FELIPE ANDERSON - LA SCOMMESSA VINTA DALLA LAZIO

FELIPE ANDERSON - LA SCOMMESSA VINTA DALLA LAZIO

LA TRASFORMAZIONE DA FUNAMBOLO A LEADER. IL BRASILIANO SI E' RIPRESO LA LAZIO.

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38 partite, nemmeno un’assenza in campionato, 6 reti, 8 assist, tante occasioni avviate dai suoi illuminanti piedi e una crescita costante durante tutto l’arco del campionato. Non è un caso anche la crescita di Lazzari, un terzino che non era abituato a fare il quarto, ma che ha imparato, anche grazie alle coperture del brasiliano, ogni qual volta s’involava sulla fascia. Anderson è tornato, da subito si è preso la maglia di titolare, Sarri lo ha sostenuto nelle sue pause definendolo un potenziale crack, lui dapprima ha ripreso a fare le sue magie, i suoi tunnel, da giocoliere vero si è subito ripreso le simpatie della gente laziale, non è mai facile tornare da figliol prodigo, poi pian piano ha cominciato ad essere costante, duro in difesa recuperando palloni su palloni, veloce quando c’è da far ripartire l’azione, poche pause e sempre in partita. L'Anderson visto quest’anno è diverso, maturo e in grado di fare da guida. Non sarà sfuggito ai più l’aiuto che ha dato a Cabral nelle ultime due partite di campionato quando c’era da sostituire Immobile, era come un radar in campo, nei movimenti, negli scatti da fare in profondità, Felipe telecomandava il compagno, capace anche di andare in gol contro il Verona. Poi è cresciuto anche caratterialmente, l’Anderson di qualche tempo fa non avrebbe mai avuto uno scontro a muso duro con Milinkovic, reggendo le sue ragioni davanti a tutto lo stadio nella partita contro il Milan, oppure reagendo da gran campione per tutte le critiche ricevute nella partita con l’Inter, quando ha realizzato il gol con De Marco a terra, solo l’arbitro può fermare il gioco e Irrati non facendolo, ha decretato il gol regolare a tutti gli effetti contro chi l’aveva mandato via dalla Lazio per incomprensioni, quel Simone Inzaghi con cui il feeling non è mai sbocciato del tutto.

Anderson ha rivoluto la Lazio, il Presidente ha colto che il giocatore non era più il ragazzo introverso e discontinuo di qualche anno prima con occasione economica annessa, Sarri ha sempre creduto in lui, tre cose che lo hanno portato a disputare la migliore stagione di sempre. West Ham, 38 milioni, prestito al Porto e ancora Londra, ma il brasiliano era davvero triste, a Roma ha ritrovato sorriso e maturazione. Poteva sembrare una scommessa, ai tifosi occasionali ancora capita di dire, dopo un passaggio sbagliato, “oggi non gli va”, ma non è più così: Anderson in partita c’è sempre e lo dimostra il mister con le sue scelte, la maglia di Felipe è costantemente fra i titolari, che sia campionato o Europa, il numero 7 biancoceleste è, senza sosta, in campo fin dall’inizio.

GIUSEPPE CALVANO

Foto Gianandrea Gambini

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