TORINO LAZIO 3 - 4

LAZIO MAI DOMA, CON DUE GOL A TEMPO SCADUTO BATTE UN OTTIMO TORINO

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Pensavamo non ci potesse essere un altro Cagliari Lazio, invece no: Torino Lazio è molto simile, se non uguale in tutto e per tutto. La corsa di Simone Inzaghi, la sgroppata da porta a porta di Reina, Patric che si rotola a terra, il tutto per festeggiare una rete di Caicedo arrivata in una maniera pazzesca, in scivolata tra 4 difensori del Torino e palla fra le gambe del portiere Sirigu. Caicedo abituato alle reti impossibili allo scadere, l’uomo che tutto ad un tratto trasforma una giornata grigia in estate piena e riporta la Lazio in corsa verso i piani alti della Serie A.

La Lazio vince meritatamente una partita dopo essersela complicata da sola, errori e pecche di concentrazione uniti, però, a una voglia di reazione che ha coinvolto tutta la squadra. Squadra abbastanza rabberciata, Immobile, falso positivo (immaginiamo) e Leiva recuperati all’ultimo, ma giustamente in panchina, Luis Alberto rimasto a Roma cosi come Lazzari e Marusic, Luiz Felipe molto acciaccato cosi come Patric spostato a giocare come quinto. Inzaghi conferma Hoedt al centro della difesa spostando Acerbi sul centro sinistra, un rischio vero purtroppo, il gol del 3 a 2 nasce da un errore dell’olandese, ma poi, per tutta la partita, il centrale non ha convinto.

Una partita di testa e cuore si potrebbe scrivere anche se, squadra con tanta forza di volontà non sarebbe male, queste partite se non hai la giusta voglia non si vincono, serve il guizzo, l’opportunità di cogliere il momento, Caicedo su questa cosa è imbattibile. Mettici un rigore di Ciro Immobile, tirato con freddezza dopo una settimana non proprio facile, un Milinkovic versione mago Alberto per il gol di Pereira, lo stesso Sergej che realizza una punizione in maniera magistrale spiazzando il portiere come se fosse un rigore, fanno quattro gol fuori casa che non sono cosa mai facile da realizzare, di contro un mezzo rigore causato da Pereira, un altro non fischiato da arbitro insufficiente, Lukic che ipnotizza Hoedt e Reina e un Bremer che di testa trova il Jolly, questi i gol del pomeriggio raccontati in breve.

La Lazio è uscita da una settimana terribile con due vittorie in campionato e un pareggio fuori casa in Champions League, il tutto con infortuni e Covid 19 in mezzo. Simone Inzaghi nelle difficoltà si esalta e di conseguenza riesce a esaltare il suo gruppo, la sua famiglia. L’abbraccio di Torino non è casuale, l’ha spiegato lui stesso in conferenza post partita, “non potevo non andare ad esultare con i ragazzi” ha dichiarato, sembra molto chiaro che la Lazio del pre lockdown non è morta e seppellita come in molti pensavano ma che andavano sistemate alcune cose. Intanto la coesione del gruppo, Muriqi e Pereira sembrano potersi integrare in una realtà già ben delineata, il belga da giovane promessa non mantenuta in due partite ha dimostrato come potrebbe essere importante mettersi a disposizione della squadra, pensare al noi piuttosto che all’io, Muriqi, lottatore nato, deve avere la pazienza di aspettare il suo momento cosi come spesso è accaduto a Caicedo. Il resto verrà di conseguenza, le partite non mancheranno di certo per poter vedere all’opera tutti. Già mercoledì si giocherà con lo Zenit di San Pietroburgo e domenica all’ora di pranzo scenderà all’Olimpico la Juventus di Pirlo.

C’è solo da aspettare e sperare che non ci siano troppi intralci dal punto di vista medico.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO EMANUELE GAMBINO

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