DUMINDA CONQUISTA LA ROME ART WEEK

DUMINDA CONQUISTA LA ROME ART WEEK

L’artista cingalese ottiene un ottimo riscontro alla Galleria Meeting Point di via Giulia 187 grazie alle sue opere che fra Oriente ed Occidente regalano profonde emozioni.

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Ci sono artisti che riescono a esprimere la loro arte anche nell’essere personaggi. Proprio come DuminDa che dallo Sri Lanka dove è nato ha attraversato mezzo mondo lasciando che la sua immaginazione diventasse una spugna ricettiva di stili e tendenze per poi elaborarli con la sua personale visione che rimane comunque ancorata saldamente alle radici cingalesi. Proprio con la sua figura che in ogni particolare riesce ad esprimere un personale universo fatto di spiritualità e meditazione, DuminDa può definirsi una delle personalità più eclatanti della Rome Art Week partecipando per la terza volta con una mostra alla Galleria Meeting Point di via Giulia 187 dove è stata esposta parte della produzione degli ultimi tre anni. Il numeroso pubblico già intervenuto per l’inaugurazione sembra essere rimasto entusiasta per le opere dell’artista che rappresentano un po' un’evoluzione dai sui inizi fino ad oggi.

Infatti, partendo da ritagli di giornali cingalesi assemblati e dalla scultura di figure stilizzate, DuminDa ha avuto poi la possibilità di fare un vero percorso accademico che lo ha portato da Colombo a Seul, da Milano a Lussemburgo, da Parigi fino a Roma, per conquistare uno stile tutto personale che combina il figurativo con lo stilizzato in una “fusion” fra Oriente ed Occidente perfettamente riuscita senza alcuna forzatura. Molto importante anche l'incontro con il maestro Philippe Seene' che ha potuto arricchire la sua formazione con significative nozioni dell'Estetica rinascimentale come ritratti e nudi dal vivo, basso-rilievi ed incisioni.

Ecco che allora pagine stropicciate, resina e garza diventano per DuminDa gli elementi chiave per la realizzazione di sculture che si rifanno direttamente alla natura privilegiando colori vivi e forti come l’arancio e il turchese impreziositi da qualche venatura di oro. Infondo, l'artista cingalese risulta essere molto materico perché proprio attraverso la materia riesce ad esprimere il suo viaggio fatto di esperienze, sensazioni e stati d’animo.

In mostra si possono ammirare i suoi cavalli ricoperti di carta di giornale dove le lettere cingalesi lasciano all’occhio dell’occidentale già un pieno effetto esotico, accenni di bronzi monumentali, sculture stilizzate in terracotta colorate con tinture naturali a base di te', bacche e vegetali. Nonostante il piccolo spazio della Galleria Meeting Point, si ha comunque la sensazione di entrare in un mondo fatato proprio grazie al pathos che l’artista riesce a trasmettere fra sogno e realtà.

                                                       Rosario Schibeci

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