Ripreso Il Restauro Della Pietà Bandini E Il Cantiere Apre Le Porte Al Pubblico

Ripreso Il Restauro Della Pietà Bandini E Il Cantiere Apre Le Porte Al Pubblico

Il restauro è stato affidato a Paola Rosa, nota restauratrice con un’esperienza trentennale su opere di artisti di fama internazionale tra cui Michelangelo stesso

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Riavviato il restauro della Pietà Bandini di Michelangelo, realizzata tra il 1547 e il 1555 in un enorme blocco di marmo di Carrara, nell’Opera di Santa Maria del Fiore a Firenze. A partire da lunedì 21 settembre 2020, per la prima volta, è possibile accedere al cantiere mediante visite guidate speciali con i restauratori e gli esperti dell’Opera di Santa Maria del Fiore, ovviamente nel rispetto delle norme di sicurezza Covid, infatti sono previsti turni con un massimo di cinque persone.

Il restauro è stato affidato a Paola Rosa, nota restauratrice con un’esperienza trentennale su opere di artisti di fama internazionale tra cui Michelangelo stesso, assistita da un equipe di professionisti interni ed esterni all’Opera, tra cui Annamaria Giusti, direttrice dei materiali lapidei dell’Opificio delle Pietre Dure. Il progetto è finanziato dalla Fondazione non profit Friends of Florence, sotto la tutela della Soprintendenza per la città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato.

Le indagini diagnostiche hanno fornito delle informazioni essenziali per la conoscenza dell’opera e per il restauro. Non sono state trovate patine storiche, eccetto alcune tracce sulla base della scultura, ancora in fase di accertamento. Invece è stata confermata la presenza di elevate quantità di gesso, residui di calco ottocentesco e la non alterazione del marmo per solfatazione.

Sulla base delle indagini scientifiche prima si è deciso di procedere con una prova di pulitura, per capire la metodologia più adeguata, e poi di iniziare l’intervento dal retro della scultura in cui era maggiore la presenza di depositi, mediante dei tamponi imbevuti di acqua deionizzata e appena riscaldata. Quindi si è deciso per un metodo controllato ma soprattutto non invasivo. Inoltre sulla superficie è stata trovata anche della cera, ma questo non ha stupito gli esperti perché l’opera era stata collocata per 220 anni sul retro dell’altare maggiore della cattedrale di Firenze e quindi ci si aspettava di trovare delle gocciolature dovute alle colature dei ceri posti appunto sull’altare maggiore. I restauratori hanno deciso di intervenire in modo diffuso e puntiforme con la pulitura ad acqua mediante l’uso di bisturi nei punti più complessi per rimuovere la cera.

Mediante la prima pulitura sono state scoperte delle cromie frutto di precedenti trattamenti del marmo ma anche dei dettagli sconosciuti come i segni di lavorazione fatti con diversi strumenti, le impronte dei tasselli del calco ottocentesco o delle tracce di interventi precedenti nascosti sotto uno strato di depositi di polvere misto a cere, accumulatesi nel tempo.

Il restauro in corso viene considerato il primo vero e proprio intervento sulla Pietà Bandini di Michelangelo perché le fonti non ci riportano significativi interventi passati, eccetto quello realizzato intorno al 1565 da Tiberio Calcagni scultore fiorentino molto vicino al maestro. In oltre quattrocentosettant’anni di vita l’opera è stata sicuramente sottoposta a diversi interventi di manutenzione, visti i numerosi passaggi e le traumatiche vicende storiche, ma non sono stati documentati perché probabilmente considerati delle operazioni di routine.

Articolo di Federica Fabrizi

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