelte come omaggio istituzionale in occasione delle Cerimonie inaugurali di diversi anni accademici dell’Ateneo di “Tor Vergata”: per il Presidente del Senato Pietro Grasso (A.A. 2013/2014), per il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (A.A. 2016/2017) e per il Presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani (A.A. 2017/2018).

Nel 2018 partecipa con Aurigae The second IAPA invitational exhibition 2018 a Tao Xichuan, Cina.

Chiara Zanetti

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