CHAMPIONS LEAGUE: ZENIT LAZIO 1 -1

SQUADRA CON GLI ATTRIBUTI, ANCHE TRA MILLE DIFFICOLTA LA SQUADRA DI SIMONE INZAGHI TIENE BOTTA IN EUROPA. CAICEDO ANCORA PROTAGONISTA

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Una squadra con gli attributi, si era intuito in Belgio e a Torino, due indizi fanno una prova che è arrivata stasera a San Pietroburgo. Fuori Immobile, Luis Alberto, Lazzari, Leiva più Luiz Felipe a mezzo servizio e in panchina, non era facile uscire indenne dalla Russia, Simone Inzaghi ha dimostrato ancora una volta la sua crescita come allenatore perché nel buon risultato della Lazio c’è molto del tecnico. Caicedo, l’eroe di Torino, in panchina poteva sembrare una bestemmia, lui ha ragionato invece a lungo termine, primo, bocciare ancora una volta Muriqi poteva destabilizzare ancora di più il kossovaro che ha bisogno di sbloccarsi con un gol, secondo, domenica arriva la Juventus e bisogna comunque dosare forze e uomini visto che il covid non vuole lasciare tranquilla la Lazio.

La Lazio è scesa in campo aspettando lo Zenit, non c’era nessuna fretta di spingere, di andare all’attacco con il pericolo di scoprirsi. Il gol dei russi è molto causale, difesa non proprio attenta e per Erokhin è un gioco da ragazzi spingere in rete un pallone servito di testa da Kuzyaev. Fino al gol, era il 32’, lo Zenit era lento e impacciato nel possesso palla e alla Lazio stava bene, Reina inoperoso e partita noiosa ma contava molto il risultato. Dopo il gol la Lazio ci ha messo un po' a riorganizzarsi, si è visto palese l’assenza di Luis Alberto in cabina di regia, la Lazio ha preso il pallino in mano ma senza riuscire a trovare il varco giusto. È salito in cattedra Milinkovic ma è stato difficile trovare la quadra giusta. Muriqi ha fatto a sportellate ma è indietro non tanto di condizione ma di intesa, sembrano due estranei con Correa e l’attacco ne risente. Dentro Caicedo, Cataldi e Pereira e la musica cambia, Milinkovic continua a dominare il centrocampo e la Lazio trova il pareggio proprio con l’equadoregno servito al bacio da un cross di Acerbi. Lo Zenit sparisce dal campo, la Lazio sfiora il raddoppio più volte, con Pereira e lo stesso Milinkovic. Lo Zenit nel finale, complice un errore di Milinkovic segna ma la rete è annullata per fuori gioco dell’attaccante russo.

Pareggio giusto, alla Lazio fa comodo uscire indenne, senza sconfitte, nella prima parte del girone di Champions e può pensare già da domani alla Juventus domenica alle 12 30. Si dovrà capire la situazione di Immobile e Leiva, fermati da protocolli diversi per la Serie A e per la Champions, di sicuro non ci sarà Luis Alberto. Dalla Russia torna una Lazio consapevole della propria forza, del livello accresciuto e con il rientro dei big si potrà solo migliorare sperando di uscire presto dal problema covid, le cosiddette seconde linee possono spingere al massimo per una partita, per due ma poi il livello viene fuori e la Lazio non può e non vuole perdere terreno né in campionato, tantomeno in Champions.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Emanuele Gambino

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