Milan 2 - 0 Bologna 21.09.2020

Tre punti firmati Zlatan Ibrahimovic

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Esordio in campionato per il Milan, dopo la bella vittoria in Europa League in Irlanda contro lo Shamrock Rovers. Rispetto alla partita di giovedì scorso, Pioli recupera Rebic per l'attacco e può schierare nove titolari su undici della formazione tipo che ha garantito il filotto di dodici risultati utili consecutivi alla fine della scorsa stagione. Le eccezioni hanno i nomi di Gabbia e Calabria, schierati rispettivamente al posto dei lungodegenti Romagnoli e Conti. Modulo speculare per Mihajlovic, che in attacco si affida a Palacio con la qualità di Soriano, Barrow e Orsolini a supportarlo. Può quindi tirare un sospiro di sollievo l'esterno italiano, schierato dopo le parole di sprone del suo allenatore in conferenza stampa, che aveva minacciato di lasciarlo addirittura in tribuna se non si fosse impegnato a dovere in allenamento.

Fa specie vedere nuovamente sugli spalti qualcuno che non sia un giornalista o un componente della società, ma è possibile grazie ai mille posti ad invito che il Milan ha deciso di dedicare ad altrettanti operatori sanitari che in questi mesi si sono spesi nella lotta contro il Covid-19. Oltre a loro, spicca la presenza di Adriano Galliani: di sicuro qualcosa più che un semplice tifoso per la squadra rossonera.

Parte forte il Bologna, che dopo due minuti ha già l'occasione per andare al tiro da posizione favorevole con Soriano, ma la sua conclusione esce di poco a lato con Donnarumma a controllare. La squadra di Mihajlovic pressa molto alto per impedire ai portatori di palla avversari di ragionare in fase di impostazione, ma col passare dei minuti il Milan cresce e si rende pericoloso in contropiede, in particolare quando Zlatan Ibrahimovic decide di regalare sprazzi della sua classe allargando di tacco per Calabria per poi ricevere nuovamente il pallone e trovare spazio per il tiro, senza però trovare la porta.

Occasione clamorosa per i padroni di casa poco dopo la metà della frazione, quando Calhanoglu mette un vero e proprio cioccolatino per Gabbia, in proiezione offensiva, ma da pochi metri il difensore sbaglia clamorosamente. Peggio di lui riesce a fare Bennacer successivamente, non riuscendo ad approfittare di una papera di Skorupski che respingendo male un cross di Ibrahimovic gli spalanca la porta davanti, pasticciando a sua volta col pallone.

La crescita del Milan in queste fasi è evidente, ma per concretizzarla serve come al solito lo svedese, che premia un bel cross di Theo Hernandez saltando in mezzo a due difensori come se avesse un paio di molle sotto le scarpe e piazzando di testa il pallone nell'angolino con la precisione di un professionista del biliardo. Galliani in tribuna può festeggiare sguaiatamente il vantaggio della sua squadra, che sull'onda dell'entusiasmo continua a mantenere il pallino del gioco alla ricerca del raddoppio fino al duplice fischio, ma l'unica situazione degna di nota è rappresentata dalla conclusione di Calhanoglu allo scadere che finisce larga a sinistra di Skorupski.

Subito un cambio all'intervallo per Pioli, che toglie dal campo Castillejo, stanco e già ammonito, per inserire Saelemaekers. Proprio il belga si fa subito notare con una bella azione di contropiede, al termine della quale serve Zlatan Ibrahimovic che da bella posizione spreca tutto tirando centrale. Lo svedese ha subito l'occasione per rimediare, grazie a Bennacer che va a guadagnarsi poco dopo un calcio di rigore e dal dischetto la piazza nel "sette", imprendibile per Skorupski. Il Milan gioca in fiducia e, poco prima dell'ora di gioco, Mihajlovic decide di giocarsi le carte Sansone e Skov Olsen al posto di Dominguez e Orsolini.

Nel frattempo continua la sfida tra il numero undici rossonero e l'estremo difensore rossoblu, con un contropiede avviato da Calhanoglu che pesca bene il compagno di squadra e quest'ultimo, dopo avere superato in dribbling il portiere, spara la palla a lato buttando via un'occasione clamorosa. I minuti passano ed è ora di qualche cambio anche per il tecnico, che inserisce prima Duarte e Diaz per Kjaer, acciaccato e Calhanoglu, poi concede a Tonali l'esordio a San Siro facendolo subentrare a Kessié.

Proprio l'ingresso del difensore brasiliano, in coppia con Gabbia, crea grossi problemi al Milan che fino a quel momento aveva gestito senza grandi problemi la fase difensiva. Prima è Sansone ad impegnare Donnarumma, poi Santander, entrato nel frattempo al posto di Palacio nel Bologna, semina il panico nella retroguardia rossonera ed è fermato soltanto dal palo. Ci prova pure Tomiyiasu nel finale in proiezione offensiva, ma il portierone rossonero è bravo anche in questo caso a sventare il pericolo e mantenere inviolata la sua porta.

La partita finisce e vincono meritatamente i padroni di casa, che però nel finale soffrono molto e fanno scattare un campanello d'allarme in vista dei prossimi impegni.

TOP E FLOP DEL MILAN:

Il migliore è Zlatan Ibrahimovic, nel bene e nel male. Fa due reti, ne sbaglia altrettante ed entra in tutte le azioni più importanti della sua squadra. Sembra eternamente giovane. Bene anche Donnarumma, che blinda la porta nel finale, così come Theo Hernandez in crescita di forma.

Chi riesce a piacere proprio poco, pur giocando un quarto d'ora, è Duarte: il suo ingresso al posto di Kjaer apre una voragine nella difesa del Milan, che soffre maledettamente le azioni avversarie. Non esaltanti nemmeno le prestazioni di Rebic e Castillejo, sostituito a fine primo tempo.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-2-3-1): Donnarumma; Calabria, Gabbia (72' Duarte), Kjaer, Hernandez; Bennacer (86' Krunic), Kessié (77' Tonali); Castillejo (46' Saelemaekers), Calhanoglu (71' Diaz), Rebic; Ibrahimovic. All. Pioli

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; De Silvestri, Tomiyasu, Danilo, Dijks; Schouten, Dominguez (57' Sansone); Orsolini (57' Skov Olsen), Soriano (80' Svanberg), Barrow (83' Vignato); Palacio (80' Santander).  All. Mihajlovic


 Matteo Tencaioli

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