LA POP ART DI ESTEBAN VILLALTA MARZI

LA POP ART DI ESTEBAN VILLALTA MARZI

Supereroi e altri personaggi realizzati dall’artista romano convivono nella “Casa di tela” di Piazza dei Satiri 49 per un’opera complessiva che riflette il passato guardando il presente.

stampa articolo Scarica pdf

Fra le belle occasioni della Rome Art Week appena passata una veramente speciale è stata l’apertura straordinaria della struttura “La Casa Di Tela” ovvero l’articolata ristrutturazione dell’edificio cinquecentesco, sito in piazza dei Satiri 49 a Roma, secondo il progetto dell' artista Esteban Villalta Marzi, curato da Gianluca Marziani. Nato a Roma nel 1956, Villalta Marzi, dopo il diploma all’Accademia di Belle Arti di Roma, ha percorso rapidamente la strada del successo diventando uno degli esponenti più accreditati della Pop art europea. I suoi cicli pittorici hanno ottenuto sempre il massimo consenso con la conquista di vari premi e la possibilità di esporre i propri lavori in luoghi convenzionali ma anche in strutture di ampio respiro che hanno consentito di raggiungere un pubblico ampio e differenziato. A commissionare l’opera del restauro l'Obra Pía, Stabilimenti Spagnoli in Italia che ha voluto sostenere l’operazione lasciando all’artista piena libertà espressiva accettando la sfida del contemporaneo. L’Ente, infatti, intende combinare la conservazione con la creazione perché il patrimonio artistico di Roma va tutelato anche puntando sul presente senza stravisare il passato.

E Esteban Villalta Marzi è pienamente riuscito nell’intento creando qualcosa di veramente unico che sembra uscire dal suo lato più intimo considerato che ha trascorso la sua vita nello stabile dove è nata anche la figlia e dove lavorava suo padre Mariano Villalta anch’egli rinomato artista. Già dal piano terra dell’edificio si viene rapiti da due grandi tele una di fronte all’altra. Una propone lo stemma araldico dell’Obra Pía, l’altra ci riporta alla nostra più recente e terribile realtà con una mano che sembra palleggiare con il virus rendendolo visibile e forse dominabile. Colori forti con il giallo predominante accompagnano lungo le scale fino ad incontrare il primo personaggio rappresentato dal Joker nella versione cinematografica interpretata da Joaquin Phoenix. Uno sguardo malinconico e ferito che vuole incarnare la fragilità umana del periodo pandemico ma allo stesso tempo il simbolo della nostra parte più oscura che cerca la luce dopo il virus.

Proseguendo lungo le rampe l’incontro è con l’icona rinascimentale per eccellenza ovvero un David che Villalta ha voluto avvicinare ai nostri giorni nell’ atto di masticare una gomma. Ecco che allora il prototipo della bellezza maschile diventa un uomo qualunque che ci parla del passato ma che ci avverte anche del valore del presente.

Il terzo personaggio, invece, rende omaggio alla bellezza femminile con una Marilyn che si adatta al nostro tempo indossando anche lei la mascherina anti-covid. Anche lei è una cittadina virtuale del mondo digitale che anche con la mascherina non riesce a nascondere la sensualità delle sue labbra inviando un messaggio di speranza per un domani migliore. Ancora una volta Esteban Villalta Marzi ci conduce nel suo mondo fantastico che comunque cerca di trasportare in una vita reale sicuramente animata da una visione più ottimistica. Infondo è proprio fra le mura del civico 49 di Piazza dei Satiri che sono nati i suoi supereroi.

Rosario Schibeci

© Riproduzione riservata