SERIE A 2020 2021 BENEVENTO INTER 2-5

Al Vigorito gol e spettacolo

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LE FORMAZIONI UFFICIALI:

BENEVENTO (4-3-2-1): Montipò; Maggio, Glik, Caldirola, Barba; Ionita, Schiattarella, Dabo; R. Insigne, Caprari; Moncini. A DISP.: Manfredini, Gori, Letizia, Del Pinto, Lapadula, Tuia, Improta, Foulon, Di Serio, Sau, Iago Falque, Hetemaj. ALL.: F. Inzaghi. 

INTER (3-4-1-2):  Handanovic; Skriniar, de Vrij, Kolarov; Hakimi, Vidal, Gagliardini, Young; Sensi; Lukaku, Sanchez. A DISP.: Padelli, Radu, Lautaro, Ranocchia, Perisic, Barella, Eriksen, Dalbert, D'Ambrosio, Brozovic, Bastoni, Pinamonti. ALL.: Conte. 

ARBITRO: Piccinini di Forlì.

LA PARTITA:

Benevento ed Inter scendono in campo in occasione del recupero della gara rinviata per la prima giornata di campionato e entrambe le formazioni vogliono dare continuità alla vittoria ottenuta in occasione del primo impegno stagionale che ha visto le vittorie in rimonta del Benevento contro la Sampdoria e dei nerazzurri contro la Fiorentina.

La gara assume un indirizzo ben preciso fin dai primi istanti di gioco: sulla prima azione della gara infatti un lancio lungo di Kolarov viene controllato da Hakimi che crossa in mezzo un pallone che Lukaku non ha nessuna difficoltà a convertire in rete. Aver sbloccato così presto la contesa mette chiaramente l’Inter nelle migliori condizioni possibili per gestire al meglio l’andamento della partita. In questa fase iniziale della gara i ritmi sono abbastanza bassi con l’Inter che fa decisamente volere il maggior tasso tecnico e la tranquillità per aver sbloccato la partita in tempi così rapidi. Una costante di questa fase di gara sono le occasioni create da lato a lato da parte degli esterni schierati da Conte con Young e Hakimi che si divertono a duettare con scambi che spesso mandano in difficoltà la formazione di Pippo Inzaghi che opta inizialmente per uno schieramento che punta sulla densità in zona centrale ma lascia troppa libertà sugli esterni che si confermano particolarmente intraprendenti e la supremazia territoriale dell’Inter che con il passare dei minuti diventa sempre più evidente. Al 13º occasione per l’Inter di battere una punizione dal limite dell’area di rigore ma la traiettoria disegnata da Sanchez termina alta sulla traversa. Un giro di lancette più tardi ci prova Ionita che si trova in condizione di colpire la palla di testa da posizione favorevole in piena area di rigore ma Handanovic blocca. Sul successivo ribaltamento di fronte è Hakimi a poter colpire da distanza ravvicinata ma Montipò respinge efficacemente. Una nuova accelerata dei ritmi del match la si registra tra il 20º e il 25º quando sugli sviluppi di un cambio di gioco Hakimi-Young l’inglese mette la una palla arretrata che premia l’inserimento di Gagliardini che sfoggia un’insolita precisione sotto porta disegnando una traiettoria imparabile per il portiere dei giallorossi. Questo raddoppio rafforza i concetti già emersi in occasione del gol immediato ed indirizza ancor di più la partita verso l’Inter. Ed i nerazzurri continuano a spingere e tre minuti più tardi costringono all’errore Montipò con Gagliardini che in quest’occasione trasforma in assistman per Lukaku che sfrutta la sua stazza per vincere un duello individuale e aprirsi lo spazio per concludere a rete e realizzare la sua personale doppietta. Tuttavia un buon atteggiamento da parte della formazione di casa consente ai sanniti di indurre l’Inter ad un errore molto simile a quello commesso qualche minuto prima della Montipò. Questa volta Handanovic tenta di forzare in modo piuttosto improvvido un tentativo di ripartenza lanciando corto un pallone che Caprari intercetta e converte nel gol del tre a uno dove Handanovic non è apparso irreprensibile anche nel tentativo di opporsi dopo il suo brutto errore precedente. Tuttavia la formazione di Conte non perde il controllo della gara nei minuti successivi quando prima della pausa di metà gara i nerazzurri si rendono protagonisti prima di un’azione piuttosto contestata in cui l’arbitro Piccinini ferma il gioco vedendo un fallo di Lukaku ai danni del giocatore del Benevento quando in realtà sono portiere e difensore della formazione di casa ad ostacolarsi in un’azione che avrebbe certamente portato al gol la squadra di Conte. Tuttavia l’appuntamento con il quarto sigillo della serata è soltanto rimandato; infatti i nerazzurri riescono nuovamente a trovare il guizzo giusto per rimettere il Benevento a distanza di sicurezza: al 42º infatti Young ancora una volta arriva efficacemente sul fondo e crossa un pallone per Lukaku che manca clamorosamente la deviazione sottoporta ma rimedia all’errore dell’attaccante Hakimi che suggella una grandissima prestazione con il gol personale. Termina dunque un primo tempo piuttosto gradevole in cui il divario tecnico tra le due squadre in campo è parso fin troppo evidente.

Il secondo tempo si sviluppa su ritmi inevitabilmente più bassi con i nerazzurri che tengono senza problemi il controllo delle operazioni mentre il Benevento sembra decidere di concentrare i propri sforzi su impegni futuri più abbordabili. Inzaghi prova ad intervenire dalla panchina effettuando un paio di cambi all’intervallo e perlomeno nei minuti iniziali della ripresa questa scelta sembra premiare il Benevento che si presenta in campo in modo più propositivo. Accanto suo anche Conte può ricorrere ad una serie di sostituzione che evidenziano di pieno il potenziale di una rosa che mai come quest’anno sembra essere ricca in ogni reparto garantendo svariate soluzioni possibili al tecnico leccese. Al 52º ci prova di Glik con un tiro da fuori area che non appartiene decisamente al repertorio del difensore polacco ex Torino ed Handanovic non ha problemi a neutralizzare questo tentativo. Segue una lunga fase priva di emozioni in cui il taccuino si arricchisce soltanto degli interventi degli allenatori con i cambi delle rispettive formazioni in campo. L’ultimo quarto d’ora è caratterizzato da un progressivo aumento di ritmo da parte dell’Inter che crea presupposti pericolosi in due circostanze con un’azione in percussione che coinvolge Sanchez e Barella con quest’ultimo che prova a calciare da posizione favorevole ma trova la risposta di Montipò. Sugli sviluppi di un’altra azione di Sanchez nasce un’azione che termina con una decisione controversa da parte dell’arbitro: l’Inter infatti reclama un calcio di rigore per un potenziale fallo di mano di Tuia. Le immagini sembrano evidenziare tocco con il braccio piuttosto sospetto ma l’arbitro decide di lasciar proseguire. L’Inter trova un altro gol al 71º quando sull’azione di ripartenza dei nerazzurri Sanchez e Lautaro Martínez, subentrato da pochi minuti a Lukaku , si libera al tiro dal limite dell’area di rigore e con una conclusione a giro batte ancora una volta Montipò. Al 76º il Benevento confeziona una ripartenza che coglie impreparata la retroguardia dell’Inter con Gianluca Lapadula che spinge il contropiede poi serve in posizione migliore Caprari che batte Handanovic per la seconda volta nel corso della partita. Questa volta senza alcuna responsabilità da parte del portiere sloveno che non può fare davvero nulla su questa conclusione ravvicinata da parte dell’ex attaccante di Sampdoria e Parma. C’è ancora spazio negli ultimi minuti di gioco per due occasioni importanti per l’Inter che avrebbe l’opportunità di arrotondare ulteriormente il punteggio al 78º quando Hakimi è protagonista dell’ennesima grande giocata della sua partita e serve un assist preziosissimo a Perisic che da due passi spreca incredibilmente il più facile dei gol. Le ultime giocate degne di nota in ordine cronologico le regala Eriksen che prima si vede murare un tentativo di conclusione da centro area dalla retroguardia del Benevento e poi nei minuti di recupero con una conclusione dalla distanza disegna una traiettoria davvero pregevole che sbatte sulla traversa confermando il periodo non del tutto fortunato da parte del fantasista danese.

Si conclude dunque una partita che non ha mai avuto realmente storia ed al netto della differenza tecnica tra le due formazioni che ovviamente sono state allestite con obiettivi opposti di classifica però è chiaro che il tecnico dei nerazzurri può lasciare la Campania con tanti segnali confortanti, a cominciare alla panchina finalmente piuttosto lunga. Alla vigilia una gara che potrebbe già dire molto sulle ambizioni dei nerazzurri che domenica alle ore 15 se la vedranno con la Lazio.

Federico Ceste

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