TORINO LAZIO 1 1 NE' SARRI NE' SARRISMO

Un punto a Torino con un rigore guadagnato da Muriqi e trasformato da Immobile: troppo poco, per Sarri e le sue idee che i giocatori non assimilano

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Il Sarrismo non si vede, probabilmente è chiuso nel gabbiotto in tribuna dove Maurizio Sarri sconta la seconda giornata di squalifica per le imprecazioni post Milan Lazio. Lo inquadrano mentre scrive, curvo sui suoi taccuini. E sicuramente ne avrà di cose da scrivere, correggere, rivedere, spiegare. Perché una cosa è certa: così non va. Al 90^, con il rigore guadagnato da Muriqi e trasformato da Immobile, la Lazio si salva e guadagna un punticino a casa del Torino di Juric. Squadra Granata in cui, duole dirlo, i giocatori biancocelesti dovrebbero specchiarsi. Se i campioni capitolini faticano a capire le nuove idee rivoluzionarie rispetto agli ultimi 5 anni, i giocatori del Toro hanno stravolto gioco, mentalità e tenuta fisica e mentale e hanno da subito tradotto in campo quanto chiede il nuovo tecnico.

Perché il mantra lo abbiamo capito: ci vorrà tempo, sarà difficile, probabilmente sarà meglio abituarsi ad un anno di transizione. Però se in campo hai Ciro Immobile, Felipe Anderson, Luis Alberto, Luiz Felipe, Acerbi e Reina, per citare solo “i campioni” del primo tempo e non riesci a fare nulla di nemmeno lontanamente vicino a quello che chiede il Mr, il problema è serio. Se, nei 90 minuti, i migliori in campo,o i salvabili,  sono Akpa Akpro per l’equilibrio mostrato, Cataldi per il primo tempo senza errori, Muriqi, che serve bene Immobile e guadagna il rigore, Immobile che con freddezza trasforma un rigore pesantissimo e mette a segno la 6^ rete in 5 partite, e Reina che salva il risultato in almeno due occasioni, il problema non è il modulo, o almeno non solo. 

Ci vorrà tempo e pazienza, ma per questo modulo ci vogliono anche gli uomini. E visto che il calciomercato è chiuso, gli uomini li devi trovare tra quelli a disposizione e quelli a disposizione devono reagire, rispondere presenti e fornire prestazioni all’altezza, perché nomi, moduli e giocatori a parte, la Lazio ha una difesa da film horror che soffre, subisce e prende gol con i soliti affondi. 

Manca la magia di Luis Alberto: lui nel primo tempo doveva guidare il centrocampo biancoceleste, ma lo spagnolo è apparso totalmente fuori dal gioco. Meglio Milinkovic Savic nella ripresa, ma è troppo poco.

Opaco anche Ciro Immobile. Servono i suoi gol, l’ultimo l’ha messo a segno proprio nella quarta giornata contro il Cagliari, ma ci ha abituati a numeri talmente alti che vederlo faticare così nell’area avversaria preoccupa. Poi certo, si carica oltre il 90^ tutta la responsabilità sulle spalle andando dal dischetto, sapendo quanto contasse quel rigore e lo trasforma, consegnando ai tifosi l’unica cosa positiva della serata: la Lazio non ha perso. E per come si era messa la partita, sembrava quasi impossibile. 

E se la strada è certamente in salita, a renderla tortuosa ed impervia ci si mette il calendario: domenica c’è il derby e questa Lazio, così come l’abbiamo vista a Torino, è impresentabile. Se la Lazio è questa, non servono né tempo né pazienza, servirà un miracolo. O una scintilla, la scossa che solo il derby può dare, nel bene e nel male. 
Enrica Di Carlo  

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