Raggi Bis

E’ con fermezza e decisione, ma soprattutto con indomito disprezzo del ridicolo che Virginia Raggi comunica ai suoi concittadini che si ricandiderà alle prossime elezioni di Sindaco della Capitale.

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E’ con fermezza e decisione, ma soprattutto con indomito disprezzo del ridicolo che Virginia Raggi comunica ai suoi concittadini che si ricandiderà alle prossime elezioni di Sindaco della Capitale. Un secondo mandato, il terzo e quindi vietato dall’etica dei Cinquestelle, che vuole ottenere al fine di portare a termine il lavoro cominciato quasi cinque anni fa ovvero la distruzione totale di Roma. Ironia della sorte vuole che tale annuncio sia stato anticipato da altri due autobus che hanno preso fuoco, uno a viale Regina Margherita ed uno a San Lorenzo, senza danni alle persone per fortuna.
Insomma a Virginia Raggi non sono bastati cinque anni per conquistare il cuore dei romani e giustamente lancia il cuore oltre l’ostacolo e si cimenterà in una nuova campagna elettorale piena di insidie e difficoltà. Solitamente chi si ricandida per un secondo mandato parte avvantaggiato, forte delle promesse mantenute della campagna elettorale precedente ma soprattutto forte dei risultati ottenuti durante il mandato. Vi chiederete quali essi siano, sinceramente se lo chiedono tutti. A noi piace ricordare l’inizio scoppiettante dell’avventura della Raggi con l’arresto del suo braccio destro Emanuele Marra ovviamente scaricato in brevissimo tempo e, perché no, del suo meraviglioso presidente dell’assemblea Capitolina Marcello De Vito accusato di corruzione nel marzo 2019 nell’ambito di uno dei filoni dell’inchiesta sul nuovo stadio della Roma e mai esonerato dalla sua carica politica, ottima prova per chi si vantava di onestà e trasparenza. Sarebbe troppo facile ricordare l’ilarità internazionale scatenata da Spelacchio, l’albero di Natale più brutto mai comparso in una capitale mondiale, o la spiaggia Tiberis sulle sponde del Tevere in un luogo improponibile e ben lontano dal fascino glamour delle spiagge del lungosenna di Parigi. E poi i flambus quotidiani, il tiramolla della discarica che termina con l’ultima delibera della Regione Lazio che obbliga di fatto il sindaco Raggi a trattare e smaltire i rifiuti di Roma nel suo territorio (e dove altro dovrebbe farlo direte voi? Secondo la Raggi invece non va bene). E dire che i sondaggi la danno in ottima posizione: 7 romani su 10 boccia un suo eventuale secondo mandato!
Ma cosa è successo alla paladina dell’onestà? E’ successo ciò che si aspettavano le persone più lungimiranti ovvero che per amministrare una città come Roma l’onestà non basta ma servono le competenze e le capacità che ovviamente Virginia Raggi non ha dimostrato di avere. Quello che è mancato a Roma e che sta mancando, portando alla desertificazione sociale, culturale ed economica, è proprio la mancanza di una progettazione mirata, un secondo mandato è fattibile quando i primi cinque anni sono serviti ad impostare un lavoro e una progettualità che adesso necessita di una attuazione seria e capillare. Ma sinceramente Virginia Raggi non ha fatto alcuna progettualità, ha cercato di mettere toppe creando ancora più disastri. Ama e Atac versano in condizioni pietose, la città è sporca, i mezzi pubblici esplodono e quando non prendono fuoco arrivano in ritardo, sono vecchi, puzzolenti e sovraffollati. Sono stati cinque anni di catastrofico immobilismo dove i ritardi più evidenti sono stati nella cura del verde che ha visto la totale assenza di gare per la sua manutenzione e la conseguenza è stata una strage di alberi, soprattutto pini, che davano alla nostra città una immagine rigogliosa e sana. L’unico verde che prospera è quello infestante che invade marciapiedi, aree verdi e margini stradali. Per non parlare delle strade! Da romani ci vergogniamo ogni qual volta siamo fuori dalla nostra città e veniamo sbeffeggiati per le buche e voragini che tappezzano il nostro amato suolo pubblico. Roma non merita altri cinque anni di immobilismo e depauperazione, Roma e l’Italia non meritano questa classe politica incompetente e dedita solo a proclami sterili e acchiappavoti, qualunque schieramento rappresenti. Quel che dobbiamo sperare è che arrivi un sindaco che non solo rappresenti i romani onesti e seri ma che abbia le competenze necessarie a risollevare le sorti di una città morente che con il Covid19 rischia la morte definitiva ed invece bisogna cogliere nella tragedia la possibilità di svoltare e cambiare le sorti di questa immensa e meravigliosa città.

ALESSIO CAPPONI

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