LA CHIESA DEI CROATI A ROMA

LA CHIESA DEI CROATI A ROMA

San Girolamo dei Croati con le sue importanti opere d’arte fu fatta edificare da Sisto V nel 1588 e ancora oggi rivela tutto il suo splendore nel rione Campo Marzio

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Fuori dagli itinerari più canonici, Roma può offrire delle vere e proprie perle soprattutto se si scoprono gli interni delle tante chiese che, pur non essendo così famose, possono avere una storia degna di essere conosciuta e custodire opere di alto pregio. Proprio come la Chiesa di San Girolamo dei Croati a Ripetta, detta anche Chiesa di San Girolamo degli Illirici o San Girolamo degli Schiavoni, che attualmente è la chiesa nazionale dei croati.

Situata nel largo San Rocco, in pieno centro storico della città, nel rione Campo Marzio, questa chiesa è uno degli esempi dell’accoglienza cristiana di tutti i profughi considerato che venne edificata facendone parte integrante dell’ospizio che ospitava i rifugiati provenienti dall’Illiria e dalla Slavonia donato da Nicolò V alla Congregazione degli Schiavoni. Infatti, fu dedicata a san Girolamo proprio il santo connazionale di quella gente. Anche Dante Alighieri, nella Divina Commedia racconta del pellegrino croato che per il primo giubileo del 1300, proclamato da papa Bonifacio VIII, giunse a Roma per venerare la reliquia della Veronica.

La chiesa di San Girolamo dei Croati fu eretta sotto papa Sisto IV sulla chiesa di Santa Marina del XII secolo. I lavori furono affidati a Martino Longhi il Vecchio che realizzò la facciata in travertino adottando lo stile tardo-rinascimentale. Nella parte inferiore troviamo un portale con ai lati quattro nicchie mentre nella parte superiore è posta una finestra sovrastata da un timpano triangolare.

Ma per quanto bella può essere la facciata è all’interno a croce latina che la chiesa rivela tutto il suo splendore barocco con tre cappelle per lato e finta cupola dipinta da Andrea Lilio. Fra le opere più rappresentative da ammirare ci sono i lavori di Giuseppe Puglia come la “Madonna col Bambino e Sant’Anna”, "San Girolamo” e la “Pietà” situata nella seconda cappella. E ancora l’“Annunciazione e santi” di Michelangelo Cerruti datata 1718 e gli affreschi di Antonio Viviani e del Lilio che riproducono episodi della vita di San Girolamo. Nella volta, poi, risplende l’ “Esaltazione della Croce”, affrescata da Pietro Gagliardi e “Gloria del santo” di Paris Nogari.

Questo pellegrino croato, che più volte si è anche trasformato in abitante della città eterna, nel corso di molti secoli ha lasciato così le proprie tracce a Roma di cui la più rappresentativa è proprio la chiesa di San Girolamo dei Croati ed il contiguo attuale Pontificio Collegio Croato di San Girolamo.

Rosario Schibeci

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