Giuda Al Teatro Lo Spazio

Al Teatro Lo Spazio è partita una mini stagione per il mese di Maggio, si inizia con Giuda

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Il palco, le luci, l'attore sul palco, l'atmosfera, il silenzio in sala, la magia della voce che si espande per la sala e la parola che si fa forma nella gestualità dell'attore e persino nelle sue pause. Gli occhi che scrutano il vuoto e lo spettatore che sprofonda nell'immaginario accompagnato dalla performance del teatrante. La magia riprende e lo fa dando uno schiaffo alle paure e alla trascuratezza per le arti e la cultura in cui i nostri politici, prima che il covid, hanno fatto sprofondare un settore così importante per tutti noi.

Ed eccoci qui a raccontare di nuovo di teatro e spettacoli dal vivo, con ancora più forza e voglia di diffondere la bellezza delle emozioni che solo una performance dal vivo può dare, per una sera mettiamo al bando le videoconferenze, le serie tv e guardiamo con i nostri occhi, senza veli e intermediari elettronici, quello che gli artisti ci possono dare in fatto di umanità e prodotto artistico di qualità.

Il Teatro Lo Spazio riapre con una mini-stagione per riprendere uno "spazio" che abbiamo perso e riempirlo di qualità. L'UnfoldingRoma è in prima linea, perché questa guerra si vince anche sul palco dei nostri teatri.

Questa sera Maximiliam Nisi ha portato in scena Giuda, monologo di Raffaella Bonsignori. Il cattivo del Vangelo, il traditore, quello geloso degli altri apostoli, il cui amore possessivo è in forte contrasto con quell'amore universale declamato dal Figlio di Dio. Giuda strumento di Dio, senza il quale non si sarebbe avverato il disegno divino e per il quale la Chiesa non si è mai esposta mentre Dante lo pone in bocca a Lucifero, per una straziante agonia eterna, dandone un giudizio estremamente umano e poco in linea con la Chiesa.

L'amore è al centro del monologo della Bonsignori, un amore fortemente umano, possessivo, a volte sensuale come nella bellissima descrizione dell'adultera e della sua scampata morte per lapidazione. Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra. E' peccato, anche quello di Giuda, l'aver denunciato il suo maestro? E' il troppo amore ad aver spinto l'ultimo degli apostoli a condannare Gesù. A rileggere la storia, con uno sguardo al progetto divino, Giuda è il principale attore senza il quale la nostra stessa civiltà e società non esisterebbe.

Il traditore è stato tradito, prima dal Figlio nel quale aveva visto il salvatore dal conquistatore romano e poi dal Padre per avergli dato l'ingrato compito di portare al sacrificio il suo stesso maestro per il quale provava un profondo amore, ed al contempo, invidia e gelosia.

Giuda incarna perfettamente l'essenza umana fatta di sentimenti diversi e contrapposti, Maximilian Nisi si cala nei panni dell'uomo e da abile artigiano del teatro qual è, costruisce il personaggio in un dinamismo statico, con gesti e presenza scenica capaci di attirare l'attenzione e di far scorrere agilmente l'impegnativo testo, con una fluidità tale che a fine spettacolo non sembra siano passati i 70 minuti della durata della rappresentazione.

Siamo tornati in scena ed il Teatro Lo Spazio ha magistralmente riconquistato uno "spazio" che era stato occupato dalla paura e dalla tragedia inaspettata di un morbo infame. C'è da lavorare, perché ancora è difficile restare tranquilli in uno spazio chiuso con altre persone sconosciute ma è possibile farlo, nel rispetto di regole ed accorgimenti quali, lo stesso Teatro Lo Spazio, ha rispettato e fatto rispettare. Torniamo a teatro, ne abbiamo tutti bisogno.

Alessio Capponi 

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