ACE, SERGIO E CIRO. L ASSE PORTANTE DELLA LAZIO

ACERBI, MILINKOIVC SAVIC E CIRO IMMOBILE, GRAZIE A LORO LA LAZIO BATTE IL CAGLIARI. RAGGIUNTA LA ROMA AL QUARTO POSTO.

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C’è un asse portante in questa Lazio, un asse fondamentale che stasera ha dato alla Lazio 3 punti e il quarto posto in classifica in coabitazione con la Roma. Acerbi che lancia lungo sul secondo palo, Milinkovic Savic sponda di testa in area, Immobile solito cecchino infallibile. Non era facile stasera, un Cagliari remissivo e concentrato in metà campo, la propria, senza mai lasciare uno spiraglio, un buco dove infilarsi per poter fare gol. Erano anni che non si vedeva all’Olimpico un avversario cosi chiuso, cosi serrato senza nemmeno accennare un pressing nel reparto offensivo ma non è servito, la Lazio è riuscita a passare con i suoi migliori elementi in mostra. Non era facile per Luis Alberto costruire, per Lazzari incunearsi sulla destra, per Correa tentare uno due con Immobile, serviva il piano B, per dirla alla Conte, un modo di giocare e inventare che è nelle corde dei laziali citati nell’asse portante. Acerbi usa spesso e volentieri il lancio lungo avendo un sinistro abbastanza preciso, Milinkovic dopo 10 minuti del secondo tempo è stato spinto più volte da Inzaghi a spostare più avanti il suo raggio d’azione e di Ciro Immobile non dobbiamo aggiungere più nulla, se passa un pallone dalle sue parti è quasi sicuramente gol. Una volta fatto il gol bisognava difenderlo, cosi è stato anche grazie a una superba prestazione di Lucas Leiva, di Radu, dello stesso Acerbi e per Musacchio bisogna aspettare che si integri meglio, ma non dovrebbe servire tanto tempo.

La Lazio che non prende gol è una novità, il lavoro fatto dallo staff di Inzaghi si comincia a notare e si può solo migliorare. Non si possono vincere tutte le partite 3 a 0, bisogna anche tornare a imparare a difendere bene anche il minimo vantaggio, le grandi vittorie si conquistano anche così. La Lazio è tornata quarta quando i suoi migliori sono tornati tutti a disposizione, il filotto di vittorie è tanta roba ma ancora c’è tanto da fare. Come ha detto Simone Inzaghi in conferenza post partita, il difficile viene ora ma con tutti a disposizione la Lazio e il suo allenatore non hanno paura di nessuno, Bayern Monaco incluso. Giocarsela non significa essere più forti, nel caso dei tedeschi sarà quasi impossibile ma schierando i migliori siamo sicuri che ne uscirà una bella partita.

Il Cagliari non era facile da battere, si intuiva fin da subito che partita sarebbe stata e la Lazio è stata brava ad avere pazienza e usare varie strategie. L’asse portante Acerbi, Milinkovic e Immobile servirà ancora anche come schema tattico, ma aspettiamo ancora una volta le magie del mago Alberto, oggi è uscito incavolato nero, come al solito, ma è una cosa buona, significa che ci tiene proprio tanto a giocare per questa squadra.

Ora c’è l’Inter, una partita dalle molte facce. Il risultato che ne uscirà sarò determinante anche in base ai risultati delle altre squadre, poi se la Lazio dovesse fare risultato si potrebbero riaprire discorsi purtroppo chiusi con l’avvento del look down. Inzaghi ha molti rimpianti ma bisogna guardare avanti, c’è l’Inter e c’è la Champions League, insomma tanta tanta roba.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Gianandrea Gambini

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