LAZIO, ANCORA UNO STOP, SITUAZIONE DELICATA. SERVE SUBITO LA CONFERMA DI INZAGHI

LAZIO, ANCORA UNO STOP, SITUAZIONE DELICATA. SERVE SUBITO LA CONFERMA DI INZAGHI

BRUTTO PAREGGIO CON IL GENOA A MARASSI,LA CONFERMA DEL TECNICO POTREBBE GETTARE LE BASI PER LA RIPARTENZA IMMEDIATA

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Dopo il Napoli all’Olimpico in molti avremmo giurato che le cose avrebbero preso una strada diversa, una Lazio ritrovata, una Lazio ai livelli del pre look down. Ci siamo sbagliati in tanti, almeno per quanto riguarda i risultati. A Milano la Lazio domina il Milan e perde al novantesimo, a Genoa dopo un grande primo tempo, senza però riuscire a segnare il giusto, subisce il pareggio ligure e non riesce a vincere una partita che aveva in mano. C’è un rigore che grida vendetta, quasi clamoroso, negato alla squadra di Inzaghi ma la prestazione non è stata all’altezza, la testa soprattutto a volte è sembrata essere altrove. Gli episodi in questo lungo periodo non sono dalla parte della Lazio, solo se ripensiamo alla scorsa stagione con i gol al 90esimo, c’è una tristezza da mandare via dovuta forse anche al fatto della situazione sospesa del tecnico con la società. Certamente una conferma di Inzaghi prima della prossima partita riporterebbe più di qualche tassello nella giusta posizione, il calcio è tecnica, fantasia, moduli e forma fisica ma la cosa principale è la testa, l’approccio alla partita e la concentrazione per 90 e più minuti, di tutti, da Immobile a tutti gli accompagnatori. E qualche episodio a favore, fondamentale, vedere il Milan di questi tempi per capire.

LA Lazio non è allo sbando, non ha giocatori che giocano contro, ha una struttura ben delineata, un modulo che conoscono alla perfezione e giocatori che danno tutto per il proprio tecnico e la propria società, manca un ultimo tassello importante, fondamentale, la tranquillità unita alla concentrazione. Quella dello scorso anno, quella di quest’anno in Champions, quella mancata oggi quando in vantaggio di una rete fuori casa si prende gol con un corner a favore, contropiede con due attaccanti avversari e solo due difensori, o a Milano quando si prendono due gol da calcio d’angolo.

La conferma, subito però, del tecnico può aiutare tantissimo, potrebbe dare un senso a un ambiente sempre sull’orlo di una crisi di nervi, di attacchi tutti contro tutti, Non ci sarebbero più alibi e Simone Inzaghi potrebbe ritrovare ago e filo per ricucire e ripartire. C’è ancora tempo per sistemare la stagione, Luis Alberto ritroverà gli assist, Lazzari qualche cross più preciso e Milinkovic tornerà devastante. Non cito Immobile perché Ciro continua a trascinare la squadra senza freni, anche meno lucido del solito continua a segnare, forse meriterebbe ancora più luce dei riflettori di quella che ha a livello nazionale. Poi se a giugno si deciderà di cambiare strategia, di provare a creare un nuovo ciclo non ci saranno problemi, i giocatori passano la Lazio resta.

Il tempo c’è, qualche squadra che ora vola cederà a primavera e bisognerà farsi trovare pronti quando ci sarà l’occasione di accorciare la classifica, Fiorentina, Parma e poi derby per ora sono i prossimi step in cui bisogna provare a ritornare in alto, uscire dalla mediocrità del centro classifica, la firma di Simone Inzaghi potrebbe e dovrebbe essere la prima cosa da fare, darebbe un bel segnale a un ambiente già abbastanza isterico di suo.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Emanuele Gambino

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