Londra Vuole L' Amnistia Per Gli Scontri In Irlanda Del Nord

Londra Vuole L' Amnistia Per Gli Scontri In Irlanda Del Nord

Boris Johnson vuole una legge che impedisca il perseguimento dei crimini commessi prima del 1998 in Ulster,a tutto vantaggio dei militari inglesi

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Boris Johnson ha deciso che : “E’ arrivato il momento della completa riconciliazione” e “l'unico modo per attuarla - nell’ Ulster - e’ guardare avanti e non pensare ai crimini passati” e legati alla secolare disputa tra cattolici e protestanti .

Anche Brandon Lewis, responsabile dell’ area irlandese , ha confermato l'intenzione di Downing Street di promuovere una legge che vieti il ​​perseguimento di tutti i casi irrisolti verificatisi prima del 1998, durante gli scontri sanguinari ribattezzati "Troubles" nella citta' di Belfast e nei quali la violenza, sia da parte repubblicana che unionista, causò circa 3.500 morti.

"È, purtroppo e semplicemente, il doloroso riconoscimento della realtà in cui ci troviamo", ha dichiarato Lewis in parlamento ma fonti accreditate dei media britannici fanno trapelare che la spinta alla drastica misura è arrivata al governo dall’ ala dei conservatori, che hanno protestato contro ogni tentativo di perseguire penalmente i militari britannici che avrebbero infranto la legge in quegli anni.

E infatti sia ​​le famiglie delle vittime che tutti i partiti politici dell'Irlanda del Nord hanno mostrato il loro netto dissenso per quella che considerano una clamorosa ed ingiustificata amnistia .

"Oggi il governo è giunto alla conclusione che lo stato di diritto non è più in vigore e concede un'amnistia a tutti i terroristi repubblicani che hanno torturato, fatto sparire o ucciso uomini, donne e bambini", ha dichiarato in una nota ufficiale la portavoce dell'opposizione laburista per gli affari dell'Irlanda del Nord, Louise Haigh.

Anche il ministro degli Esteri irlandese, Simon Coveney, ha espresso il suo rifiuto alla proposta, aprendo pero’ al governo di sua maesta’ : "Confido che il governo britannico mostrerà un atteggiamento aperto e cercherà il consenso, per poter avanzare con la priorità di favorire le vittime e il popolo dell’ Irlanda del Nord", ha dichiarato.

Le principali forze politiche nordirlandesi , dunque , si sono unite nel respingere la proposta londinese ed al loro fianco i rappresentanti delle vittime : “Ancora una volta l'intenzione è quella di colpire le famiglie. Consideriamo questa decisione un cinico tentativo del governo britannico di seppellire i crimini di guerra del passato”, ha affermato anche John Teggart, portavoce dei parenti delle dieci vittime uccise a Ballymurphy nel 1971 dai soldati del British Parachute Regiment.

E le proteste non sembrano campate in aria se si pensa che tra il 2015 e il 2021 , secondo gli stessi dati del governo britannico , solo nove persone sono state indagate penalmente per crimini legati al conflitto in Irlanda del Nord, e solo una è stata alla fine condannata. 

Di Cristian Coppotelli

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