Sul Natale L'ombra Dell'ennesimo DPCM

Diciamocela tutta, con il nuovo DPCM in discussione in serata, sembra che si stia chiudendo la stalla dopo che i buoi sono belli che scappati.

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Alessandro Manzoni disse una volta "All’avvocato bisogna contare le cose chiare, a lui tocca poi di imbrogliarle", dove per imbrogliarle intenderemo "pasticciarle" o "confonderle". Ma bando al lessico e al vocabolario, ovviamente il grande scrittore milanese non poteva immaginare che nel 2020 un avvocato fosse alla guida del suo paese ma il senso di ciò che sta accadendo nella nostra Italia, in un momento di pandemia e con l'arrivo del Natale, festa per eccellenza mondiale ma ancor più italiana, ben si spiega con le parole del Manzoni.
La seconda ondata di Covid19 ha mietuto ancor più vittime della prima e il numero di infetti rimane su soglie ben più alte di quelle registrate a marzo e aprile. Certo le speranze legate all'arrivo di diversi vaccini riscalda questo inverno freddo e buio, con la speranza che i nostri politici e il commissario Arcuri riescano ad organizzare una vaccinazione di massa mai vista in precedenza. Certo il fattaccio dell'azienda francese SANOFI, con i suoi ritardi clamorosi nella distribuzione del futuro vaccino ancora da approvare dagli organi deputati europei ed italiani, non fa certo ben sperare ma sarebbe spiacevole doversi trincerare dietro il fatto eccezionale della pandemia e farsi trovare del tutto impreparati a questa situazione, altrimenti quando mai, se non in questo frangente, le competenze organizzative di una classe dirigente dovrebbero emergere e brillare? Nell'attesa che la scienza e la burocrazia scientifica facciano il loro percorso torniamo ad una situazione  a noi meglio conosciuta, quella emergenziale e dei DPCM anti-covid19.
Smorzata la curva di contagio e abbassata la pressione sulle terapie intensive, nonostante il drammatico numero di morti giornalieri, frutto della seconda ondata, il Governo si è trovato a dover dare una risposta all'emergenza Natale ovvero tentare di conciliare festività, contagi, terapie intensive, ma soprattutto di preservare il tessuto economico e produttivo di questo paese. Mentre le Regioni fortunatamente si scolorivano e la gente si riversava in massa per le vie dei Centri storici o a far la fila alle inaugurazioni di noti brand sottocosto, il 3 dicembre usciva l'ennesimo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, sorvoliamo sull'uso di questo strumento amministrativo, data l'emergenza, per concentrarci invece sul suo uso reiterato. Insomma il 3 dicembre l'avvocato Conte ci illustrava il mantenimento della diversificazione delle restrizioni in base al colore delle regioni attuato il 3 novembre, la novità sta tutta nelle feste natalizie in quanto si disponeva il divieto di spostamenti tra Regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio, inoltre nei giorni 25 e 26 dicembre e primo gennaio sono stati vietati su tutto il territorio nazionale anche gli spostamenti tra Comuni e per finire su tutto il territorio nazionale restava il divieto di spostarsi dalle ore 22 alle ore 5. Il 31 dicembre questo divieto è stato esteso dalle ore 22 alle ore 7 del mattino del primo gennaio. Inoltre sul sito governativo si riporta che "In ogni caso, è sempre consentito il rientro nel Comune in cui si ha la residenza, il domicilio o in cui si abita con continuità o periodicità. Ciò permetterà, ad esempio, il ricongiungimento di coppie che sono lontane per motivi di lavoro ma che convivono con una certa frequenza nella medesima abitazione.", insomma una svolta significativa dopo il pasticciaccio dei congiunti e della separazione della coppie non sposate durante il primo lockdown.
Ancora una volta sembra che l'ago della bilancia debba essere la responsabilità degli italiani e la loro comprensione per lo stato di emergenza in cui viviamo e vivremo per tutto il 2021. Ma la risposta a tale DPCM sono state le resse, le file, gli assembramenti in ogni dove e non ultima la follia delle risse al Pincio di minorenni abbandonati a loro stessi dallo Stato e dalle famiglie. Ed ecco che si ritira in ballo il Comitato Tecnico Scientifico, il quale per voce dei suoi membri, nei giorni corsi aveva più volte avvisato sull'arrivo di una terza ondata a gennaio e febbraio ancor più virulenta e ancor più mortale ed ecco che questa sera alle 19.00 viene convocata una riunione di emergenza per mettere un freno a tutta questa irresponsabilità italiana.
Gira voce di una possibile restrizione stile primo lockdown dal 24 dicembre al 1 gennaio o addirittura al 6 gennaio, con impossibilità di spostamenti e di coprifuoco abbassati alle 20.00 o addirittura alle 18.00. Chiusura di bar, ristoranti, negozi ad eccezione di quelli che vendono beni di prima necessità. Però diciamocela tutta, sembra che si stia chiudendo la stalla dopo che i buoi sono belli che scappati. Questa evoluzione alla chiusura totale ha trovato poi l'assist della Cancelliera Angela Merkel la quale, con una situazione tedesca molto più rosea di quella italiana, ha di fatto proclamato il lockdown totale addirittura dal 16 dicembre fino al 10 gennaio, dimostrando una serietà e chiarezza che Conte e compagnia se la possono scordare. Nessun tentennamento, nessuna pietà per le festività natalizie né per le feste in famiglia. Lei, esponente di un partito fortemente cattolico, sfodera il suo background di scienziata e fisica e colpisce con fermezza e risolutezza la tradizione cattolica con il solo scopo di preservare la salute pubblica. Per onestà intellettuale c'è da dire che l'Italia, oltre alla chiarezza della Merkel, si scorda pure i soldi che la Germania è pronta a mettere nelle tasche di chi sarà costretto a chiudere e a rinunciare agli introiti legati al Natale.
Insomma, credo proprio che le cose fossero chiare fin dal 3 dicembre al nostro Premier Avvocato, ma d'altronde come poter coniugare economia e pandemia senza dover "imbrogliare" i fatti? Bisognava rilasciare gli italiani affinché tenessero vivo il martoriato tessuto commerciale italiano senza dover scucire un euro di aiuto e ristoro a questa classe sociale, per poi dover riversare la colpa sull'irresponsabilità degli italiani e metterli l'uno contro gli altri: da una parte gli ortodossi e dall'altra i laici di questa pandemia. La storia è piena zeppa di questi esempi e nella terra del Machiavelli non poteva andare diversamente.
Ma c'è un "ma", perché la chiarezza è essa stessa responsabilità, ne consegue che la mancanza di chiarezza corrisponde ad irresponsabilità. Mi viene da chiudere con un'altra citazione del filosofo cinese Fuchan Yuan, il quale scrisse: "Sono tre gli elementi essenziali nella leadership: umiltà, chiarezza e coraggio" e a parer mio non vedo nessuno dei tre nell'attuale maggioranza. In attesa del nuovo ed ennesimo DPCM ci auguriamo che nonostante tutto sia un sereno Natale.


Alessio Capponi

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