COLORI DEI ROMANI I MOSAICI DELLE COLLEZIONI CAPITOLINE

COLORI DEI ROMANI I MOSAICI DELLE COLLEZIONI CAPITOLINE

Alla Centrale Montemartini in mostra bellissimi mosaici, affreschi, sculture, che raccontano brani di storia della città di Roma tra il I secolo a.C. e il IV d.C.

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Era il 1997 quando il primo impianto pubblico di Roma per la produzione di energia elettrica, ormai dismesso, accoglieva una importante selezione di sculture e reperti archeologici dei Musei Capitolini. Da allora la Centrale Montemartini di via Ostiense106, è uno straordinario esempio di riconversione in sede museale di un edificio di archeologia industriale diventando il secondo polo espositivo dei Musei Capitolini. Un edificio straordinario dove sapientemente è stato associato l’antico con un più recente passato rappresentando quella che può essere l’evoluzione dei tempi. E fino al 15 giugno 2022 un motivo in più per visitare la Centrale Montemartini sono le nuove opere che hanno arricchito la mostra “Colori dei Romani. I Mosaici dalle Collezioni Capitoline” che raccontano attraverso una fitta trama colorata, brani di storia della città di Roma, illustrando nel modo più completo i contesti originari di rinvenimento.

Infatti, in un ampio periodo compreso tra il I secolo a.C. e il IV d.C., la mostra oltre ai bellissimi mosaici presenta anche gli affreschi e le sculture che insieme ad essi costituivano l’arredo degli edifici di provenienza consentendo al visitatore di interpretare le scelte iconografiche, i motivi decorativi, l’aspetto formale delle opere come espressione del gusto e delle esigenze dei committenti. Il tutto arricchito con foto storiche dei rinvenimenti, acquarelli e disegni, testimonianze che raccontano il clima e le circostanze che determinarono le preziose scoperte.

L’esposizione, a cura di Claudio Parisi Presicce, Nadia Agnoli e Serena Gugliemi, si articola in quattro sezioni tematiche, di cui la prima introduce alla storia dell’arte del mosaico. Fra le opere esposte troviamo tutte le tipologie dei pavimenti e delle decorazioni musive parietali, consentendo di illustrare attraverso le tecniche, i materiali, i colori, i motivi decorativi, l’evoluzione stilistica e la trasformazione dell’arte musiva nel corso del tempo. Ad arricchire questa sezione due nuovi mosaici, entrambi databili tra il III e il IV secolo d.C. Il primo presenta un motivo a scacchiera con riquadri di differenti colori, mentre il secondo è decorato da una più complessa composizione formata da motivi geometrici e floreali.

La seconda sezione mostra uno spaccato delle dimore di lusso e i contesti domestici a Roma tra la fine dell’età repubblicana e l’età tardo-antica. Il percorso segue un criterio cronologico, passando dagli esemplari più antichi come il grande mosaico policromo a cassettoni, scoperto presso la Villa Casali al Celio, a quelli più recenti, fino ad arrivare al IV secolo d.C., epoca alla quale appartiene il mosaico con busto di stagione, forse parte dell’ornamento pavimentale di un edificio che ricadeva nella proprietà dell’imperatore Gallieno. Nuovo arrivato il grande mosaico pavimentale con decorazione a cassettoni, proveniente da una lussuosa domus che sorgeva in età repubblicana sull’Aventino che si presenta in un eccezionale stato di conservazione.

La sezione terza è dedicata agli spazi del sacro con la basilica Hilariana sede del collegio dei sacerdoti addetti al culto di Cibele e Attis mentre la quarta sezione presenta i mosaici degli edifici funerari nelle necropoli del suburbio di Roma che tendevano sempre ad esaltare le qualità del defunto e a rievocare i valori collettivi fondamentali della società romana. A rendere più preziosa la sezione alcune opere inedite, tra cui un mosaico bianco e nero che presenta una vivace decorazione con figure di amorini circondati da tralci di acanto.

Rosario Schibeci

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