Serie A: Lo Spezzatino è Servito. Addio Pomeriggio Calcistico!

Serie A: Lo Spezzatino è Servito. Addio Pomeriggio Calcistico!

Dalla prossima stagione, il massimo campionato darà il definitivo addio alle partite in contemporanea

stampa articolo Scarica pdf

Sembra ieri, ma sono passati quasi cinquant'anni da quando Rita Pavone (poco prima di Cocki Mazzetti) si chiedeva come mai la domenica veniva lasciata sempre sola, a causa della "partita di pallone". Un appuntamento storico, quello del weekend, dove l'Italia si fermava per due ore e si incollava alla radiolina o si recava allo stadio per seguire i propri beniamini.

Tutto questo appartiene già da tempo ad un passato quasi dimenticato, perché la suddivisione dei match, prima in due giorni, poi spalmata su tre, in onore dei diritti televisivi, è già una realtà per tutte le nuove generazioni di tifosi, che non hanno conosciuto altro. Quello che però dovrebbe aspettarci in vista della prossima stagione di Serie A è qualcosa di storico: verranno infatti abolite le partite in contemporanea, completando il cosiddetto spezzatino calcistico inserendo nuovi orari come le 14.30, le 16.30 e le 18.30 e confermando il cosiddetto "monday night".

Perché fare una scelta di questo tipo? La risposta è semplice: DAZN. I vertici del nostro campionato si sono affrettati a smentire la cosa, così come quelli del gruppo inglese che si è aggiudicato i diritti per i prossimi tre anni, ma la verità è che non ci possono essere altri motivi. Da un lato c'è la paura dei problemi tecnici, che già funestarono la piattaforma di streaming nella domenica di blackout dove i tifosi, poi rimborsati, dovettero rinunciare a seguire Inter-Cagliari e Verona-Lazio.  Dall'altra ci sono parole scritte nere su bianco in fase di presentazione dell'offerta, nella trattativa per l'acquisizione dei diritti TV, dov'era ben specificata l'eventualità di apportare ulteriori modifiche alla struttura del campionato, delle date e degli orari.

In tutto questo, come sempre, gli unici a non essere stati interpellati, né considerati, sono i tifosi, che saranno costretti ad organizzarsi per andare allo stadio (che finalmente tornerà a far parte delle loro vite) in orari sempre più strani o vedersi la domenica spezzata a metà da un match alle 16.30, con la scusa di offrire loro un servizio che permetta di godersi tutte le partite e non perderne alcuna. Siamo veramente sicuri che ci sia qualcuno a cui interessa guardare dieci match? Probabilmente, per ogni tifoso che lo farà, ce ne saranno altri cento interessati soltanto a seguire la propria squadra del cuore, magari nell'orario peggiore di tutti.

È questo il "calcio dei  tifosi" di cui si riempiono tutti la bocca da due mesi a questa parte?

Matteo Tencaioli

© Riproduzione riservata