IL SOGNO AMERICANO DI EMILIANO MAZZENGA

IL SOGNO AMERICANO DI EMILIANO MAZZENGA

Intervista al giovane compositore romano che sta spopolando a Los Angeles per le sue colonne sonore riuscendo a ottenere importanti riconoscimenti nella mecca del cinema anche di animazione

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Un esempio di come il sogno americano possa realizzarsi può essere di certo il compositore di colonne sonore Emiliano Mazzenga che da Roma si è trasferito in California riuscendo a diventare un protagonista nell’industria cinematografica europea, americana ed indiana. Dopo essere stato selezionato con una borsa di studio per il Master più importante al mondo per la musica da film a Los Angeles, Emiliano ha stabilito qui la sua residenza ottenendo che la sua musica fosse registrata da alcune delle migliori orchestre di musica da film americane ed europee in studi di registrazione storici tra cui il Warner Bros Eastwood Scoring Stage, Capitol Studios, East West Studios a Los Angeles e il Synchron Stage a Vienna. Fra i suoi riconoscimenti il primo premio come miglior film d’animazione per il corto ‘Yuan Yuan and the Hollow Monster’ di Catherine Chen musicato da lui, oltre ad aver vinto diversi Film Festivals e ad essere nominato per gli Student Oscars 2020. Abbiamo raggiunto il compositore via web per un’intervista che potrà anche dare entusiasmo a tanti giovani che si avviano a una carriera artistica.

Come nasce la tua passione per la musica e in che modo sei riuscito a coltivarla realizzandoti nella professione di compositore?

E’iniziata suonando il pianoforte da bambino. Quella per la composizione e la musica da film intorno ai 9 anni dopo aver visto il film ‘La leggenda del pianista sull’oceano’ con una meravigliosa colonna sonora di Ennio Morricone, che è ad aggi ancora una delle mie preferite.

La tua musica può essere identificata con un particolare genere?

Mi piace molto scrivere brani che uniscono la tradizione classica con la musica più moderna ed elettronica. Nei miei pezzi si possono ascoltare spesso piano, archi e fiati fondersi a suoni d’atmosfera creati con sintetizzatori. Una delle parti più divertenti di comporre musica per film è l’opportunità di scrivere nei generi più disparati possibili, sempre dettato dal film e dalle sue esigenze narrative.

Come nasce per te l’ispirazione di una composizione? Hai mai pensato di realizzare un Musical?

Nasce di solito dal film, dalla storia e le sue immagini. A volte, se ho personalmente vissuto le vicende e le emozioni raccontate nel film, magari anche inconsapevolmente, quelle diventano la mia fonte di ispirazione. Riguardo al musical in effetti il film Dalì (vincitore di diversi premi per migliore colonna sonora) in cui la mia musica è protagonista e presente dal primo all’ultimo minuto è girato proprio in forma di Musical.

Che differenza c’è fra il mondo musicale americano e quello italiano per quanto riguarda la possibilità di affermazione?

Di sicuro in America, e a Los Angeles in particolare, ci sono tantissime produzioni cinematografiche e televisive. Ci sono molte più opportunità di lavorare a un film o una serie sia come compositore sia come collaboratore o assistente nel team di un altro compositore per produzioni importanti.

Nella tua carriera hai realizzato diverse colonne sonore per cartoni animati. E’ una tua particolare predilezione per un mondo fatto di fantasia?

Sicuramente. Il mondo del cinema in se può essere considerato un’ evasione della realtà o almeno una diversa rappresentazione della stessa. Con l’animazione si entra proprio in un altro mondo e dimensione, cosa così attraente per me che sono un sognatore di natura.

Secondo te perché scelgono le tue colonne sonore?

Forse perché la mia dedizione a creare un mondo sonoro specifico e a trovare un carattere distintivo per ogni colonna sonora a cui ho lavorato attira i vari registi ad assumermi e a richiamarmi in seguito per nuovi lavori.

Quale è il tuo lavoro che meglio ti esprime e a cui sei più affezionato?

Essendo un film basato sulla musica direi che ‘Dalì’ sia quello in cui abbia avuto la possibilità di esprimermi musicalmente a 360°. Inoltre aggiungerei ‘Eli Moran’, il mio primo lungometraggio negli Stati Uniti. E’un film drammatico che è il mio genere preferito e inoltre mi sono rivisto molto nel protagonista del film, Eli, col quale guarda caso condivido anche le iniziali!

A costa stai lavorando attualmente e cosa sogni di realizzare?

Attualmente sto lavorando a ‘Lacuna’, un lungometraggio drammatico horror e ‘Beta’ una commedia di fantascienza. Avrò modo di divertirmi sperimentando con diversi generi allo stesso tempo! Spero di trovarmi presto a scrivere le musiche per alcune serie di successo. Mi piace molto l’idea di poter seguire l’evoluzione dei personaggi con la mia musica nell’arco di diverse stagioni.

Come stai vivendo il tuo universo musicale in questo particolare momento di isolamento?

Da un lato mi piace poter stare nel mio studio ‘forzatamente’ perché mi aiuta a concentrarmi totalmente sulla mia musica. Dall’altro mi manca incontrare persone, abbracciarle, condividere esperienze insieme. Tutte cose di cui ogni persona creativa si nutre per poter realizzare bellissimi lavori.

Quanto ti manca l’Italia? Saresti disposto a tornarci e a quali condizioni?

Si, sicuramente mi manca l’Italia, la mia famiglia e i miei amici. Allo stesso tempo mi sento molto ben accolto qui e mi piace essere circondato da tantissime opportunità. Mi piacerebbe tornare in Italia, magari per brevi periodi, per collaborare con alcuni registi italiani che ammiro tantissimo.

Rosario Schibeci

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