Il Calcio Piange Mauro Bellugi: L'ex Azzurro Aveva 71 Anni

Il Calcio Piange Mauro Bellugi: L'ex Azzurro Aveva 71 Anni

L'ex difensore della Nazionale è deceduto stamattina in seguito a un'infezione: a dicembre subì l'amputazione delle gambe a causa del COVID-19

stampa articolo Scarica pdf

Il calcio piange Mauro Bellugi, ex difensore di Inter, Bologna, Napoli, Pistoiese e Nazionale, scomparso stamattina all'età di 71 anni a seguito di un'infezione. Lo scorso novembre, l'ex difensore Azzurro dovette subire l'amputazione di entrambe le gambe a causa di complicazioni dovute al COVID-19 (che andò a influire su patologie pregresse): anche allora, però, mostrò la sua nota forza d'animo, non lasciandosi prendere dallo sconforto.

Chi era Mauro Bellugi?

Nato a Buonconvento (cittadina in Provincia di Siena) il 7 febbraio 1950, il futuro Nazionale cresce nelle giovanili della compagine locale, per poi passare all'Inter nel 1967, debuttando in prima squadra nel 1969 e diventandone in breve tempo un elemento inamovibile: difensore (stopper, per la precisione) tenace ma leale, milita nella compagine meneghina per un quinquennio, fino al 1974, quando passa al Bologna. Nel lustro in nero-azzurro conquista lo storico scudetto del 1970-'71 (quello della rimonta sul Milan), sfiorando anche il trionfo nella successiva Coppa dei Campioni, che vede l'Inter giungere fino alla finale, nella quale è piegata per 2-0 dal fortissimo Ajax di Johan Cruijff. Appunto a quell'edizione della massima competizione continentale per club risale l'unica rete in carriera di Mauro Bellugi, realizzata il 3 novembre 1971 nella sfida casalinga dell'andata degli ottavi di finale al cospetto dei tedesco-occidentali del Borussia Mönchengladbach, piegati per 4-2: la marcatura che sblocca lo 0-0 iniziale è opera proprio dello stopper nero-azzurro, che batte il portiere Wolfgang Kleff al 9', con un potente destro che s'infila sotto la traversa. Chiusa l'esperienza con la compagine milanese (dopo 140 partite, delle quali 90 in campionato, 26 in Coppa Italia, 8 in Coppa dei Campioni, 6 in Coppa UEFA, 7 in Coppa delle Fiere e 3 in Coppa Anglo-Italiana), passa al Bologna.

In maglia rosso-blu resta un altro quinquennio (1974-1979), durante il quale colleziona 111 presenze (91 in campionato, 18 in Coppa Italia e 2 in Coppa delle Coppe), quindi nel 1979 si accasa al Napoli, restandoci per la sola stagione 1979-'80, annoverando 26 presenze in campionato, 4 in Coppa Italia e 4 in Coppa UEFA.

Chiude la carriera nel 1980-'81, vestendo per 20 incontri (tutti di campionato) la casacca arancione della neopromossa Pistoiese (alla sua prima -e tuttora unica- esperienza in massima divisione).

Appende gli scarpini al chiodo nell'estate 1981 col ragguardevole score di 227 partite in campionato, 48 in Coppa Italia, 8 in Coppa dei Campioni, 2 in Coppa delle Coppe, 10 in Coppa UEFA, 7 in Coppa delle Fiere e 3 in Coppa Anglo-Italiana, per un totale di 305 "gettoni" e una rete.

Non meno importante la sua esperienza in Azzurro: dopo una sola partita nell'Under 21 (nel 1971), è stabilmente in Nazionale maggiore dal 1972 al 1980, collezionando 32 presenze e le convocazioni per i Mondiali del 1974 e del 1978 e per gli Europei del 1980.

Chiusa l'esperienza da giocatore, nel 1981-'82 ricopre il ruolo di allenatore in seconda della Pistoiese, quindi diventa opinionista televisivo, apprezzato per la sua indiscutibile competenza, per il suo garbo e per la sua sottile ironia.

Con lui si perde un altro testimone di quel calcio romantico, che non c'è più e che probabilmente mai tornerà. In onore di Bellugi, stopper irriducibile ma leale, l'Inter giocherà il derby di domani col lutto la braccio e prima della stracittadina milanese (come su tutti i campi di Serie A) verrà osservato un minuto di silenzio.

Giuseppe Livraghi

© Riproduzione riservata