Error Materia: Uno Studio Degli Allievi Della Silvio D’Amico - Di Flaminio Boni

Error Materia: Uno Studio Degli Allievi Della Silvio D’Amico - Di Flaminio Boni

E’ andato in scena, al Teatro Vascello, Error Materia, Studio da Le avventure di Pinocchio, le avventure di un burattino di Carlo Collodi, ad opera di quattro allievi dell’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico

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Si tratta di una drammaturgia inedita, coordinata da una regia collettiva, liberamente ispirata alla favola di Pinocchio di Carlo Collodi.

Fautori di questo studio e del lavoro collettivo sono stati: Evelina RosselliCaterina RossiMichele Eburnea e Diego Parlanti

Lo studio è una riformulazione dell’opera collodiana a partire dalla nascita del burattino fino al momento della sua morte, nel punto in cui terminava la prima stesura di Collodi.

La messinscena segue un codice multidisciplinare, in cui si innestano linguaggi diversi: parola, gesto, suono, musica.

Si abbandona la centralità del testo per concentrarsi sui segni scenici, con particolare attenzione al sound design.

Il lavoro procede per quadri: La Nascita, La Fame, La Scuola, Cosa Succede ai Bambini Cattivi, La Morte…in cui si contrappone ogni volta il singolo, Pinocchio, agli “altri” come portatori di un segno e, soprattutto, di un suono, ridefinendo spazi e tempi.


Dal sipario chiuso sporgono un paio di gambe: sono, in realtà, ancora la materia inanimata da cui prenderà vita Pinocchio.

Pinocchio, da subito, si sentirà costretto in un mondo che non conosce e che non riconosce e si farà immediatamente strada in lui il desiderio di fuggire e ribellarsi.

Spaesato in un mondo in cui fa fatica a identificarsi partirà, sconsideratamente e senza giudizio, all’avventura per il mondo, mosso dal desiderio di trovarsi e trovare un posto.

Lo studio propone un punto di vista molto interessante e un approccio che cattura subito l’attenzione.

I quattro interpreti/autori/registi si cimentano nella ricerca di un linguaggio nuovo, contemporaneo, che associ alla parola, il gesto, il suono, la musica e il “rumore”.

Resta la traccia centrale e fondante della storia, ma rivissuta attraverso la ricerca, la sperimentazione e la mescolanza di segni scenici diversi.

Gli elementi della favola collodiana vengono manipolati in maniera da presentare il contrasto tra Pinocchio, burattino/bambino in cerca di emancipazione e il mondo esterno, in un processo di affermazione di sé.

Lo studio, inoltre, mette al centro il pensiero sulla caducità delle cose e dell’esistenza, su ciò che passa e ciò che dovrebbe restare e sul bisogno viscerale di essere qualcuno che lascia un segno.

Sebbene il gruppo dimostri una spiccata complicità e coesione, la messinscena non sembra centrare a pieno il senso di tanti sforzi, né cogliere tutte le molteplici alternative che si aprono quando si vuole destrutturare un testo e ricostituirlo dandogli una nuova direzione.

Sicuramente molto bravo Michele Eburnea nei panni di Pinocchio: ha carica, energia e intenzione.

Non sempre però, il risultato complessivo, del gruppo, dà un senso di compiutezza, presentando spesso spiragli dentro i quali lo sguardo sarebbe dovuto andare più a fondo.

ERROR MATERIA
Studio da “Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino” di Carlo Collodi

Drammaturgia originale, regia e interpretazione:
Evelina RosselliCaterina RossiMichele Eburnea e Diego Parlanti

light design Camilla Piccioni
sound-design Filippo Lilli
realizzazione scene Danilo Rosati

produzione: La Fabbrica dell’Attore- Teatro Vascello e Accademia D’arte Drammatica Silvio D’Amico

Flaminio Boni 

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