Superficie Arena: La Jam Teatrale Sul Palco Del Monk

Superficie Arena: La Jam Teatrale Sul Palco Del Monk

Tutti i lunedì il Monk ospita Superficie Arena, la Jam Teatrale creata da Matteo Santilli.

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Il lunedì sul palco del Monk va in scena Superficie Arena, la jam teatrale, ideata da Matteo Santilli.

Allo spettacolo del 19 luglio si sono alternati sul palco Simone Giacinti, Andrea Bonella, Teresa Romagnoli, Christian Laiontini, Valeria Bono e “Le cinture di insicurezza”.

Uno spettacolo che, come dichiara lo stesso Santilli durante la presentazione, vuole “abbattere la quarta rete”, nessuna scenografia, solo i protagonisti sul palco, la loro bravura e presenza scenica ad alimentare il bisogno di spettacolo teatrale e cultura del pubblico presente.

A rompere il ghiaccio delle serata, che ha registrato il sold-out, Giacomo Stallone e Riccardo Cotti, rispettivamente front-man e batterista de  “Le cinture di insicurezza”, a cui è affidato il compito di aprire e chiudere la jam e, soprattutto, ogni singolo intermezzo tra una pieces teatrale e l’altra, con canzoni tra il vintage e l’ironico, che fanno sempre molto riflettere l’ascoltatore.

A seguire, sul palco la romanità scanzonata e dirompente ma, soprattutto, molto realistica,  dell’attore ed autore Simone Giacinti. Attore che non conoscevo e che con il suo monologo “Quel maledetto compleanno” (lui che è nato il 16 Gennaio 1988), strappa subito un caloroso applauso. Così come gli altri suoi monologhi, sublime quello in cui ricorda il suo decimo compleanno in contemporanea con il derby Roma-Lazio, che almeno una volta nella vita tutti abbiamo vissuto all’interno delle nostre case!

Notevole anche nel finale, nell’interpretazione dell’anarchico Gaetano Bresci autore del regicidio di Umberto I di Savoia.

Dopo l’intermezzo musicale è la volta di Andrea Bonella, attore già noto al pubblico cinematografico e televisivo. Anche lui punta sulla romanità, su un monologo sulle vacanze, quando i parenti ti invadono casa e tu per sfuggirli ti imbatti in una Roma che non sapevi neanche di conoscere, tra sogno e realtà, che termina con un laconico…Vai al mare, tu che ce poi andà!

E’ invece molto “impegnato” il monologo di Teresa Romagnoli, sulle differenze tra uomini e donne, sul fatto che le donne, a detta degli uomini, sviluppano in esclusiva isteria, così come la cellulite. Un racconto serio su come la madre non l’abbia messa in guardia non dalla cellulite, ma dagli uomini, e fa un triste excursus di tutti i suoi accadimenti con il genere maschile, a tutte le età. Terminando con un laconico “perché noi donne siamo abituate a vivere nella paura”, triste e tragica realtà.

E poi la volta dell’attore Christian Laiontini, attore che vedremo a breve sia sul grande schermo che in televisione con l’ultimo film di Terrence Malick “The Way of the Wind”, nella serie Sky Original "Christian" di Stefano Lodovichi - dove recita addirittura in Sinti, in "Fosca Innocenti" di Fabrizio Costa su Canale 5 e ne “Sopravvissuti” di Carmine Elia su Rai 1, in cui interpreta un capo dei pirati spagnolo, un attore poliedrico e multilingue, che già ho avuto il piacere di conoscere.

Il suo monologo è “Hola me llamo Manuel”, scritto dall’autore, produttore ed attore Luca Basile, anche lui presente tra il pubblico.

Avevo già visto il monologo in versione online, nella scorsa edizione di Superficie Live Show in collaborazione con Officina Pasolini, ma devo dire che live è tutta un’altra cosa, il pathos è tangibile e vibrante.

Un monologo che affronta senza finzioni, la cosiddetta “sindrome della porta aperta”, ossia la tendenza, la scorciatoia interiore di ognuno di noi, per non investire fino in fondo in un rapporto, a non volersi definire.

Christian è Manuel, un ballerino spagnolo, amante dei fiori e delle camelie (i fiori di Coco Chanel), un uomo adesso sull’uscio di una porta, pronto ad affrontare il suo passato con Esteven. Pronto a raccontare un año de amor, perdonare e perdonarsi… Esteven lo farà entrare? Il finale è un colpo di scena, che lascia letteralmente senza parole.

Laiontini recita e canta in italiano e spagnolo, come se fosse un tutt’uno, accompagnato sul palco da Gaetano Stallone, regalandoci emozioni vere e sincere.

E’ poi è il turno di Valeria Bono, attrice che avevo già visto nella serie Tv Romanzo Famigliare della Archibugi, con un monologo sul valore del tempo e della sua dilazione, sui ricordi. Soprattutto quello della nonna, che non è riuscita a salutare, prima che morisse improvvisamente. E quello il senso del tempo, vivere nel presente per accettare il passato e proiettarsi nel futuro, senza falsi sensi di colpa.

Al termine della serata, abbiamo voluto fare qualche domanda a Matteo Santilli, per avere una visione d’insieme del progetto Superficie.

Com'è nata Superficie e per quale esigenza?

L'idea di Superficie non è stata improvvisa. Dietro questo progetto ci sono tanti ragionamenti, esperienze e format precedenti. Avevo da tempo la necessità di far conoscere a più gente possibile il mondo dello spettacolo nei suoi aspetti meno noti al grande pubblico. In questo senso le attrici e gli attori di Superficie sono l'esempio di come la bravura e la notorietà non vadano necessariamente di pari passo. Lo scopo è raccontare questo mestiere, il modo di farlo è dar voce a chi lo conosce.

Superficie vuole accendere un "occhio di bue" su tutti quei professionisti che sono emergenti o anche a chi è affermato e "non si sente una star"? 

L'idea di base di Superficie in realtà è proprio quella di mettere da parte l'affermazione intesa come notorietà di un'artista. Essere di Superficie è un discorso di mentalità. Significa stare con i piedi per terra, essere collaborativi, mettere in gioco la propria arte e soprattutto basare il proprio successo non sul proprio nome, ma sulle proprie capacità.

Durante lo scorso anno, con i cinema e i teatri chiusi, in collaborazione con Officina Pasolini, avete organizzato dei Live Show online, molto seguiti. Secondo lei il digitale può soppiantare un palco vero? Come si è trovato nella veste di anchorman?

Il SUPERFICIE LIVE SHOW è stata la più bella sorpresa dell'ultimo anno. Una trasmissione che è cresciuta di puntata in puntata e che ci sta dando grandissime soddisfazioni. Da un lato c'è sempre la voglia di trasmettere al pubblico la storia e la capacità degli artisti di Superficie e raccontare chi sono le altre figure professionali del set o del teatro, dall'altro la voglia di sperimentare nuovi linguaggi. In questo senso il digitale non deve esser visto come un sostituto, ma come una nuova forma. Con il SUPERFICIE LIVE SHOW ci siamo resi conto di come potesse esistere questo mix fra cinema e teatro, live ma con ripresa video, e di quanto potesse essere questo un modo per rendere la recitazione un'arte più accessibile a tutti. L'idea è che così come si può ascoltare una canzone, con lo stesso tempo e facilità si possa vedere un monologo o una scena.

Essere il conduttore di tutto ciò per me è stato un grande onore. Ma soprattutto mi sono divertito tantissimo. Gli artisti di Superficie, prima ancora di essere bravissimi attori ed attrici, sono delle belle persone!

Comunque in autunno riprenderemo lo show, sempre in collaborazione con Officina Pasolini, e sarà pieno di novità e belle sorprese.

Il format Superficie conquista quest'estate il palco del Monk, con Superficie Arena - Jam Teatrale come mai questa scelta? Come vengono scelti i protagonisti delle singole serate?

Dopo più di un anno di pandemia e trasmissione in diretta streaming sicuramente avevamo voglia di incontrarci dal vivo e di dare la possibilità agli artisti di tornare finalmente a confrontarsi e misurarsi con un pubblico in sala.
La JAM TEATRALE ci è sembrato il modo migliore per farlo. Attrici, attori e un musicista tutti sullo stesso palco. Tante esibizioni, un unico spettacolo dove l'obiettivo primario è quello di abbattere la quarta parete. La scenografia è inesistente, la presenza scenica è preponderante!

Ovviamente gli artisti sono sempre quelli del progetto Superficie. Quello che cerchiamo di fare durante la scelta degli stessi è creare la possibile nascita di nuove sinergie. Mettere sullo stesso palco artisti che siano in grado e abbiano voglia di collaborare.

Che progetti futuri ha Superficie?

Come dicevo prima, il prossimo obiettivo è ripartire con una nuova stagione del SUPERFICIE LIVE SHOW. In più quest'esperimento della JAM TEATRALE sta andando troppo bene per non pensare di crearne un seguito. Dopodiché abbiamo tantissime idee da sviluppare. La voglia di realizzarle e le persone giuste per farlo ci sono, per cui è solo questione di tempo!

L’ultimo appuntamento con Superficie Arena Jam Teatrale al Monk, sarà il prossimo lunedi 26 luglio, sempre dalle ore 21.00, per tutte le info questo è il link dedicato: https://fb.me/e/3ZkWUZ5vl

Articolo di Stefania Vaghi

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