UNA SMORFIOSA PALADINA DELL’AMBIENTE

UNA SMORFIOSA PALADINA DELL’AMBIENTE

Alla sua prima esperienza come scrittrice e illustratrice Carolina Embergher Nicolella già raggiunge un importante traguardo vincendo il Premio Nazionale Letteratura Italiana Contemporanea 2020/21, bandito dalla casa editrice Laura Capone Editore.

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Con Il suo libro “La Smorfiosa” l’architetto Carolina Embergher Nicolella ha realizzato un nuovo valido saggio per l’infanzia anche se il personaggio protagonista finisce per conquistare pure gli adulti. Non a caso il libro sarà scelto come testo di narrativa da molte insegnanti delle scuole elementari e medie per la sua forza di sensibilizzare i più piccoli su importanti temi attraverso il gioco e un buon umorismo basato soprattutto sulla semplicità. La bimba “Smorfiosa” compie una serie di avventure, presentate sotto forma di episodi di un cartoon e di storie illustrate che suggeriscono gli atteggiamenti più corretti da adottare nell’ambito ambientale. Ma c’è anche tanto sociale con importanti insegnamenti sul rispetto di chi non può essere uguale a noi. La Smorfiosa, nasce prima dell’avvento di Greta. La piccolina con il suo “staff” composto da sei simpatici gattini, un bambino, il fratellino autistico ed una rivale-amica, avvia un tessuto dinamico di avventure divertentissime, che indicano e suggeriscono diversi percorsi formativi Per saperne di più abbiamo intervistato la neo autrice scoprendo un personaggio molto vero che ha raccontato semplicemente una parte della sua vita.

Il personaggio della “Smorfiosa” è chiaramente autobiografico. Lo consideri come una rivalsa personale o per far conoscere veramente te stessa?

Direi che è un modo per svelare al mondo la mia natura decisamente “ipersensibile” e che sicuramente costituisce una rivalsa sulle mie patologie “invalidanti”. Io credo nel “mutuo Soccorso”, e quando troppo spesso, mi reco nei luoghi di sofferenza, “aiuto e ricevo aiuto”. Una persona con patologie deve avere un sogno nel cassetto, un progetto di vita e il mio desiderio è quello di migliorarmi e di vegliare sul Pianeta Terra e i più deboli

Da architetto a scrittrice e disegnatrice. Come è nata questa evoluzione e cosa ti ha portato a creare questa storia?

In verità, ho sempre scritto e disegnato, già da ragazza mi dilettavo con mio padre in duetti artistici di ogni genere. Appartengo ad una famiglia straordinaria. Il nonno di mio padre Alessandro Embergher era noto per i suoi lavori di pittura, e scultura. Mio padre mi raccontava che fin da piccolo si esercitava col nonno nel disegno e mi diceva che lui avrebbe voluto essere un architetto e non un dirigente di azienda. La mia casa è stata interamente progettata da lui ed accoglie tutte le sue e le mie opere artistiche. Papà mi ha aperto la “via dei colori”. Non è stato difficile per me, in realtà io non ho mai dovuto improvvisare, direi che sono nata con una particolare predisposizione a fare l’artista e a ricercare “il bello” in ogni frammento di cosa o di vita. Quindi, l’imprinting dell’architetto, del pittore, del disegnatore, dello scrittore, sono stati sempre presenti dentro di me. La Smorfiosa nasce durante un mio feroce attacco di emicrania, un incubo presenzialista e costante, da cui era difficile guarire. Durante quel buio farmacologico ho sognato di essere una piccola guaritrice, una paladina della Terra e di tutte le persone ammalate o semplicemente “diverse”. Così per realizzare il bozzetto della Smorfiosa, mi sono ispirata alle mie foto da bambina realizzando un personaggio che si occupa della salvaguardia del globo, della difesa delle specie in via d’estinzione e delle persone in difficoltà. Nel libro tendo anche a sottolineare più volte, la “superiorità degli autistici”, relativa soprattutto ad alcuni campi applicativi ed alle sorprendenti capacità sensoriali e percettive che li contraddistinguono.

La possibilità che il tuo libro sia adottato come testo di narrativa da molte insegnanti delle scuole elementari e medie rappresenta una bella responsabilità. Pensi che la “Smorfiosa” sarà all’altezza e che riuscirà a conquistare tutti?

E’ una bella soddisfazione che il mio libro già viene impiegato come testo di narrativa e di educazione civica in alcune scuole primarie. Molti docenti lo hanno scelto proprio per gli esempi proposti durante il racconto, che con giochi insegnano rispetto e tutela verso chi è più indifeso. Ho voluto presentare il tutto affidandomi al fascino indiscusso del dialetto partenopeo che caratterizza il personaggio “Peppiniell O’Zuccariell”, eroe indiscusso del libro. Infine, l’allegro corredo di disegni realizzati proprio da me completa l’opera, delineando un quadro visivo coloratissimo, particolarmente goliardico ed impreciso, tipicamente fanciullesco. Le avventure così proposte, fanno ridere a crepapelle, ma al tempo stesso, inducono chi sta leggendo, a riflessioni sconfinate. Spero davvero che i piccini siano catturati da questa piacevole lettura ricca di spunti di natura svariata.

Cosa rappresenta per te fare partire un grido di salvezza della natura da una città come Napoli dove non sempre si è rispettato il territorio?

Io sono molto “partenopea” e rendo omaggio al luogo dei miei natali. Napoli è una città dal cuore nobile e giocherellone “off limits”, mai sottomessa, autentica, sorprendente e geniale, il cui popolo abbraccia da sempre i più deboli. Mio fratello Frenco è amato proprio dalla gente più semplice e meno acculturata, che lo rispetta e lo venera proprio perché è un diverso ed un “angelo di Dio”. La mia Napoli non va ricordata solo per la Camorra, ma per il suo carisma di natura esoterica, misteriosa, popolare e contraddittoria. Per me che sono sono una “Napoletana doc” è stato doveroso pensare di fare partire il grido di salvezza proprio dalla capitale del Sud! Napoli non ha mai conosciuta tregua, è sempre sulla bocca di tutti, censurata troppo spesso è nota a tutti per la sua vita surreale, pericolosa ed atipica. Una cosa però è certa, è un luogo magico che ti cattura, che t’insegna a sopravvivere e ti sussurra parole d’amore. Paradiso ed Inferno, si alternano senza dogmi tra i suoi vicoli scuri. A Napoli si segue solo una fede totalizzante, quella azzurra, ed al vertice esiste solo un grande Dio: “Maradona e il suo Napoli”. Una città paralizzata dalle scellerate nefandezze compiute da amministrazioni “ladre ed incompetenti”, merita un riscatto e dunque che riscatto sia! Che il grido parta da qui! Su forza “salviamo questa Terra e lasciamo ai posteri un mondo migliore”. “Forza Napoli”, come urlano i protagonisti del mio racconto quando vogliono soccorrere qualcuno in pericolo o in difficoltà!

Ci puoi dare un cenno riguardo alle figure a cui ti sei ispirata per creare i personaggi del tuo racconto?

Alcuni personaggi sono autobiografici come la Smorfiosa e Frenco che rappresentano me e mio fratello Francesco, strutturati nella forma e nell’animo proprio come siamo nella realtà. Carolina complicata, smorfiosa e spumeggiante, Frenco bimbo autistico delicato e scugnizzo, a prova di “cattivo”, che subito distingue il bene dal male. Gigino e Monicuccia invece, sono una coppia molto originale ed affiatata nella vita. Gigino è un uomo che è davvero “nat mparat”. Egli potrebbe scrivere trattati sulle origini divine della Madre Terra e svelare arcani misteri mai risolti. Ma il personaggio più trascinante e comunicativo è sicuramente il peloso partenopeo azzurro, noto a tutti come Peppiniell O’Zuccariell, gatto magico e con i superpoteri, “capoultras” della squadra del Napoli e “Miciapper” di fama internazionale. Seguono Tony il gattino elegante “sciupamicine” e “cool”, costruttore, laureato in tutte le materie, dedito all’alcool ed ai bagordi, Cettina gatta di campagna saggia e premurosa che funge da “madre” alla banda della Smorfiosa, Amedeo gattino poliglotta, colto e laureato in medicina che litiga sempre con Clementina, cucciola di bell’aspetto, vincitrice di un concorso per micine, che trascorre il suo tempo a scattarsi selfie che posta su “catbook” e, infine, Armandino che affetto da una grave forma di miopia viene dotato da Tony, degli “occhiali interplanetari” con i quali può vegliare sulla Madre Terra. Per questi motivi è conosciuto come il “guardiano del globo” e il “detective” personale della Smorfiosa, posando il suo vigile sguardo sul mondo intero!

Quali sono gli elementi più importanti della “Smorfiosa” che pensi possano appassionare i più piccoli?

Tutti i personaggi che ho creato sono buffi, ironici e teneri, sono ritagliati a misura di “bambino”. Attraverso i loro sketch invitano a creare messaggi dove il “mutuo soccorso” diventa una priorità assoluta. La squadra dei simpatici pelosetti ed i piccoli protagonisti trasportano i lettori in un mondo realistico ma gradevole, dove le emergenze siano esse rappresentate da minoranze, da razze e specie a rischio estinzione, che dagli autistici, dalle diversità e dal Pianeta Perra agonizzante, si avvertono al punto da farsi strada fino a divenire delle “necessità a cui provvedere nell’immediato”. Il libro è costruito tutto su gags, dialoghi e battute, di cui le più incisive e trascinanti, sono proprio quelle in napoletano, che sono opportunamente tradotte in italiano. I bambini amano i colori e le immagini, per questi motivi ho illustrato i libro a mano. In questo modo attraverso “battute e fiction animate”, raggiungo il loro immaginario e il messaggio sociale passa.

Nell’era dei computer e videogiochi “La Smorfiosa” saprà tenere il passo cercando di dare ancora spazio alla fantasia?

Se il libro vuol promuovere un nuovo contatto con la madre Terra, per contrastare la dipendenza eccessiva dei piccini dai tablet e dagli smathphone, ciò non vuol dire che non parli di tecnologie avanzatissime e di contatto interattivo. La Smorfiosa utilizza dispositivi elettronici e mezzi di locomozione “ecosostenibili, come la sua navicella e le motociclettine dei micini, colorate d’azzurro mimetizzandosi col cielo. In effetti io parlo nel libro di strumentazioni fantastiche, molte delle quali come i pulmini elettrici davvero esistono. In effetti mi preme precisare che ho fatto una ricerca accurata sugli ultimissimi dispositivi tecnologici. Quindi il libro volge il suo sguardo al futuro e a tutte le novità applicative più utili per il benessere della Terra e dei suoi abitanti. Oserei dire che questo testo se pur “fantasioso” è molto attuale! Infine sto cercando finanziamenti proprio per la realizzazione di un “videogame” della Smorfiosa che possa coinvolgere i più piccoli in un gioco interattivo.

Quali saranno gli sviluppi della “Smorfiosa”, stai già pensando a un seguito o a un lancio per il mondo dell’animazione?

Sto scrivendo nuove avventure per un nuovo libro, ma sto cercando soprattutto sovvenzioni per realizzare episodi di “cartoon” di cui già ho scritto le sceneggiature, che trattino con ironia delle tematiche sociali che investono temi come amicizia, amore, famiglia, disabilità e minoranze etniche.

Dove si può trovare il libro e come può essere adottato nelle scuole?

Il libro si può acquistare on-line su diversi siti : Amazon, IBS, Libraccio o digitando Laura Capone Editore sul motore di ricerca. Ovviamente può essere ordinato pure in libreria. “La Smorfiosa” si può adottare come testo di Narrativa e di Educazione Civica e, in questo caso, deve essere proprio la docente di una di queste due materie a proporlo ed includerlo nel catalogo delle proposte annuali. Invece se si vuole fare un acquisto di molte copie, è preferibile contattare me o la casa editrice Laura Capone Editore.

                                                                                        Rosario Schibeci

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