Luca Bonaffini

Luca Bonaffini

Intervista con il cantautore circa l'album Ritorno

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Pochissimo tempo fa avete trovato nel suo archivio storico e in quello di Paolo Baldoni sette incisioni originali su musicassetta risalenti al lontano '81, che avete rimasterizzato e restaurato dando vita ad un disco. Si tratta di brani cantati nel lasso di tempo tra i vostri 17 anni e 19 anni, con le emozioni forti e limpide di giovani autori alla soglia della prima età adulta. Cosa ricorda di quei tempi? E come nacque il vostro sodalizio artistico?

Eravamo alla fine degli anni Settanta, quando tutto era già stato fatto. Dalla rivoluzione ideata, immaginata, a quella mancata.  Noi , figli di quella generazione che aveva visto fascisti e partigiani, spararsi contro per quella che sarebbe stata un'Italia nuova, ma tutta da rifare, ci cibavamo delle utopie ereditate dai nostri fratelli maggiori, sessantottini e hippies. Per noi era un gioco, ma soprattutto un sogno. E la bellezza di quando sogni è che credi che sia tutto vero.

Cosa significava per voi fare musica? E cosa significa farla adesso?

Era terapia allo stato puro, contro un esistenzialismo estenuante che ci affliggeva. Pensavamo sempre. Leggere e scrivere. 

Ritorno, il titolo dell'album nato quarant'anni dopo quell'esperienza. Immagino che, nell'interpretarlo e portarlo alla luce, abbiate vissuto emozioni intense permeate di una forte malinconia. Vuole approfondire?

L'album è quello di allora. L'interpretazione non è nella voce, ma nelle orecchie.

Per quanto riguarda Lei, a quale canzone della tracklist è più affezionato e perchè?

"Se hai qualche cosa". Testo di Donatella Bianchini che allora era la ragazza di Baldoni. Ci ha lasciati l'anno scorso dopo 28 anni di malattia.

In qualità di compositore e autore ha sempre firmato tracce contraddistinte da tematiche di impegno sociale. Questa scelta è tipica di un cantautorato italiano di indubbia qualità. Come ricorda quegli anni di militanza all'insegna di giustizia e passione?

Pieni di energia e di assembramenti. Mi mancano, un pochino!

Quali messaggi vorrebbe trasmettere alla società contemporanea?

Che la vita è un solco da non cancellare, come la traccia di un album di prestigio da rendere indimenticabile.

Chiara Zanetti

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