Servo Di Scena - Il Teatro Fino Alla Fine

Servo Di Scena - Il Teatro Fino Alla Fine

Servo di scena è un inno al Teatro, un tributo al patto che l'attore fa con esso

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Servo di scena è una delle più belle commedie contemporanee di Ronald Harwood, in scena al Teatro Quirino con protagonisti Geppy Gleijeses, Maurizio Micheli e Lucia Poli e la regia di Guglielmo Ferro, che già diresse a suo tempo Turi Ferro nel ruolo del Sir e che, anzi, ne celebra il centenario dalla nascita.


Siamo nel 1940 in Inghilterra. Nonostante la guerra e i bombardamenti, che hanno raso al suolo anche molti teatri, nonostante i migliori attori siano impegnati al fronte, una compagnia di vecchi attori e giovani alle prime esperienze cerca di portare distrazione agli inglesi proponendo nei teatri ancora in piedi il repertorio di Shakespeare.


Sir Roland (Geppy Gleijeses) è un vecchio capocomico, ormai stanco e malato, che si ostina ad andare in scena fino alla fine, finché il fiato e la vita lo assistono, perché il Teatro è la sua unica ragione di vita.

A nulla valgono le esortazioni di Milady (Lucia Poli), la sua amata, a rinunciare alle scene e concedersi il meritato riposo.


Al fianco di Sir Ronald c’è Norman (Maurizio Micheli), il servo di scena, colui che da sedici anni gli fa da tuttofare: consigliere, suggeritore, conforto e sprone, decidendo perfino chi possa vederlo e quando.


Poi c’è Madge (Roberta Lucca), direttrice di scena, rigida e austera, che lavora con lui da più tempo di tutti (quasi vent’anni), segretamente innamorata di Sir, ma rimasta sempre consapevolmente al suo posto, infelice, ma contenta di quel poco che di lui ha potuto vivere.


Servo di scena è un inno al Teatro, un atto di amore nei suoi confronti.


Racconta la fine di un attore, grande interprete di Re Lear, ma per Milady, esausta da questa vita di viaggi, bagagli da fare e disfare in continuazione, costumi vecchi da rattoppare e odore di naftalina, capocomico di terz’ordine che batte i teatri di provincia.


I grandi tempi di Sir Roland sono ormai un ricordo lontano, sbiadito. Eppure, l’amore per il teatro e quel bisogno di esserci, di essere protagonista, non lo abbandonano nemmeno sotto le bombe, nemmeno quando il corpo e la mente vacillano fortemente.


Anzi, questo amore riesce a rianimarlo ad ogni occasione, consentendogli, ogni volta, di andare in scena, sempre con maggiore difficoltà, ma sempre con successo. Fino alla fine.


Con lui, sempre al suo fianco, il suo fidato servo di scena, l’uomo che per lui ha sacrificato tutto, vita e amore, senza ricevere mai in cambio nulla di vero, nessun affetto genuino.


Servo di scena rappresenta la vita e la dedizione assoluta di un attore al teatro; l’ostinazione e l’incapacità di lasciare il palco per mantenere il patto che l’attore fa con il teatro e con il suo pubblico.


Sir Roland, pur nel suo atteggiamento protervio, pur avendo vissuto sempre da seduttore incallito, pur chino sotto gli anni e la stanchezza, dimostra fino alla fine il sacro fuoco che lo divora e che onora; la necessità intima di fare teatro, di viverlo, non lo lascerà mai.


Ora, vecchio e stanco, sente avvicinarsi la fine e avverte la paura di essere dimenticato e la necessità che qualcuno, poi, parli di lui.


Norman, Milady e Madge esprimono i rimpianti della loro vita, condotta sempre in funzione di Sir Roland.


I personaggi giovani, invece, rappresentano l’entusiasmo e l’inesperienza e, per sottrazione, quelle motivazioni che non sono valide per fare teatro.


Servo di scena è una commedia molto bella e molto ben recitata: il primo atto indugia un po’ troppo sui capricci di Sir Roland e sui vari battibecchi, ma il secondo è davvero un inno al teatro sia per la drammaturgia del testo, che per le bellissime interpretazioni dei tre protagonisti.


Bravissimo Geppy Gleijeses, che nel trucco di scena richiama l’immagine di Turi Ferro, nel colorare le sfumature del proprio personaggio, nel dolore, nella vaghezza, nella fatica, nelle intemperanze e, soprattuto, nella passione per il teatro.


Maurizio Micheli è fine ed elegante e rileva tutta la scaltrezza del proprio personaggio, la sua dedizione, ma anche la malinconia e il rimpianto, restituendo un bellissimo personaggio ricco di sfumature.


Lucia Poli interpreta con sentimento la parte dell’attrice figlia d’arte, piegata sotto il confronto con il padre e consapevole di non esserne all’altezza. Donna lucida e pragmatica è lei a insistere con Sir Roland ad abbandonare le scene prima di rendersi ridicolo.


La scena si svolge nel retropalco, per la maggior parte nel camerino di Sir Roland, attrezzato con una poltrona, una chaise longue, una toletta, dei ripiani e un attaccapanni.


Dietro, una pedana rialzata rappresenta il retro del palco con un'alta impalcatura in legno e un grande telo che è la scenografia dello spettacolo che andrà in scena.


Interessante l’uso del teatro delle ombre cinesi a introdurre il concetto di teatro nel teatro e di rappresentazione.


Servo di scena è uno spettacolo ben fatto, divertente e dolcemente malinconico, che racconta la vita di un attore completamente spesa al servizio del teatro.


Sir Roland è sempre in scena, anche quando è solo evocato da un particolare o un costume di scena, come nella prima scena, quando il suo cappotto e cappello sono a terra in camerino, scena che si riallaccia simbolicamente a quella finale in cui l’attore giace nella poltrona con sopra la veste di Re Lear.


Una nota va fatta all’audio: riposizionare i microfoni per evitare che il rumore dei passi sovrasti la voce.

Flaminio Boni 

Gitiesse Artisti Riuniti   Teatro Stabile di Catania

presentano

GEPPY GLEIJESES   MAURIZIO MICHELI   LUCIA POLI

SERVO DI SCENA

di Ronald Harwood

traduzione Masolino D’Amico

con

ROBERTA LUCCA   ELISABETTA MIRRA
AGOSTINO PANNONE   ANTONIO SARASSO

regia GUGLIELMO FERRO
OMAGGIO A TURI FERRO NEL CENTENARIO DELLA NASCITA

personaggi e interpreti in ordine di apparizione

Milady / Lucia Poli

Norman / Maurizio Micheli

Madge / Roberta Lucca

Sir Ronald / Geppy Gleijeses

Irene / Elisabetta Mirra

Geoffrey / Agostino Pannone

Oxenby / Antonio Sarasso

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