Liliana Fiorelli 1990 Romana -L’hanno Definita “artista Crossmediale”

Liliana Fiorelli 1990 Romana -L’hanno Definita “artista Crossmediale”

Nel 2016 inizia una fortunata collaborazione con Le Coliche (Fabrizio e Claudio Colica), con sketch dedicati alla scena musicale indie italiana.

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Lavora in cinema (Confusi e Felici di Massimiliano Bruno, Fortunata di Sergio Castellitto, Bentornato Presidente di Stasi e Fontana, I Predatori di Pietro Castellitto), in televisione come attrice e autrice (Mai dire Talk con la Gialappa’s Band su Italia 1 e Quelli che il calcio su Rai 2) e nel web come creator e interprete (nel gruppo Le Coliche).Scrive per il cinema in alcuni progetti in lavorazione.Ha capito che la musica sarebbe stata essenziale per la sua vita quando a sette anni, per la recita scolastica, ha detto: “Mi vergogno: non canterò mai!”.

LA SATIRA INDIE

Nel 2016 inizia una fortunata collaborazione con Le Coliche (Fabrizio e Claudio Colica), con sketch dedicati alla scena musicale indie italiana.Le Coliche sono i “TheGiornalai” e Liliana Fiorelli è “Ponente” (Levante), Elettra Lamborghini, Baby K, Arisa e “Manuel Agnello” (Manuel Agnelli); le parodie raggiungono milioni di spettatori tra web e TV fino alla creazione di veri e propri brani musicali, tra cui Castellammare (link Spotify) e Tutto l’indie che ho (link Spotify).Parallelamente al percorso televisivo, Liliana si rende autonoma con il progetto “Maladonna” e realizza contenuti originali con il prezioso contributo registico di Giacomo Spaconi.

LA MIA VOCE

Ora sono io che ti parlo.Io che amo travestirmi, trasformarmi, immergermi nei personaggi; so quanto costa essere se stessi.Protetta da nessun ruolo, riparto dalla me bambina.Un mio mentore mi ha detto: “Canta qualsiasi canzone, ma trova la tua voce.”. È una metafora che condivido.Questo è l’inizio della mia avventura musicale.Riconoscermi nell’artista poliedrica che sono senza cambiare rotta.Con passo fluido, mi prendo sul serio; per questo utilizzo il ben poco moderno nome e cognome.Non voglio essere una meteora, ma crescere portando con me ogni esperienza.Giorno Zero ha una storia intima: ciò che scrivo qui è esattamente com’è andata.Durante questa quarantena ho scartato un regalo rimasto sospeso, un ukulele. Scrivo e strimpello un po’ di canzoncine che pubblico su Instagram. Un giorno chiedo ai miei followers di raccontarmi con dovizia di particolari la primissima cosa, azione, luogo che avrebbero voluto vedere appena tornati alla normalità.Avevo bisogno di dettagli, suggestioni… ma avevo sottostimato l’entità e la qualità delle confidenze che avrei ricevuto. Stampo tutti quei direct e li rileggo più volte. Non sapevo dove andare a parare.C’erano confidenze preziose, immagini ricche e un obiettivo comune: ripartire da zero.Ho lasciato passare un po’ di tempo.Di getto, una notte, nasce Giorno Zero.Giorno Zero racconta il primo passo per conquistare ciò che amiamo.Il momento in cui scegliamo di seguire il nostro istinto, di cambiare abitudini, di partire solo andata. L’inizio della nostra felicità.L’incontro con Alessandro Forte (Rivoluzione Dischi, Pepperpot Studio) è stato un brivido. Sono arrivata con ukulele e voce ed Alessandro non ha avuto dubbi a credere in noi, in questo singolo e nella lungimiranza di un progetto più completo.È un brano orgogliosamente pop. Ho seguito le sonorità di un ritmo estivo e confortante, cercando con Alessandro un sound che non si allontanasse dalla sua forma originale. Il tema principale è l’ukulele, arricchito con synth e sfumature beat anni ‘80/90’.Ora Giorno Zero è vostra - ed è solo l’inizio di questa avventura felice.

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