LAZIO SAMPDORIA 2 0 TUTTE LE EMOZIONI DI UN OLIMPICO IN FESTA

La Lazio batte la Sampdoria con i gol di Patric e Luis Alberto, ma spinta da un pubblico che canta per 90 minuti. Atmosfera ed emozioni europee

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Protagonisti i laziali: attaccano e difendono con la Lazio. E’ l’Olimpico che sogni e speri in ogni occasione, protagonista dal pre partita fino ad oltre il 90^. La Curva è il cuore, si sa. Ha chiamato a raccolta il popolo biancoceleste e tutti hanno risposto presente. La Tevere è un muro compatto, i distinti Sud si fanno riconoscere con uno striscione clamoroso: “Il gol de Acerbi era bono!”.

Cori per tutti, sfottò, applausi: atmosfera magica, europea, come il sogno e l’obiettivo, sempre più concreto della squadra di Maurizio Sarri. Viverla dagli spalti dà una spinta in più, brividi per chi c’era e vuole riprovare le stesse emozioni e per chi era a casa.

Il tiro di Luis Alberto al 25^ dà l’illusione del gol. Dalla curva sembra dentro, il boato è quello che segue un gol del vantaggio, ma sono le mani nei capelli del numero 10 a riportare tutti a terra. Era, appunto, solo un’illusione. Si spellano le mani quando al 28^ Milinkovic tenta il tiro dalla distanza: è centrale, Audero c’è, ma ogni tocco del numero 21 può trasformarsi in una perla. Un secondo di apprensione quando Ciro si ferma a bordo campo per un problema al polpaccio. Non c’è nemmeno da sottolineare che rientra tra gli applausi.

E i 33mila di Lazio Sampdoria si fanno sentire in tutta la loro bellezza al gol di Patric. Colpo di testa su assist perfetto di Luis Alberto, gonfia la rete ed esplode l’Olimpico. Patric, ormai entrato nel cuore dei biancocelesti (nonostante tutto…), si premia sul finire di una stagione in crescendo con un gol strameritato. Corre, con la mano a battersi il petto, scivolando davanti le panchine e sommerso dai compagni: “Io, sono stato io!”, si Patric, il tuo primo gol in stagione può valere l’Europa.

La Curva canta che è uno spettacolo, dà e riceve amore. Quando segna Luis Alberto si avvicina ad una dichiarazione: lo spagnolo con la numero 10 fa discutere sempre, però si è capito dal primo tempo che vuole segnare e nella ripresa Manuel Lazzari lo mette nella condizione giusta di farlo. “TIRA”, gli urlano tutti. Non può mangiarsi anche questo e infatti non lo fa, non sbaglia: mette tutti a sedere porta la Lazio sul 2 a 0. Applausi a scena aperta e lui mostra la maglia, gonfia il petto e manda baci. Il suo futuro per molti è in bilico, all’Olimpico però si scrive un’altra storia.

Al 30^ lo speaker annuncia il cambio: Basic per Luis Alberto. Il Mago esce tra gli applausi e risponde allo stesso modo. A terra c’è Lazzari, allora i cambi diventano due, con l’ingresso di Hysaj per il numero 29. Qualcuno prova a fischiare l’ingresso del terzino biancocelste, ma gli applausi hanno la meglio: questa sera è una festa biancoceleste e anche quando Lazzari fa praticamente un giro di campo per raggiungere la panchina, è accompagnato da un’ovazione.

Quando tutto gira bene, anche i particolari fanno la differenza: al 45^ ci pensa il palo a salvare Strakosha e alleggerire di tensione i 4 minuti di recupero in cui la Samp prova a limitare i danni. Niente da fare: è la serata perfetta, termina in festa ben oltre il 90^.Almeno per due giorni la Lazio sarà da sola quinta: superata la Roma impegnata lunedì sera al Franchi.  L’Europa League è ad un passo e con questo gioco e questo tifo non si può sbagliare.

Enrica Di Carlo Foto Giannandrea Gambini


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