VERONA LAZIO 0-1 Stag 2020-21

PROVA DI FORZA DI MILINKOVIC SAVIC AL NOVANTESINO, ALLA LAZIO TRE PUNTI DETERMINANTI PER RESTARE IN CORSA CHAMPIONS LEAGUE

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La Lazio vince, non solo contro il Verona, ma anche contro l’arbitro, Dazn e la sfortuna. Utilizza lo stesso marcatore, Milinkovic Savic, ma ci mette ben 94 minuti per scacciare tutti i fantasmi e tutti i gufi appostati sui famosi trespoli.

La piattaforma digitale è andata offline già dalla partita Inter Cagliari, il buio ha dominato anche tutta la partita di Verona per poi tornare on line dalle 17, se questa giornata, con due partite in contemporanea era la prova generale della prossima stagione, non siamo messi proprio bene.

L’arbitro, al fischio finale, ha sul suo taccuino solo due ammoniti, Caicedo e Luis Alberto, entrambi per proteste e nessun giocatore del Verona, malgrado parecchi falli dei difensori scaligeri molto al di fuori del limite della regolarità, ha annullato un gol per una sbracciata di Caicedo dopo che Magnani aveva ripetutamente trattenuto l’equadoregno per la maglia e per un braccio, ha rischiato di far innervosire le squadre fischiando cose e lasciandone altre sulla strada molto dubbie sia da una parte che dall’altra.

La sfortuna riguarda in esclusiva Ciro Immobile, una sola palla gli è capitata e lui con caparbietà l’ha calciata in maniera perfetta, talmente precisa che si è stampata sul palo a portiere battuto, il resto è stata una partita, la solita, di una generosità unica alla ricerca dell’uno due con Caicedo o cercare spazi per Milinkovic e Muriqi.

Cronaca.

Farris in panchina al posto di Simone Inzaghi, positivo al Covid, opta per il solito 3 5 2 con Reina in porta, la sorpresa Marusic di fianco a Radu e Acerbi, Milinkovic, Leiva e Luis Alberto i tre di centrocampo, Fares il quinto a sinistra e Akpa Akpro, l’altra sorpresa, a destra, Caicedo e Immobile di punta. Matteo Paro, secondo di Juric squalificato, sceglie Lasagna con Zaccagli a supporto, Kalinic in panchina.

La Lazio prende subito in mano la partita e il Verona, stranamente dal solito, aspetta senza pressare troppo i difensori laziali. Al 4’ occasione d’oro per Milinkovic, Fares dalla sinistra mette sul primo palo, spizzata di Luis Alberto sul secondo dove il serbo al volo non trova la porta di pochi centimetri. Al 6’ sponda di Immobile per Caicedo che calcia bene, ma Magnani mura senza far arrivare il pallone al proprio portiere. Al 23’ l’occasione per Immobile, Caicedo di testa prolunga per il napoletano, destro dal limite preciso e forte, Silvestri battuto, ma il palo nega il gol al numero 17 laziale. Marusic insuperabile nelle poche incursioni offensive dei veronesi, una bella sorpresa il montenegrino in un nuovo ruolo per lui. Al 45’ Caicedo di testa non inquadra la porta da calcio d’angolo di Luis Alberto.

Secondo tempo senza cambi per le squadre, al 47’ l’episodio che molto farà discutere nei prossimi giorni_ Caicedo prende palla sulla tre quarti, Magnani nel tentativo di fermarlo gli si aggrappa alla maglia più volte, l’equadoregno cerca di divincolarsi, correndo verso la porta, sbraccia sfiorando il volto del difensore che comunque continua a tenere Caicedo con il braccio e poi crolla a terra mentre il laziale realizza un bellissimo gol. L’arbitro prima fischia la rete poi il Var lo richiama al monitor e cambia versione annullando il gol. Ingiustizia per ingiustizia ammonisce Caicedo che cercava inutilmente spiegazioni. Partita che poteva innervosirsi ma che, le due squadre, hanno avuto l’intelligenza di non farlo, dimostrando più maturità dell’arbitro. Cambi per le due squadre, dentro Muriqi, Pereira, Escalante, Lulic e Parolo per la Lazio, Ceccherini, Bessa, Kalinic, Salcedo per il Verona. Lazio all’attacco e Verona di ripartenza soltanto in rare occasioni. Al 94’ Radu dalla tre quarti prova l’ennesimo cross, Milinkovic di testa realizza la rete vincente che regala alla Lazio tre punti d’oro.

Partita decisiva per restare in corsa Champions, la Lazio ha dimostrato di volerci essere fino alla fine. Molte cose buone da mettere in evidenza, una forma fisica che sembra stia tornando accettabile, un Marusic che da difensore centrale dà più garanzie degli altri componenti della panchina, Milinkovic Savic sempre più decisivo e un Caicedo che quando viene chiamato in causa non delude mai. C’è da ritrovare Immobile, in effetti gli manca solo il gol, la prestazione non viene mai meno. Ora sotto con il Benevento per arrivare agli scontri diretti Champions nella migliore posizione possibile in classifica.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Emanuele Gambino

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