LA PARTITA GIUSTA AL MOMENTO GIUSTO

PARMA LAZIO, BUON VIATICO IN VISTA DERBY

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La Lazio si voleva fare il regalo per i 121 anni, voleva la seconda vittoria consecutiva che mancava da troppo tempo, voleva una vittoria tranquilla senza soffrire nel finale, cosa mai successa in stagione e voleva la tranquillità giusta per arrivare al derby di venerdì sera nella migliore maniera possibile, senza nervosismi ma con la consapevolezza che la prossima partita sarà un incrocio importante, non decisivo ma quasi della stagione. È riuscita in tutto; avrebbe anche voluto, cosa che si è vista nel finale, un gol del capitano Immobile, ma, visto la partita tutta corsa e cuore della scarpa d’oro, va bene così, ce ne saranno di occasioni per gonfiare la rete e la prossima partita non capita proprio a caso. Il modo di approcciare la partita, correre il giusto sfiancando gli avversari, accelerare quando ce n’è bisogno, sbloccare la partita al momento opportuno e chiuderla quando necessario per svilire gli avversari e soprattutto non commettere errori che potrebbero riportare in gioco avversari oramai in disarmo. Per capire: Strakosha che sbaglia un appoggio in ripartenza, Luiz Felipe o Patric che prendono cartellini con interventi fuori luogo che poi costringono l’allenatore a cambi a fine primo tempo, retropassaggi continui che costringono i portieri a rischiare troppo. Queste distrazioni hanno portato parecchi punti in meno alla squadra di Inzaghi, si sta lavorando bene in questa direzione e Parma è una buona base di partenza anche se bisogna ricordare che la squadra scudo crociata era alla prima partita con il nuovo allenatore e comunque alla quinta sconfitta consecutiva, diciamo che se Inzaghi avesse potuto scegliere l’avversario del pre derby avrebbe sicuramente fatto il nome del Parma.

Ci sono state note positive nella partita, per primo Milinkovic Savic, trascinatore dalla tre quarti in su, ma determinante in fase di copertura, a volte sembra un mediano vero con piedi fatati. Secondo Manuel Lazzari, fosse per chi scrive lo manderebbe a letto ogni sera con i video delle partite di Cuadrato sul comodino, il migliore nella concezione del ruolo di quinto. Manuel corre, corre e scatta in continuazione spossando gli avversari, gli è sempre mancato l’ultimo appoggio, il puntare la porta a volte, alzare la testa un secondo prima del cross, se riesce a migliorare la Lazio avrà una freccia ancora più determinante nel risultato finale delle partite. Per ultimo, Felipe Caicedo, il dodicesimo giocatore in campo, l’uomo dell’ultimo minuto per segnare gol impossibili, ma anche determinante quando gioca dall’inizio, mai una parola fuori posto e collante decisivo nel gruppo, dal mister all’ultimo giocatore della rosa.

Luis Alberto è stato determinante nella partita in cui ha fatto meno, non è mancato un assist sprecato da Immobile, ma giocando anche in ripiego è sembrato stanco, bravissimo Inzaghi a toglierlo per dare un pochino di più di riposo allo spagnolo, per la prossima partita serve un numero in condizioni fisiche e psichiche ottimali.

Insomma la Lazio perfetta per l’avversario perfetto, cosa si poteva chiedere di più alla vigilia del derby?

GIUSEPPE CALVANO

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