CHAMPIONS PRESA MA INZAGHI NON BASTA.

IL TECNICO BIANCOCELESTE VUOLE IL SECONDO POSTO IN CAMPIONATO.

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Vittoria, sorrisi e Champions, basta per staccare tutto? Neanche per sogno a sentire Simone Inzaghi nel dopo partita con il Cagliari, la squadra e il suo tecnico vogliono il secondo posto, o almeno provarci. Vincere le ultime tre e aspettare che nello scontro diretto Inter Atalanta una delle due perda punti per poter fare il sorpasso è l'obiettivo dichiarato dai biancocelesti.

Arrivare davanti al fenomeno Atalanta non è cosa da poco di questi tempi, di fatto i bergamaschi sono diventati simpatici a mezza Italia per quello che Gasperini sta facendo già da qualche anno, la Lazio del pre Covid ha dimostrato superiorità, ora bisogna vedere come andranno queste ultime tre partite. Per Gasperini arrivare davanti alla Lazio è priorità assoluta, lo ha dichiarato a più riprese, forse brucerà ancora la sconfitta nella finale di Coppa Italia o la rimonta nello scorso inverno all'Olimpico da zero a tre a tre a tre, resta il fatto che la sfida è ancora apertissima.

La Lazio, con il Cagliari, ha ritrovato i tre punti, il gol di Milinkovic Savic, il gol di Immobile e un gioco che, a sprazzi, ha ricordato molto la Lazio prima dello stop, manca quel pizzico di follia che prima permetteva di fare quasi tutto senza stare a pensare cosa sarebbe successo l'indomani. Luis Alberto ha ricominciato a distribuire assist perfetti e il sorriso è tornato a tutti.

La Champions è presa, manca la matematica per via degli impegni di Coppa di Napoli e Roma ma difficilmente le due squadre italiane potranno vincere le competizioni europee, l'ha meritata sul campo dopo tanti anni di attesa. Non chiediamo ora al Presidente o a Tare che idee avranno per fare una squadra che possa competere sui vari fronti, aspettiamo per quello la fine del campionato, ora attendiamo solo le ultime tre partite per tornare davvero a sorridere a 32 denti rivedendo sul campo la Lazio che ha fatto innamorare i propri tifosi e messo paura a una corazzata come la Juventus per la lotta al titolo.

Sappiamo che Inzaghi non mollerà la presa, la squadra lo segue in tutto e per tutto, 200 partite sulla panchina biancoceleste, trofei in bacheca e un'annata che senza il problema Covid sarebbe forse stata storica, di quelle in cui la fantasia si trasforma in realtà e i sogni diventano gloria. Chi avrebbe solo pensato di poter battere la Juventus due volte su tre, tornare a vincere a Milano con il Milan dopo 30 anni e tornare in Champions? Lui crede ai propri ragazzi, è un gruppo dove ci sono regole e sopratutto vengono fatte rispettare, chiedere a Lukaku prima della sfida con la Juventus. Presupposti importanti per gettare le basi di una grande squadra, nel passato tante volte sono stati ripetuti gli stessi errori, allenatori buoni per il primo anno e mezzo e poi fatti fuori dai giocatori, giocatori che hanno fatto da spia, regole mai uguali per tutti. Inzaghi ha portato la mentalità, la sua mentalità, è cresciuto di anno in anno conoscendo e rispettando un ambiente particolare dove gli spifferi di quello che succede negli spogliatoi sono all'ordinde del giorno, dove un giorno sei Dio e un altro l'ultimo degli ultimi. Lo abbiamo scritto più volte, Inzaghi lo sa come si fa, continuiamo a fidarci di lui.

GIUSEPPE CALVANO

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