LAZIO ROMA 3 2 NELLA CAPITALE E' PEDRO MANIA

La bella storia di Pedro: dalla Roma alla Lazio, da un gol nel derby all'altro. E' scattata la Pedro mania

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I laziali lo aspettavano e quasi se lo sentivano: ma ti immagini se segna al derby? Da quando è passato dalla Roma alla Lazio, tutti i biancocelesti sognavano l'epilogo della storia nel modo più affascinante possibile. E così è stato: Pedro non solo è stato uno dei migliori in campo della squadra di Maurizio Sarri, ma ha messo a segno il gol del 2 a 0 esultando e  chiudendo  definitivamente con il passato.

E pensare che c'era chi al suo arrivo alla Lazio ha storto il naso, perchè nella Capitale il passato da romanista è una macchia difficile da cancellare. Dimenticando, però, che Pedro è uno dei giocatori più vincenti in Europa, campione del mondo e d'Europa con la Spagna, che quella con la Roma è stata una parentesi, anche sfortunata tutto sommato, della sua carriera. Una stagione anonima per lui, caratterizzata da infortuni, diverbi con Fonseca e appena due gol, uno proprio contro la Lazio nel derby vinto dalla Roma per 2 a 0. 

In estate ha attraversato il Tevere passando a titolo gratuito alla Lazio voluto da Maurizio Sarri: insieme hanno già vinto, i due si conoscono bene dai tempi del Chelsea e mentre alla Roma era fuori rosa, letteralmente scartato da Mourinho, nella Lazio poteva ancora esprimersi. Da riserva, obiettava qualcuno, additandolo come un ex campione sulla via del declino. E invece Pedro si è subito imposto: altro che chioccia per i più giovani. Titolare sin da subito e già dalle prime apparizioni, anche quelle in cui la Lazio stentava, il migliore in campo. 

Fino alla consacrazione: gol al derby, sotto la Sud, esultando, migliore in campo, ha dato lezioni di calcio al giovane Zaniolo, ubriacandolo di finte. Al triplice fischio sotto la Nord, i aziali festeggiavano sulle note di Pedro della Carrà, canzone che la fa da padrona sui social che sottolineano la vittoria biancoceleste, e Pedrito con loro, saltando ed esultando come un laziale di vecchia data. 

Enrica Di Carlo - Foto Emanuele Gambino

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