Milan 3 - 2 Verona 16.10.2021

Samu Castillejo trascina il diavolo fuori dall'inferno

stampa articolo Scarica pdf

Ritorna il campionato dopo la sosta, durante la quale l'infermeria rossonera si è riempita e tra gli altri ospita Maignan, che rientrerà presumibilmente a gennaio, Diaz e Theo Hernandez, questi ultimi causa Covid. L'unica buona notizia, per Pioli, è il rientro di Zlatan Ibrahimovic, così come quello di Krunic, che partono entrambi dalla panchina. Fa il suo esordio a San Siro anche Daniel Maldini, autore di un goal importante contro lo Spezia qualche settimana fa, mentre Kjaer, Tonali e Leao fanno spazio rispettivamente a Romagnoli, Kessié e Rebic.

Difesa a tre per Tudor, che dopo avere sfogliato la lista di attaccanti ha deciso di partire con Kalinic titolare dal primo minuto, forse affidandosi un pizzico alla classica "cabala" dell'ex.  A supportarlo è il trio formato da Barak, Lazovic e Caprari, con Veloso e Ilic che vincono i ballottaggi per i posti a centrocampo.

Il Milan, questa sera in maglia nera con inserti rossi, parte con il consueto piglio e costringe il Verona a metterla sul piano fisico, spesso con interventi al limite del regolamento, ma sono proprio gli scaligeri a passare alla prima occasione. Veloso è bravo ad anticipare uno svagato Kessié a centrocampo e mettere Caprari nelle condizioni di calciare in solitudine davanti a Tatarusanu, che batte con un preciso tiro al volo. Il vantaggio fa bene agli ospiti, che prendono fiducia e possesso del campo, in una fase della partita dove i rossoneri paiono molto a disagio, incapaci di trovare qualità nelle giocate.

L'emblema di tutto questo è Ballo Touré: un giocatore chiamato al difficile compito di sostituire Theo Hernandez, che però sembra non avere nemmeno un briciolo della sua personalità e gioca una prima mezz'ora terribile. É proprio su una sua indecisione che parte l'azione che porta al due a zero del Verona, che arriva su calcio di rigore calciato da Barak e procurato in precedenza da Kalinic, furbo a cercare il contatto in area con Romagnoli. Il francese non è comunque l'unico a giocare male e per il Milan piove sul bagnato quando, a dieci minuti dalla fine della prima frazione, si fa male Rebic: fino a quel momento il migliore dei suoi.

La ripresa inizia con un episodio molto discutibile in area veronese: dopo tre minuti, infatti, Casale tiene il braccio larghissimo in area e colpisce il pallone dopo un rimpallo, ma nè la VAR, nè l'arbitro ritengono doveroso intervenire in alcun modo. Nonostante questo, il Milan non si perde d'animo e, intorno all'ora di gioco, accorciano le distanze con un colpo di testa di Giroud su cross di Leao. Tudor corre ai ripari e cambia modulo, affidandosi a due punte di peso per alzare il baricentro, ma sono i rossoneri a dominare, spinti da un San Siro caldo come non mai.

Il pareggio arriva ad un quarto d'ora dalla fine, quando l'arbitro decide al terzo tentativo di assegnare un calcio di rigore al Milan per fallo di Faraoni su Castillejo, trasformato con freddezza da Kessié. Psicologicamente ormai la partita è nelle mani degli ospiti, che dopo un paio di minuti trovano la rete del vantaggio grazie ad uno svarione di Gunter, che nel tentativo di rendere inoffensivo un cross di Castillejo infila il suo portiere. Finisce così, nella bolgia di San Siro, nonostante qualche timido tentativo del Verona sul finire del match. Il Milan porta a casa tre punti sudati e importantissimi, che ne certificano il valore di squadra pretendente allo scudetto.

FORMAZIONI UFFICIALI:

MILAN (4-2-3-1): Tatarusanu; Calabria, Tomori, Romagnoli, Ballo Touré; Kessié, Bennacer (77' Ibrahimovic); Saelemaekers (46' Castillejo), Maldini (46' Krunic), Rebic (36' Leao); Giroud (81' Tonali). All. Pioli

VERONA (3-4-2-1): Montipò; Casale, Gunter, Ceccherini; Faraoni, Veloso  (60' Tameze), Ilic, Lazovic (79' Cancelleri); Barak, Caprari (60' Simeone); Kalinic (63' Lasagna). All. Tudor

 Matteo Tencaioli

© Riproduzione riservata