Maurizio Sarri Conferenza Ufficiale L'obiettivo è Divertirsi LIVE

Maurizio Sarri Conferenza Ufficiale L'obiettivo è Divertirsi LIVE

Conferenza stampa di presentazione. Maurizio Sarri è un vero "Allenatore di campo", come si definisce. Parole su Luis Alberto, Correa e Maestrelli

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E' il giorno di Maurizio Sarri. Sala stampa gremita a Formello dove il nuovo allenatore della Lazio non si è risparmiato ed ha dato una vera e propria lezione di calcio e mentalità, idee fondamentali che vuole trasferire alla squadra e all'ambiente. Anche se il tecnico non gradisce,  per lui è già un'ovazione social: le parole su Luis Alberto ("Non c'è la pena di morte, ma...), su Maestrelli ("Non posso non pensarci"), sul modulo, il mercato e gli obiettivi, fanno già impazzire tifosi ed addetti ai lavori. Un'ora di conferenza, pallone e piedi per terra, per far dimenticare totalmente Simone Inzaghi. 

La conferenza stampa si è aperta con il video di presentazione del tecnico, video che ha fatto il giro del mondo "Aprite le porte alla bellezza, il Sarrismo è arrivato", video che ha fatto il record di visualizzazione.

Quindi le parole del direttore sportivo Igli Tare: "Siamo molto contenti, ma colgo l'occasione per ringraziare Mr. Inzaghi e il suo staff per il lavoro svolto alla Lazio negli ultimi 5 anni e gli facciamo gli auguri per la sua avventura all'Inter. Sarri è la grande opportunità per il salto ancora più difficile. Negli ultimi anni abbiamo fatto un grande lavoro, ma Sarri è un banco di prova importante per cercare in questi momenti difficili di portare tra noi un allenatore di grande esperienza, che fa dello spirito di gruppo e di gioco offensivo, i suoi punti di forza. Dò il benvenuto a lui e al suo staff e speriamo di gioire insieme" 

Ecco di seguito le parole del nuovo tecnico biancoceleste: 

Su Mourinho la prima domanda. Conferenza sfarzosa del portoghese: special one contro il sarrismo: 

Non c'è dualismo, è un gande personaggio, simpatico, non sento questo dualismo. Lui  ha vinto più di me, ha un pedigree più elevato, ma non vuol dire nulla: però, nel derby non daremo tutto, ma di più per venire a capo. Non ho citazioni da fare: io citerò me stesso più che altri. Come ho detto ai ragazzi  voglio vedere un grande spirito di sacrificio in settimana per poi divertirsi la domenica. Vorrei che  il grande lavoro che si fa in settimana, si trasformi nella partita con una gran voglia di dominare l'avversario. Ci sono i presupposti e questo è uno dei motivi per cui sono qui. Un motivo è di carattere personale. Ho intravisto nella Lazio la possibilità di mostrare le mie caratteristiche personali. Il secondo motivo è sportivo: ci manca qualcosa per fare il calcio che piace a me, ma ci sono i presupposti per fare il calcio che piace a me.

Che momento è della sua carriera? 

  La Lazio è arrivata nel momento in cui avevo bisogno di questo tipo di società con queste caratteristiche  per fare il mio lavoro nel modo più adatto a me. 

Quanto tempo le serve per portare la sua idea di calcio e che rinforzi ha chiesto?  

Il tempo è una questione imponderabile. Nella mia esperienza ho visto di tutto . Ad Empoli eravamo ultimi dopo 8 giornate di campionato, a Napoli nelle prime tre partite abbiamo fatto solo 2 punti, a Chelsea una cosa diversa perchè siamo partiti bene per poi avere un momento di rigetto per poi tornare a crescere, nella Juventus percorso difficile, anche se abbiamo vinto. Tutto sommato quindi a livello di risultati è andata bene. E' difficile capire come il gruppo possa reagire: se il contraccolpo ci sarà all'inizio o il rigetto arriverà dopo. Le difficoltà sicuramente arriveranno, vedremo come limitare il rigetto il più possibile. Con il direttore sportivo non ci siamo soffermati sui nomi, ma su ruoli e caratteristiche. Il mercato è difficile per tutti.  Solo qualche squadra inglese ha margini di mercato importanti. E' chiaro che io da allenatore  vorrei partire domani mattina con i 24 giocatori definitivi, nel calcio attuale è impossibile, vediamo se riusciamo a farlo nel più breve tempo possibile,  dobbiamo però essere pronti a soluzioni diverse. 

Ciro Immobile gioca 4-3-3 con Mancini e sembra che improvvisamente  non sia abbastanza bravo. Parole in merito?

Le sta spendendo Mancini, lo fa giocare sempre e questa è la risposta. E' partito bene a livello realizzativo e alla squadra fa mancare poco. Partecipazione difensiva ed offensiva di buon livello, poi c'è il momento che il gol viene con facilità e momenti in cui viene meno. Quello che ho visto di Ciro mi mette estremamente tranquillo. Per i giornalisti il voto dipende dal gol, ma la valutazione dell'allenatore è diversa. Ho visto dare 7,5 a giocatori che avrei ucciso e 5,5 ad altri. Quello che ho visto mi sta bene.

Si può dire che la Lazio è più adatta a te rispetto alla Juventus? Ti sei stupito di non vedere Luis Alberto?

Le società son fatte di persone che rappresentano la società, non se ne può parlare in maniera astratta. Io ritengo che in questo momento è adatto a me: non sarà un percorso semplice o breve, all'inizio con le squadre nuove ho fatto più fatica. Quando sei un allenatore da campo e hai idee precise e non un gestore, fai più fatica. Devi far passare un modo di pensare il calcio, non schemi freddi, ma l'attuazione di una filosofia per far passare come naturale un modo di vedere il calcio e questo, mettendo d'accordo 25 cervelli, non è semplice. Il calcio che piace a me fa divertire e ti fa andare a casa contento, indipendentemente dal risultato. Obiettivo numero uno è divertirsi: il primo è l'allenatore che deve trasmetterlo al giocatore, alla squadra e quindi a chi guarda. E allora si crea un'alchimia importante. Il luogo comune che per vincere si può giocare male non lo capisco, giocando bene si possono perdere certe partite, ma alla lunga si vince.

Luis Alberto non ha risposto alla convocazione e questo è un problema societario dal punto di vista gestionale. Dal punto di vista morale aspetto che arrivi, parli e ci convinca di quello che ha fatto. Se ci convince il problema morale sparisce immediatamente, altrimenti dovrà chiedere scusa a me e ai compagni di squadra. 

Ruolo Luis Alberto può essere alla Jorginho e Felipe Anderson 

Se non credevo ad Anderson mi sarei opposto all'acquisto. Felipe face 6-7 mesi stratosferici, tanto che sembrava destinato a grandi club come Barcellona, Bayern. Ha problemi di continuità. Il nostro obiettivo  è metterlo in condizione di togliergli il difetto e mantenergli il pregio della potenzialità enorme: è compito suo, ma anche nostro. Quando lo conoscerò, spero di riuscire a capirlo per aiutarlo nella discontinuità che gli ha condizionato la carriera.

Luis Alberto è bravo a portare palla, a saltare gli avversari, non lo vedo alla Jorginho, lo dovrò utilizzare come feci con Hamsik: deve esprimere la sua qualità negli ultimi 30 metri, lo vedo più come quell'utilizzo rispetto a davanti alla difesa. 

Come ha vissuto l'attesa dei tifosi? Può essere una pressione l'ambiente romano?

 "Non ho vissuto la pressione: Non frequento i social, i tifosi sono quelli che mi si presentano davanti. So che i tifosi sono contenti e questo mi fa piacere. La pressione c'era a Napoli, a Torino,  fa parte della normalità di questo lavoro, anche se io faccio fatica a considerarlo un mestiere, ma una passione. In quest'anno in cui sono stato fermo non mi è mancato il calcio, con gli stadi vuoti. Mi è mancata la settimana, ma non la partita perchè con gli stadi vuoti è difficile. Vedere i tifosi agli Europei è come veder riaprirsi un mondo nuovo e mi è tornata voglia". 

Modulo: inizierà comunque con il 4-3-3?

"Con i diversi moduli che ho utilizzato mi è sempre stato detto che sono un integralista, quindi magari lo sono, ma non capisco di che. L'intenzione è partire col 4-3-3, poi può esserci un' evoluzione. Spesso ho cambiato modulo rispetto al lavoro fatto nei primi 10 giorni di preparazione. Non ci deve far paura fare una prima parte di lavoro in un modo, poi vediamo anche il mercato cosa ci può portare e vedere di cambiare anche idea. Il modulo è dispendioso per i centrocampisti interni e quando l'ho fatto con continuità specialmente ad Empoli, spesso nel finale di partita cambiavamo. Qui gli esterni sono da 3-3 quindi hanno bisogno di un aiuto difensivo per avere pericolosità offensiva"

Obiettivi con la società  e la Lazio votata ad Immobile o Immobile a servizio della società?

"Mi sembra che questa squadra abbia tanti giocatori che possono creare la palla gol. Se troviamo attaccanti esterni in grado di darci una mano, va benissimo. Ho avuto attaccanti che hanno segnato tantissimo: Higuain, Mertens, Hazard, Ronaldo l'anno scorso. E' importante a avere attaccanti che segnano, ma poi è importante avere alternative quando l'attaccante che segna avrà quel mese di flessione. Obiettivo: il primo sarà un anno di costruzione, sarà più difficile rispetto ai successivi, ma non ci diamo per vinti senza precluderci nulla. L'obiettivo principale è quello comune a tutte le squadre da metà classifica in su". 

La Lazio può tornare a lottare per lo scudetto, come nel suo anno alla Juventus? 

"Ho sentito dire che senza Lockdown avrebbe vinto la Lazio, in realtà non era così. Era l'avversario più temibile per i risultati. Però anche quest'anno nella fase finale ha fatto pochi punti e non credo sia un problema di preparazione fisica. I preparatori sono tutti preparatissimi, quindi è difficile che sbagliano. Poi può esserci la variabile come il lockdown. Siamo davanti a calendari folli, in cui nessuno aiuta perchè l'Uefa ti tira fuori un Europeo a 24 squadre, la Fifa ti farà un mondiale a 50 squadre...Io penso che anche per le Nazionali bisogna fare le categorie perchè è impesabile che un giocatore che ti costa un milione al mese ti va a giocare una partita ad Andorra. Spero nella buona volontà di tornare a giocare un calcio sostenibile. 

La società voleva farmi un contratto di 4 anni, sono io ad aver richiesto di 2 anni, poi vedremo di allungarlo se avrò la stessa energia. 

L'Europa League può essere un obiettivo importante per fare il salto di qualità?

"Dipende dalla rosa. E' un torneo difficile perchè si gioca di giovedì e spesso nell'Est Europa e ti chiede un dispendio importante di energie. Con il Chelsea abbiamo fatto un buon cammino grazie alla rosa perchè riuscivamo a cambiare 7/8 giocatori. Dopo una partita giocata magari in Russia il giovedì sera, si pensa alla stanchezza fisica, ma c'è anche la stanchezza mentale perchè sono stanchi anche preparatori, massaggiatori ed è stanco anche chi non ha giocato. Noi dobbiamo dare tutto, il contesto Europeo è bellissimo, salirà il livello anche nei gironi. Da un punto sportivo il livello può salire, anche l'impegno sarà altissimo e speriamo che la rosa sarà all'altezza. Preferisco scoppiare a marzo piuttosto che fare una figura di merda in Europa" 

Perchè non ha i social?

"Sono un anti social perchè è un'evoluzione della società moderna che non ci ha portato ad un miglioramento,  ci ha portato a peggiorare le relazioni umane. A me risulta difficile anche la conversazione telefonica. Io se suono a qualcuno gli dico "scendi che ti devo parlare" e lo guardo in faccio, al telefono mi risulta difficile e partecipare ad un blog è improponibile per la mia personalità. Capisco l'evoluzione della società, ma voi capite anche me"

Alcuni temono possibili scintille con Lotito

"Speriamo di no, è anche abbastanza grosso farei fatica a contenerlo anche perchè non ho avuto esperienze facili". 

Può fare  a meno di Luis Alberto se non chiede scusa? 

"La situazione la deve gestire la società, i rapporti li gestiremo noi all'interno del gruppo squadra, magari ci dirà cose su cui siamo d'accordo. La pena di morte non c'è: in passato ho discusso con giocatori, ho chiarito, li ho messi fuori una partita e poi sono tornati". 

Ha detto di aver scelto il club per gli stimoli: ha letto qualcosa del club che l'ha colpita? Si aspetta qualche innesto ulteriore? 

"Della storia della Lazio si può parlare di mille situazioni che ti restano in mente. La prima che mi viene in mente è Maestrelli: ho conosciuto i famigliari e mi sta molto a cuore. 

Sono integralista sulla difesa a 4 perchè per come intendo io la difesa, giocare a 3 è impossibile. Non ho la pazienza di aspettare le squadre perchè mi annoio, ho la frenesia di prenderli alti. Se abbiamo tre difensori esterni, uno manca. Vediamo se qualcuno potrà arrivare, ma non lo vedo un problema insormontabile, ne ho già parlato con Lazzari e mi ha detto che vorrebbe provare. Se mette a posto 2 3 movimenti, va bene. L'ho fatto con Mario Rui che non mi sembra così meglio, eppure eravamo sempre tra le migliori difese". 

Sembra che Correa ha destino lontano dalla Lazio: può dare ancora nel tridente? Lei si è definito come uomo di campo, ha parlato con Peruzzi?

"Ho parlato con Peruzzi 5 giorni fa, è un personaggio importante per la Lazio e spero che dopo l'intervento al ginocchio, quando starà bene spero che ci potrà dare una grande mano. Correa potrebbe fare l'attaccante di sinistra se ha la voglia e gli stimoli per farlo. Ha manifestato la voglia di cambiare ambiente, se quando torna ha cambiato idea io sono il più contento e gli proporrò la mia idea". 

In attacco ha tre centrali e a centrocampo ha Leiva, Luis Alberto e Milinkovic: come si possono sposare con il suo modulo?

"Se ci fanno giocare in 12 li metto dentro tutti! Abbiamo 3 attaccanti centrali, ce ne servono due, vedremo il mercato che dice. E' difficile anche decidere, aspettiamo il mercato. Io non ho mai avuto il centrocampo di incontristi, Lucas ha le caratteristiche d'incontrista e accanto ha due giocatori con caratteristiche importante. Su Milinkovic bisogna dire che ha anche qualità difensive, a contrasto fa pesare un impatto fisico non indifferente. Luis Alberto porta movimenti difensivi, quindi permette alla linea di restare piuttosto alta". 

Enrica Di Carlo

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