Monopattini Elettrici Alla Conquista Di Roma

Monopattini Elettrici Alla Conquista Di Roma

Il nuovo sharing invade la Capitale una scelta per moda o una vera e propria necessità?

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Migliaia di monopattini elettrici sfrecciano a Roma, ogni giorno, siano essi Helbiz, Lime, Bird o Dott., poco importa. Dalla fine del lockdown la capitale, famosa per il suo proverbiale traffico, fa i conti con un nuovo mezzo di locomozione “green”, la possibilità di affittare il monopattino elettrico, che sta riscuotendo consensi non solo tra il pubblico dei più giovani. C’è solo da chiedersi se l’utilizzo sia dettato solo dalla moda del momento o da vera e propria necessità di essere ecosostenibili.

Per non parlare poi delle tariffe di noleggio che non sono proprio economiche e alla portata di tutti!

La Sindaca Virginia Raggi ha sottolineato come: “Grazie ai monopattini elettrici e alle bici a pedalata assistita, già molto apprezzate nella nostra città, i cittadini hanno oggi a disposizione un’alternativa valida all’auto privata, con ricadute positive sull’ambiente e un riequilibrio degli spazi urbani a favore della mobilità leggera e sostenibile.”

Per carità, progetto lodevole, in una città che tutti i giorni combatte contro la morsa del traffico e l’inquinamento crescente. Peccato che se l’idea iniziale era buona, sulla sua attuazione si riscontrano le problematiche maggiori, visto che, le regole che ne disciplinano l’utilizzo, vengono ignorate e/o aggirate da molti dei fruitori tutti i giorni.

Il cosiddetto decreto Milleproroghe 2020 ha stabilito che il monopattino si debba guidare in piedi, non si possano portare passeggeri e si debba circolare in fila indiana, sia obbligatorio l’uso del casco per i minorenni e la velocità consentita nelle aree pedonali debba essere di 6 chilometri orari, mentre al di fuori di massimo 25 chilometri l’ora.

Invece è ormai cronaca degli ultimi giorni come il loro utilizzo sia diventato assolutamente fuori controllo. In due, senza casco, si sfreccia non solo nel traffico, noncuranti della segnaletica stradale, ma anche sui marciapiedi e addirittura, sul GRA, incuranti della pericolosità che la velocità su sampietrini, tombini e rotaie del tram rappresentano per la micro-mobilità e per i pedoni, vittime di incidenti giornalmente, soprattutto nel Centro Storico.

Per poi non parlare di un problema ancor più triste e grave la sosta selvaggia, o per meglio definirla il loro “abbandono non regolamentato”, perché è vero che i monopattini elettrici possono essere parcheggiati anche sui marciapiedi, ma non devono creare intralcio.

Marciapiedi, posti auto, portoni, vetrine, scalinate sono ormai diventati lo stallo ideale per tutte le tipologie di monopattino circolante, che al termine dell’uso, complici anche le non meglio definite e delineate aree di parcheggio, così come già accadeva per le biciclette, vengono tranquillamente lasciati dove capita.

Ci ritroviamo quindi a fare i conti con un vero e proprio “parcheggio selvaggio” che ormai contraddistingue tutta Roma, con punte massicce di abbandono soprattutto nel tridente del Centro Storico, complice una campagna di informazione latente e la maleducazione imperante dei cittadini.

In effetti il monopattino elettrico era proprio quello che mancava nel traffico cittadino e nel dribbling quotidiano sui marciapiedi, Roma Capitale ha cominciato a prendere provvedimenti, speriamo serva a regolamentarne la circolazione.

Articolo di Stefania Vaghi

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