“In Carcere Sto Male” La Lettera Di Patrick Zaky Alla Famiglia

“In Carcere Sto Male” La Lettera Di Patrick Zaky Alla Famiglia

Il ricercatore 29enne egiziano, iscritto al master in studi di genere e delle donne all'Università di Bologna, è detenuto nel carcere di Tora da 10 mesi. In occasione dell’ultima udienza, tenutasi una settimana fa, sono stati disposti per lui altri 45 giorni di reclusione

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Zaky ha dichiarato più volte di non comprendere perché si trovi in cella né quali siano le prove a suo carico.  L’arresto è avvenuto lo scorso 7 febbraio, quando il giovane era di ritorno da Bologna in Egitto per una breve vacanza. Le accuse, basate su una decina post di un account Facebook che i suoi legali considerano fake, sono: diffusione di notizie false, incitamento alla protesta e istigazione alla violenza e ai crimini terroristici.  
«Le recenti decisioni sono deludenti come al solito senza una ragione comprensibile.-  Scrive lo studente nella missiva alla famiglia che gli attivisti hanno pubblicato sulla pagina Facebook Patrick Libero - Ho ancora problemi alla schiena e ho bisogno di forti antidolorifici e di qualcosa per dormire meglio. Il mio stato mentale non è un granché dall’ultima udienza».
Amnesty International, attraverso il suo portavoce italiano Riccardo Noury, ha espresso preoccupazione per le condizioni fisiche e mentali di Zaky che sembrano in via di deterioramento: «Che queste parole dolorose di Patrick giungano al governo italiano che faccia veramente qualcosa di più di quanto ha fatto finora, per assicurare che Patrick possa tornare presto in libertà».
Un appello per la liberazione del giovane ricercatore è stato lanciato, lo scorso 3 dicembre, dalla star hollywoodiana Scarlett Johansson «Quattro esseri umani sono stati ingiustamente incarcerati mentre facevano il loro lavoro – Ha affermato l’attrice - lottavano per la dignità degli altri: Gasser Razek, Karim Ennarah, Mohamed Basheer e Patrick Zaki. Chiedo il loro immediato rilascio». Agli altri tre detenuti, che lavorano come dirigenti per la Ong egiziana Eipr, con cui anche Zaki aveva collaborato prima di trasferirsi a Bologna, è stato concesso di lasciare la cella quella stessa sera, mentre Patrick dovrà restare in carcere. 
Parla di situazione inaccettabile anche l’ex presidente della Camera Laura Boldrini: «L'ultima lettera di Patrick è un pugno allo stomaco. Mentre la Francia assegna la Legion d'onore ad al-Sisi, in Egitto i diritti umani sono negati. Lo ripeto di nuovo: stop ai rapporti commerciali e alla vendita di armi a questo paese. Per Zaki e per Giulio Regeni».
Il Comune di Milano ha deciso di concedere a Patrick Zaky la cittadinanza onoraria. Il voto nell'aula di Palazzo Marino è nato da un ordine del giorno presentato dal consigliere Pd Alessandro Giungi. «Il conferimento della cittadinanza onoraria a Patrick George Zaky, oltre a essere un importante attestato di vicinanza a un giovane ricercatore dell'Università di Bologna -  si legge nel documento - impegnato in importanti iniziative a favore dei diritti umani, è anche un forte segnale di solidarietà e vicinanza della città di Milano nei confronti di tutti coloro che, in molte Nazioni con governi dittatoriali e antidemocratici, vengono ingiustamente detenuti e condannati in quanto anche solo semplicemente sospettati di far parte di associazioni e movimenti che si battono per i diritti civili e politici».
Adriana Fenzi

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