Milan 0 - 0 Cagliari 16.05.2021

I rossoneri non pungono contro un Cagliari ben messo in campo

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Tre punti: il valore di una vittoria, la distanza che separa il Milan da un sogno che si chiama "Champions League", atteso da sette lunghi anni. Il match di questa sera a San Siro è tutto qui: un dentro-fuori necessario a rendere inutile il prossimo turno, dove a Bergamo l'Atalanta già qualificata non starebbe comunque a fare da materasso. Parliamo di una squadra con cui i rossoneri condividevano il medesimo obiettivo ad inizio stagione, ma capace di raggiungerlo con due giornate di anticipo e alla ricerca di un secondo posto storico per il nostro campionato.

Squadra che vince non si cambia e Pioli prosegue spedito con la formazione della svolta: quella dei dieci goal totali nelle due partite disputate a Torino. Spazio dunque a Diaz nel ruolo di trequartista, con Calhanoglu a sinistra, Saelemaekers a destra e Rebic punta. Tutto confermato anche nel resto del campo, con Romagnoli ancora una volta in panchina a favoer di Kjaer e Tomori. Nessuno stravolgimento anche per il Cagliari, imbattuto da sei giornate e già salvo in virtù del pareggio maturato a Benevento nel pomeriggio, con Pavoletti che si aggiudica ancora una volta il ballottaggio con Simeone per un posto in attacco al fianco di Joao Pedro, con Nainggolan alle loro spalle a fare da spola col centrocampo.

Il Milan scende in campo con la maglia della prossima stagione, a colpo d'occhio più rossa che nera e con l'intenzione di fare la partita, come si nota dalla posizione di Theo Hernandez in costante proiezione offensiva e Tomori a proteggere la fascia sinistra. Non si fa invece problemi a difendere il Cagliari che tiene otto uomini di movimento costantemente nella propria metà campo e non gestisce la palla con calma quando ne è in possesso, senza cercare nemmeno la ripartenza. Il risultato è un primo quarto d'ora a ritmi balneari che favorisce la fase difensiva ospite. Il primo tiro in porta dei rossoneri è di Saelemaekers, che da fuori impegna Cragno con una conclusione potente, ma centrale.

I rossoneri provano a scardinare la difesa avversaria tramite una fitta rete di passaggi, ma sono troppo lenti e raramente cercano la combinazione di prima negli ultimi trenta metri, cosa che facilita il compito degli avversari nel contenerli. A mancare in queste fasi è soprattutto la fantasia di Calhanoglu e Diaz, che paiono in grande difficoltà e un po' fuori dal match. Quando mancano poco più di dieci minuti alla fine della prima frazione, il Cagliari esce dal proprio guscio e lo fa pericolosamente: bella l'azione di Joao Pedro che s'incunea in area e appoggia all'indietro per Pavoletti, anticipato da un intervento provvidenziale di Calabria quando è pronto a colpire da posizione favorevole.

Nel finale ci prova il Milan, che ottiene un paio di punizioni da fuori area e relativo cartellino giallo per i giocatori avversari, ma Calhanoglu non pare in serata e spreca tutto. Le squadre vanno negli spogliatoi a reti inviolate: un risultato che rispecchia un primo tempo quasi scevro di emozioni.

Pioli non perde tempo e nell'intervallo lascia negli spogliatoi Saelemaekers per inserire Leao e dare una maggiore impronta offensiva alla squadra: il portoghese prende posto a sinistra, con Diaz dalla parte opposta e Calhanoglu in mezzo. le prime battute vedono un Milan più arrembante rispetto a quello visto in precedenza, ma ad avere l'occasione più clamorosa è il Cagliari, che dopo nove minuti costringe al miracolo Donnarumma, che neutralizza il colpo di testa ravvicinato di Pavoletti. I rossoneri paiono un po' sbilanciati e il tecnico richiama in panchina Diaz per ridare equilibrio alla squadra, mandando in campo Castillejo al suo posto.

Il cambio non sembra sortire grandi effetti, perché i rossoneri continuano a fare una fatica terribile a proporre una manovra offensiva degna dell'obiettivo per cui stanno giocando e allora Pioli prova nuovamente a cambiare qualcosa inserendo forze fresche: Dalot e Meité in luogo di Calabria e Bennacer, apparso un po' stanco. A tenere vive le speranze della squadra è però il solito Donnarumma, che a metà frazione compie un altro intervento prodigioso, questa volta su Godin, che di testa aveva impattato un pallone che pareva destinato ad entrare in porta. La reazione del Milan è affidata ai piedi di Castillejo, che sul cambio di fronte prova la conclusione al volo su assist di Rebic, ma non trova lo specchio.

Col passare dei minuti, le speranze dei padroni di casa vanno scemando e l'assalto delle maglie rossonere ricorda sempre più quello di una partita di rugby, dove si cerca di trovare spazio con la forza della disperazione. Il finale è caratterizzato dalla classica girandola dei cambi, che induce l'arbitro a recuperare cinque minuti, nel primo dei quali è Castillejo a cercare la porta con una conclusione a giro da fuori area che si spegne a lato. Lo spagnolo, pure coi suoi limiti tecnici, è l'ultimo ad arrendersi nel Milan ed è sempre lui a provarci poco dopo, con una conclusione murata da Godin, questa sera monumentale come ai bei tempi.

Finisce così, con grandi rimpianti per i rossoneri che ora dovranno cercare l'impresa a Bergamo per non veder sfatare il sogno Champions League proprio all'ultima giornata, dopo averlo cullato per una stagione intera.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria (63' Dalot), Kjaer, Tomori, Hernandez; Bennacer (63' Meité), Kessie; Saelemaekers (46' Leao), Brahim Diaz (57' Castillejo), Calhanoglu (89' Mandzukic), Rebic. All. Pioli

CAGLIARI (3-4-1-2):
Cragno, Ceppitelli (86' Clavan), Godin, Carboni (88' Rugani); Nández, Deiola (86' Asamoah), Marin (78' Duncan), Lykogiannis; Nainggolan, João Pedro; Pavoletti (78' Cerri). All. Semplici

 Matteo Tencaioli

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