LA CHIESA DEI TEDESCHI A ROMA

LA CHIESA DEI TEDESCHI A ROMA

Santa Maria dell'Anima con il suggestivo campanile e il collegio vanta una storia di oltre seicento anni

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In tutte le città d’arte ci sono luoghi che sfuggono ai consueti itinerari turistici per fare parte di una nicchia quasi esclusiva che viene riservata a chi sa andare oltre a quello che raccontano le guide di settore. Così a Roma, perdendosi nelle strade che circondano la ben nota Piazza Navona, ci si può imbattere in via Di Santa Maria Dell'Anima, 64 per trovarsi al cospetto della chiesa di S. Maria Dell'anima il Pontificio Istituto Teutonico che rappresenta la chiesa dei fedeli tedeschi nella Capitale con una storia di ben 600 anni.

Forse ad attrarre la curiosità del visitatore non è tanto la facciata della chiesa quanto la vista del suo campanile del 1502. Con quasi due piani e mezzo al di sopra della chiesa, l’esile struttura è ornata da ceramiche colorate tipiche dello stile germanico, unico nel suo genere a Roma. In effetti, Santa Maria dell’Anima nasce prima come oratorio dell’ospizio, eretto nel 1378, che veniva adibito ad ospitare i pellegrini tedeschi ed olandesi. Solo nel 1510 venne costruita la chiesa omonima grazie al contributo finanziario di Johannes Burchard, cerimoniere di Alessandro VI Borgia.

Il nome non è un caso. Infatti, la chiesa prende il nome dal rilievo posto sulla porta d’ingresso ad opera di Andrea Sansovino: “La Vergine tra due anime in preghiera”. Infatti, la Regina dei Cieli con in braccio il Bambino Gesù, viene invocata ai lati da due figure nude piangenti. Entrando nella chiesa ci si rende subito conto che la struttura non è quella solita dei templi romani, considerato che il costruttore di origini tedesche, scelse di progettare la chiesa secondo lo stile Hallenkirche tipico delle chiese germaniche del tardogotico, in cui la navata centrale e quelle laterali hanno tutte la stessa altezza. Alzando gli occhi al cielo ci si trova immersi in un ambiente altamente suggestivo determinato dalla profonda luce che emanano gli affreschi che arricchiscono le volte. Pilastri alti a sottili suddividono lo spazio dell’aula in tre navate e quattro campate con cappelle trasversali a forma di nicchia.

Ma dopo avere ammirato Santa Maria dell’Anima nella sua maestosa complessità non si può non soffermarsi sul particolare delle notevoli opere d'arte che sono conservate all’interno tutte destinate a lasciare nel visitatore una profonda emozione. A cominciare dalla pala d’altare dipinta da Giulio Romano tra il 1521 e il 1522 su commessa di Jacolo Fugger, che raffigura la "Sacra Famiglia". Anche qui troviamo una Cappella della Pietà che ospita la meravigliosa "Pietà" del Lorenzetto e di Nanni di Baccio Bigio, mentre degni di nota rimangono i "Santi" di Ludovico Seitz che impreziosiscono la volta della navata centrale, una "Assunta" di Giovan Francesco Romanelli, i dipinti realizzati da Salviati nella Cappella del Margravio.

Il monumento funebre di Papa Adriano VI è capace di sintetizzare la storia di un pontefice immedesimato nella città che lo vide nel suo pieno potere in soli tredici mesi di governo. Roma, infatti, è rappresentata dalla statua del Tevere con la cornucopia, dalla lupa con Romolo e da alcuni edifici caratteristici, Ai lati del monumento vi sono rappresentate le quattro virtù cardinali incastonate fra semicolonne. La parte centrale del monumento è costituita dal sarcofago sul quale giace come addormentato Adriano in veste pontificale e con il capo coronato dalla tiara.

                                  Rosario Schibeci

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