Atalanta 0 - 2 Milan 23.05.2021

KESSIÉ TRASCINA IL MILAN IN CHAMPIONS LEAGUE

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Il giorno in cui vennero presentati ufficialmente i calendari per la stagione in corso, tutti i tifosi milanisti avevano un desiderio in comune: non doversi giocare nulla all'ultima giornata contro l'Atalanta, vera bestia nera della squadra milanese degli ultimi anni. Come spesso accade, la dura realtà si presenta davanti alle persone come un muro contro cui si rischia di sbattere e anche in questo caso è avvenuto: a Bergamo, infatti, il Milan si gioca nientemeno che un posto nella prossima Champions League, attesa da sette anni e a portata fino ad una settimana fa dopo una stagione sempre tra le prime. Da parte sua, la squadra bergamasca si gioca il secondo posto (che rappresenterebbe un record storico per la società) e ha voglia di rifarsi dopo la delusione di Coppa Italia, quindi non starà certo a guardare nonostante la qualificazione già acquisita.

Per cercare i tre punti, unico risultato che garantirebbe di raggiungere il traguardo anche in caso di vittorie di Napoli e Juventus, Pioli è costretto ad inventarsi qualcosa a causa della contemporanea indisponibilità di Rebic e Ibrahimovic. Spazio dunque a Leao, unica differenza rispetto alla formazione vincente a Torino e deludente contro il Cagliari. Formazione titolare anche per Gasperini, che deve rinunciare ad Hateboer, ma ritrova l'acciaccato Gosens e sceglie di confermare Zapata al centro dell'attacco.

La prima squadra a provarci è il Milan, questa sera in maglia bianca, che dopo tre minuti mette insieme una bella azione con la quale riesce a far giungere il pallone ai piedi di Saelemaekers, che prova una conclusione finita di poco alta sopra la traversa. É comunque l'Atalanta a fare la partita, come da sua abitudine, con gli ospiti che si preoccupano principalmente di contenerne le iniziative, senza trovare sbocchi in fase di costruzione. Il più attivo tra i rossoneri è Brahim Diaz, che con la sua tecnica cerca sempre di aprirsi dei varchi nelle strette maglie della difesa nerazzurra.

La prima mezz'ora passa senza grandi emozioni, un po' per merito della grande attenzione difensiva degli ospiti, un po' a causa di qualche errore di troppo dei padroni di casa negli ultimi trenta metri. Su uno di questi, il Milan trova la ripartenza con Leao, su cui è bravo a rinvenire Romero prima che sia troppo tardi. Meno bravo di lui è Maehle, poco dopo, che sulla prima discesa pericolosa di Theo Hernandez commette una grande ingenuità intervenendo in maniera fallosa in area e regalando agli avversari un calcio di rigore. Grandi proteste di Gasperini, che viene ammonito, ma il VAR conferma tutto e dal dischetto trasforma Kessié con grande freddezza, permettendo alla sua squadra di arrivare all'intervallo in vantaggio di una rete.

Ad inizio ripresa, resta negli spogliatoi Pessina e al suo posto fa il proprio ingresso in campo Muriel, per dare maggiore imprevedibilità all'attacco. A non cambiare è il canovaccio della partita, con l'Atalanta in costante proiezione offensiva alla ricerca del pareggio. I nerazzurri crescono e, col passare del tempo, riescono a riempire di propri uomini la metà campo avversaria: non è un caso se, dopo poco più di dieci minuti, Zapata riesce a trovare un diagonale da posizione favorevole e il pallone va a sfiorare il secondo palo dando l'illusione di poter entrare in porta. Dopo avere corso questo grande rischio, allo scattare dell'ora di gioco, Pioli decide di mettere in campo forze fresche scegliendo, come di consueto, Krunic e Meité, ai quali fanno spazio Diaz e Bennacer.

Nonostante la posta in palio sia molto più pesante per i rossoneri, l'Atalanta si gioca il match con tutte le forze possibili a costo di scoprirsi e a metà della frazione rischia di subire il colpo del KO, con Leao che viene servito benissimo da Meité e cerca il tiro di precisione per anticipare l'uscita di Gollini, ma vede la sfera stamparsi contro il palo e allontanarsi verso la terra di nessuno. Scampato il pericolo, la squadra di Gasperini torna a prendere possesso del campo e il Milan non riesce in alcun modo a guadagnare metri preziosi, al punto da costringere il proprio allenatore ad operare un altro doppio cambio: è il turno di Mandzukic e Dalot, al posto di Leao e Saelemaekers, per provare a dare respiro alla retroguardia, mentre l'Atalanta ci prova sbilanciandosi tantissimo ed inserendo prima Pasalic e poi Miranchuk.

Sono quattro i minuti di recupero assegnati dall'arbitro a causa del grande numero di sostituzioni effetuate dalle due squadre e, quando la partita sembra volgere al termine, arriva l'episodio che la chiude definitivamente: Gosens colpisce la palla di mano in area, l'arbitro fischia un altro rigore e De Roon si fa espellere per una reazione scomposta sul malcapitato Kurnic. Sul dischetto va ancora Kessié e, glaciale come sempre, trasforma, chiudendo definitivamente i conti e portando il Milan in Champions League dopo sette anni.

FORMAZIONI UFFICIALI:

ATALANTA (3-4-2-1): Gollini; Toloi (87' Palomino), Romero, Djimsiti; Maehle (79' Pasalic), De Roon, Freuler (87' Miranchuk), Gosens; Malinovskyi, Pessina (46' Muriel); Zapata. All. Gasperini

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Calabria, Kjaer, Tomori, Theo Hernandez; Bennacer (61' Meité), Kessie; Saelemaekers (79' Dalot), Brahim Diaz (61' Krunic), Calhanoglu; Leao (79' Mandzukic). All. Pioli

 Matteo Tencaioli

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