Genesi: Tra Pittura E Scultura A Borghini Arte Contemporanea

Genesi: Tra Pittura E Scultura A Borghini Arte Contemporanea

La bi-personale di Salvatore Cammilleri e Federica Zianni è "Genesi".

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Fino al 17 luglio la Borghini Arte Contemporanea ospita Genesi la doppia personale di Salvatore Cammilleri e Federica Zianni, a cura di Francesca Nesteri e Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci.

Un dialogo tra pittura e scultura nello spazio espositivo di Via Belsiana che vuole essere un focus sulla genesi, sapientemente interpretata dai due artisti, ognuno con il proprio personalissimo stile, ambedue che giocano con la luce, interpretando anche il mood della galleria che è “artisti con la luce”.

Entrando si viene letteralmente catturati dalla sapiente ironia delle opere luminose di Salvatore Cammilleri, che utilizza il simbolo della genesi per eccellenza: l’uovo. Simbolo di nascita, di perfezione di forma ma anche della fragilità e della caducità della vita, che avevo avuto già il piacere di vedere in mostra.

Come dichiara la sua curatrice Francesca Nesteri “Il simbolismo dell'uovo è, per volontà dell'artista, metafora dell'uomo e della sua caducità. Egli ha invertito il significato iconografico dell'uovo - vita, convertendolo in rappresentazione dell'uovo fritto come simbolo di morte.”.

Gioca invece con le forme, con la materia, abbinata a led luminosi Federica Zianni, talentuosa scultrice romana.

Le sue sculture, anche quelle a parete sono forme piene, bozzoli, che rimandano anch’esse alla genesi. Metamorfosi e trasformazioni nei materiali utilizzati tra resine e lacci emostatici, in una metafora della vita dell’uomo che genera la vita e poi la distrugge manipolandola.

Come dichiara la sua curatrice Giuditta Elettra Lavinia Nidiaci “la materia diviene matura e crescente nelle mani dell’artista, che si forgia nella forza dei materiali, che vive nei suoi colori sgargianti, che si ripete nei movimenti o che si sovrappone, alimentandosi e rigenerandosi continuamente”.

Abbiamo voluto fare alcune domande proprio alla scultrice Federica Zianni in sede di vernissage.

Opere quasi tutte nuove, tra sculture e sculture a parete, a cosa ti sei ispirata, ce ne parli?

Quest’opera si chiama “Palamarka” e riprende uno strumento che ho recuperato in Bulgaria dalla mia ultima residenza artistica, serve per protezione e raccolta del grano e fa parte della mia serie sulla tecnica dell’essere umano ed è in coppia con “Hammers” che riprende invece la forma del martello da ebanista che usava mio nonno, che lavorava a San Pietro.

Sono posizionati come pezzi su una vera e propria scacchiera.

Poi abbiamo “Jelly Cocoon”, perché riprende come forma il jellyfish, la medusa ed è realizzato con dei lacci emostatici e dei led, che riporta al tema degli artisti in mostra, che utilizzano la luce, questa è infatti una scultura luminosa. Ed è un richiamo ad un tema a me molto caro che è quello delle forme archetipiche, quindi questo “bozzolo” da cui potrebbe nascere qualcosa, anche se è un materiale organico. C’è sempre questo contrasto tra forme organiche ed inorganiche.

Ho riprodotte molte forme archetipiche, utilizzando anche il led per illuminarle, questa è “Argo”, perché riprende il mito del titano dai cento occhi che ha generato la coda del pavone, proprio con i suoi occhi, ed insieme alla scultura “Infertile” (“il melograno”) riprende il mio filone sulla mitologia greca. Queste tre sculture con i lacci emostatici sono il corrispettivo dei bozzoli ma a parete, forme gravide che si esteriorizzano in modo più o meno prepotente.

Come mai la ricerca e l'utilizzo del laccio emostatico nelle tue opere?

Banalmente lavoravo molto con il bronzo e l’ottone, con le fusioni, un lavoro molto pesante, però volevo comunque utilizzare un materiale in contrasto con i metalli; quindi ho pensato di usare, in un primo momento le camere d’aria e poi ho iniziato ad accostare il laccio emostatico, perché mio padre è medico e quindi è un materiale col quale ho molta familiarità, è di “casa”. Anche se il mio intento è sempre quello di snaturalizzare la funzione primaria di un materiale e collegarlo sempre alla mitologia o alle immagini archetipiche.".

Una bi-personale dal grande impatto visivo che merita assolutamente di essere vista.

Genesi sarà visitabile fino al prossimo 17 luglio alla Galleria BORGHINIARTECONTEMPORANEA Via Belsiana, 92, dal lunedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

Articolo di Stefania Vaghi

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