Il DPCM Della Discordia

Da oggi è in vigore il DPCM con il quale Conte tenta di arginare l'escalation dell'epidemia di Covid-19

stampa articolo Scarica pdf

Dopo lunghe e sofferte riunioni, incontri con governatori delle Regione,  membri del Comitato Tecnico Scientifico, ministri e sottosegretari, insomma un bel coacervo di menti eccelse, viene alla fine partorito un topolino che sembra scontentare tutti. I primi ad essere penalizzati e condannati ad una lenta agonia sono proprio quelle attività a cui era stato chiesto recentemente un ulteriore sforzo per aumentare i protocolli di sicurezza e proseguire le attività in tranquillità ovvero palestre e piscine che, a detta di tutti i loro clienti, stavano applicando un protocollo efficientissimo che permetteva la fruizione di un così importante anti stress per moltissimi cittadini italiani. E’ da tutti risaputo quanto positivi siano gli effetti dell’attività fisica sia da un punto di vista psicologico che fisico. E’ palese a tutti come durante il lockdown gli italiani abbiano preso in media tra i 5 e i 10kg a persona a scapito di colesterolo, trigliceridi e vitamina D. La chiusura delle palestre e delle piscine è una vera staffilata ad un sistema già in crisi dopo il lockdown primaverile ed un colpo basso alla già provata psiche di tanti sportivi che non potranno vivere con serenità la loro passione. Non siamo tutti chef noi italiani.

L’altro settore messo al tappeto da questo DPCM è poi quello degli spettacoli dal vivo e del cinema. Teatri e sale cinematografiche, già di per sé non sempre affollate, si vedono costrette a chiudere i battenti nonostante fino a ieri, avessero rispettato l’applicazione di tutti i protocolli richiesti dal Governo e dal Comitato Tecnico Scientifico. Sforzi inutili e mal ripagati! Restano aperti i musei, altri luoghi ben lontani da assembramenti, ma ci sfugge la logica del perché di questo distinguo, credo lo possa sapere solo il Ministro Franceschini e le cooperative che gestiscono musei ed aree archeologiche.

Il Teatro è sicuro, gridano le associazioni di settore e i sindacati. A partire da giugno, su quasi 350.000 spettatori, solo uno è risultato sicuramente contagiato durante una rappresentazione. Un grido inascoltato perché di sovvenzioni o aiuti economici nemmeno l’ombra, ma si sa questo paese non è per gli artisti professionisti.

Ma forse la nota più dolente sono le chiusure di bar, pasticcerie, pizzerie e ristoranti alle 18.00. Se non bastasse la chiusura, che di fatto impedisce di cenare, in tavola si potrà stare solo in 4 a meno che non siano tutti conviventi. Si salva il pranzo domenicale.

Ma l’ipocrisia di questa disposizione è tutta nelle “forti raccomandazioni” a non uscire se non per cause di lavoro e gravi necessità, per cui anche andare a pranzo al ristorante sarebbe fortemente sconsigliato. Si raccomanda inoltre di  non incontrare in casa persone non conviventi, a non manifestare se non in forma statica (ma per fermarsi prima devo raggiungerlo il luogo dove fermarmi), tutto questo senza contare che nulla è stato detto riguardo a mezzi pubblici sovraffollati ed un tiepido consiglio allo smart working che in molti vorrebbero rifiutare perché portarsi a casa il lavoro non è poi tanto salutare come si credeva all’inizio del lockdown. Insomma il governo ci sconsiglia caldamente delle cose, poi sono affari vostri. Di certo chiudere definitivamente comporterebbe la necessità di nuova cassa integrazione (qualcuno sta ancora aspettando quella di marzo), nuovi incentivi e sussidi a sostegno delle categorie più colpite ma dei 400 miliardi proclamati a marzo, poco si sa come siano stati spesi – “E’ una potenza di fuoco: non ricordo un intervento così poderoso per le imprese nella storia della nostra Repubblica” - tuonava enfatico il Premier Conte durante una delle tante apparizioni televisive durante la prima ondata pandemica.

L’Italia, il mondo intero, ma soprattutto la nostra civiltà, stanno attraversando una delle più difficili prove mai affrontate, una guerra contro un avversario temibile, infido ed invisible che, seppur piccolissimo, ci mette di fronte alla nostra più profonda paura: la morte.

Il virus Sars-cov2 mina non solo la nostra immaginaria ed illusoria immortalità di uomini e donne, ma mina quella della nostra civiltà, del nostro mondo, che mai, fino ad oggi, abbiamo pensato potesse finire. Di certo simili interventi non servono granché e ci rendono ancor più instabili le fondamenta delle nostre esistenze, facendoci sentire più insicuri e allo sbando.

Da questo DPCM il governo Conte esce fortemente indebolito, lo stesso Premier Conte appare mellifluo ed inconsistente, privo di quell’appeal con cui aveva trascinato l’Italia fuori dal primo scontro col virus. La guerra si fa dura.

Alessio Capponi

<!-- /* Font Definitions */ @font-face {font-family:Arial; panose-1:2 11 6 4 2 2 2 2 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:auto; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} @font-face {font-family:Cambria; panose-1:2 4 5 3 5 4 6 3 2 4; mso-font-charset:0; mso-generic-font-family:auto; mso-font-pitch:variable; mso-font-signature:3 0 0 0 1 0;} /* Style Definitions */ p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal {mso-style-parent:""; margin:0cm; margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:12.0pt; font-family:"Times New Roman"; mso-ascii-font-family:Cambria; mso-ascii-theme-font:minor-latin; mso-fareast-font-family:Cambria; mso-fareast-theme-font:minor-latin; mso-hansi-font-family:Cambria; mso-hansi-theme-font:minor-latin; mso-bidi-font-family:"Times New Roman"; mso-bidi-theme-font:minor-bidi; mso-fareast-language:EN-US;}size:595.0pt 842.0pt; margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; mso-header-margin:35.4pt; mso-footer-margin:35.4pt; mso-paper-source:0;} div.Section1 {page:Section1;}

© Riproduzione riservata