A Studio G.I.G.A. Il Bi-cromatismo Di Cristallo Odescalchi

A Studio G.I.G.A. Il Bi-cromatismo Di Cristallo Odescalchi

Non solo digitale per le ultime opere dell'artista Cristallo Odescalchi che si presenta con opere pittoriche di grande formato, rigorosamente in bianco e nero.

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Fino al prossimo 8 luglio Studio G.I.G.A. a Via del Governo Vecchio ospita la personale di Cristallo Odescalchi “La dimensione del Cormorano”, curata da Matteo Peretti.

Opere pittoriche di grandi formati, rigorosamente in bianco e nero, sono la produzione dell’ultimo anno che ha preso ispirazione sicuramente dalla ricerca grafica, legata al digitale, che contraddistingue la produzione precedente di Cristallo Odescalchi.

Artista eclettico, classe 1981, Cristallo Odescalchi ha da sempre abbracciato un ricco immaginario simbolico, in cui proprio il cormorano è il suo elemento distintivo, il suo sigillo personale.

Un bi-cromatismo che ha preso possesso dello spazio espositivo che vuole rappresentare il suo “io” artistico e personale, ricco di simboli, ma anche di emozioni, animali dal significato alchemico, paesaggi accennati, in una dimensione quasi sospesa dell’essere umano e del tempo, come la sedia bianca, solitaria, quasi in attesa, che apre il percorso espositivo.

Un parallelismo tra presente e futuro, tra bianco e nero, uno yin e yang, che ha nel libro posto sul leggio al centro della galleria la sua massima espressione, un lavoro di ricerca durato ben 15 anni, che lascia letteralmente a bocca aperta per la spettacolarità artistica di ogni singola pagina.

Abbiamo voluto fare qualche domanda a Cristallo Odescalchi in sede di inaugurazione.

“La dimensione del Cormorano”, perché questo titolo?

Iniziamo subito con una domanda difficile… Le dimensioni del Cormorano è un diario dei miei primi vent’anni, nei quali ciclicamente si ripetono i primi cinque anni di vita; c’è un passato che informa il futuro e c’è un futuro che informa il passato. Ci sono dei simboli, ogni cosa e ogni tratto è simbolico.

Il significato della sedia vuota, posta all’inizio del percorso espositivo?

La sedia vuota iniziale è sia una divisione degli spazi, tra superiore e inferiore che all’interno della storia, per com’è raccontata: lo spazio è il principale protagonista ed è rilevante.

Le mie opere sono spazio e quindi la sedia ha molteplici interpretazioni, è anche realizzata in un materiale plastico, colato in un monoblocco, ha una personalità non definita. La plastica può avere qualsiasi forma e questo è di rilievo assoluto all’interno del contesto della storia, che affronta molti temi, molti personaggi e molte sfaccettature, che poi appartengono tutte alla mia personalità come artista. Anche il cormorano è una specie di mio avatar.

Dalla grafica ai grandi formati su tela, come mai?

Perché dopo un rigorosissimo lavoro di quindici anni per il libro, tutto in digitale, mi sono permesso di passare alla materia per una vera e propria esigenza personale, quando ho capito il rigore del mio linguaggio mi sono sentito più libero.

Ma qual’è il linguaggio artistico che preferisce Cristallo Odescalchi, quello che sente più affine?

Tutto l’universo del Cormorano è parte di un’unica dimensione e quindi tutti quanti i miei linguaggi espressivi si equilibrano perfettamente in questo spazio. E’ come andare in un luogo, prendere delle foto, e questi scatti mano a mano costruiscono una dimensione, tutti i luoghi sono rilevanti.

Com’è nata la scelta di Studio G.I.G.A. per la tua personale?

Matteo Peretti proprietario di Studio G.I.G.A. è un amico artista di vecchia data, che mi capisce. Ha studiato negli Stati Uniti, poi tutti e due abbiamo frequentato la stessa scuola a Londra e, alla fine, ci siamo ritrovati qui a Roma. A distanza di molti anni abbiamo deciso di collaborare a questa personale. Siamo partiti con questa mostra e spero di poter collaborare con lui per ulteriori progetti futuri.”

Come dichiara Matteo Peretti, curatore della personale,  nel testo poetico che la  accompagna: "Ricordi dimenticati dai primi pensieri, appoggiati su una sedia di plastica bianca, un po’ consunta, mangiata dal tempo e dagli umori alternanti, sul ciglio della strada la si vede abbandonata, al centro di un perimetro fra luce e ombra, in bianco e nero… Sullo sfondo pini, cipressi, solitudine, platani, una parete inconsistente, finestre scorci osservati per non guardare, per evadere la realtà o crearne un’altra, una dimensione volatile, parallela e protetta: una pubblicità in bianco e nero, fra luce e ombra…Come in una sfera di cristallo, futuristica, non si pubblicizzano prodotti ma sentimenti."

"La dimensione del Cormorano" è visitabile fino al prossimo 8 luglio a Studio G.I.G.A., Via del Governo Vecchio 43, dal martedì al venerdì dalle 15 alle 20.

Una personale assolutamente da non perdere!

Articolo di Stefania Vaghi

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