La Mostra “Giorgio De Chirico, La Memoria E L’enigma” A Pescara Nel Museo Paparella Treccia

La Mostra “Giorgio De Chirico, La Memoria E L’enigma” A Pescara Nel Museo Paparella Treccia

Presente fino al 25 settembre 2022 ed in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico.

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Strani manichini, ambientazioni criptiche, colori accesi ed elementi molto spesso incomprensibili, sono queste le caratteristiche della pittura metafisica, la quale ebbe come suo iniziatore e maggiore esponente Giorgio De Chirico. Citando questo personaggio potrebbero infatti passarci per la mente alcune opere che portano i segni riconoscibili della sua mano e del suo stile, come ad esempio “Le muse inquietanti”, “Canto d’amore” o “Enigma di un pomeriggio d’autunno”.

Con la capacità di interpretare la natura sensibile delle cose ed andare oltre il mero aspetto esteriore, la metafisica prese piede all’inizio del xx secolo in opposizione al futurismo; la prima, infatti, era caratterizzata da una certa staticità, dalla sensazione che il tempo si fosse fermato, mentre il secondo, al contrario, era contraddistinto dalla velocità e dalla dinamicità.

Il nome “metafisica” fu scelto proprio da De Chirico; artista cosmopolita ed aperto, nacque a Volo, in Grecia, da genitori italiani; trasferitosi in Italia, iniziò a dipingere fin da giovanissimo, si spostò poi a Parigi, dove subì le influenze di Gauguin e venne a trovarsi in un ambiente artisticamente vivo, ma fu solo dopo il suo ritorno in Italia, precisamente nel 1917 a Ferrara, che la sua corrente vide la luce. Da

“Le muse inquietanti”, dove figure simili a manichini sono rappresentate in una strana piazza dai colori saturi, a “Canto d’amore”, dove il volto enorme di una statua e oggetti sproporzionati sono posti senza, apparentemente, un nesso logico, i dipinti di De Chirico lasciano come l’impressione che qualcosa ci sia sfuggito.

Le ambientazioni sono quelle di mondi onirici dove chi guarda tenta di cogliere una qualche interpretazione ma, molto spesso, ciò che torna indietro è solo il sentore di qualcosa di indefinito e a tratti inquietante.

La sensazione di non avere un vero punto di riferimento, supportata dalla prospettiva, dagli elementi sproporzionati e dalle figure umanoidi porta l’osservatore a cercare di reinterpretare in un’altra chiave ciò che vede, spingendolo ad una percezione della realtà molto particolare ed innovativa. Segnaliamo

La mostra “Giorgio De Chirico, La memoria e l’enigma” a Pescara nel Museo Paparella Treccia presente fino al 25 settembre 2022 ed in collaborazione con la Fondazione Giorgio e Isa De Chirico.

Articolo di Asia Seca

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