Lazio Napoli 1 2 Il Peso Del Calendario E Dei Top Player

Contro il Napoli, non solo gli errori arbitrali: gli impegni ravvicinati e i top player in ombra sono i problemi da risolvere di Maurizio Sarri

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Lazio-Napoli ha lasciato diversi spunti di riflessione, ma soprattutto cose su cui Maurizio Sarri dovrà lavorare. Gli errori arbitrali ci sono stati, ne ha ampliamente parlato il tecnico biancoceleste al termine della partita e anche la società ha ribadito il concetto attraverso le parole del dirigente addetto all’arbitro del  club, l’ex arbitro di Serie A Marco Gabriel: “Il Napoli ha vinto una partita molto combattuta e facciamo i complimenti alla squadra. Sul risultato di ieri pesano però anche episodi che riguardano la direzione di gara. In primis, la scelta dell’arbitro di non concedere il calcio di rigore per una gomitata a Lazzari in area di rigore. In questi casi il Var può aiutare la decisione del direttore di gara, che però ha scelto di non andare neanche davanti al monitor: avrebbe visto sicuramente un rigore solare. Sul gol del pareggio del Napoli, inoltre, c’è una spinta su Luis Alberto che era in marcatura sull’autore della rete e nemmeno questa è stata presa in considerazione dall’arbitro”.

Al netto, quindi, della forza del Napoli e di almeno due decisioni molto dubbie, ci sono fattori che dipendono dalla Lazio e dall’allenatore che hanno inciso sulla sconfitta casalinga, la prima della stagione.

La sconfitta è giunta nella settimana in cui, per la prima volta in questa stagione, si sono disputate tre partite in sette giorni.

Dopo la vittoria sull’Inter, il pari in trasferta contro la Sampdoria, infine la sconfitta contro il Napoli. L’anno scorso i numeri dicevano che la Lazio non riusciva a reggere i tre confronti in sette giorni, tanto che la media punti si era notevolmente alzata nella seconda parte della stagione, quando non solo i meccanismi sarriani erano stati assimilati, ma quando la Lazio uscita dall’Europa e dalla Coppa Italia, aveva tempo, uomini ed energie per preparare un impegno settimanale. Per questo la panchina biancoceleste è stata allungata, aumentando anche la qualità a disposizione del mr, ma al termine dei 90 minuti i biancocelesti sembravano già non averne più. Soprattutto i top player non hanno dato il loro contributo. E questo è il secondo tema su cui dovrà impegnarsi, su tutti, l’allenatore. Il mercato non gli ha donato il terzino sinistro e il vice Immobile che mancavano a questa rosa, quindi con gli uomini a disposizione dovrà correre ai ripari.

La formazione scesa in campo vedeva il centrocampo formato da Luis Alberto Milinkovic e Cataldi: lo spagnolo, ha spiegato l’allenatore al termine della partita, dava maggior palleggio visto l’avversario. Luis Alberto, però, ha dimostrato che dal primo minuto non dà quell’apporto in grado di cambiare il volto del match come accaduto contro Bologna e Inter quando ha fatto il suo ingresso in campo nella ripresa. Questo centrocampo non gli permette di esprimersi al meglio, soprattutto in certe partite.

Milinkovic Savic era l’ombra di se stesso: raramente gli abbiamo visto sbagliare tanti palloni in mezzo al campo e lo stesso vale per Ciro Immobile, che contro il Napoli ha disputato forse la sua peggior partita da quando indossa la maglia biancoceleste. Nessuno lo mette in dubbio, i numeri parlano per lui, ma riuscirà a reggere un campionato fitto di partite sapendo che al suo posto non può scendere in campo nessuno? 7

Lo capiremo subito, perché giovedì inizia l’Europa League: all’Olimpico arriva il Feyenoord. Se la Lazio ha intenzione di fare bene in campo europeo, dovrà dimostrarlo subito e le scelte iniziali daranno indicazioni importanti anche in questo senso.

Enrica Di Carlo Foto Gianandrea Gambini

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