LAZIO, SOGNARE SI PUO'

SARRI PROVA A PLACARE LA GIUSTA EUFORIA MA L'AMBIENTE LAZIALE VOLA SULLE ALI DELL'ENTUSIASMO.

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Dopo Lazio Napoli in pochi avrebbero pensato a una striscia positiva nelle gare seguenti, nemmeno il tifoso più ottimista poteva immaginare 2 a 0 al Verona e poi un triplo 4 a 0 rispettivamente a Cremonese, Spezia e Fiorentina. Per la serie A rappresenta un record, mai nessuno prima era riuscita l’impresa di 4 a 0 per tre partite complessive ma Sarri e la Lazio non sono proprio simpatiche ai media nazionali e la cosa è passata per molte testate in cavalleria, ma è abitudine in casa Lazio e non ci si fa nemmeno più caso. La Lazio può sognare? Probabilmente sì ma bisogna seguire ancora una volta il maestro Sarri, senza voli pindarici che subito riporterebbero il sedere a terra così come successe dopo la batosta in terra danese, la Lazio, ha dichiarato il mister nel dopo gara di Firenze, è solo all’inizio di una grande maratona, dei famosi 42,195 metri la Lazio è soltanto all’ottavo, nono chilometro, quindi tutto bene, tutto bello, sognare si può ma piedi a terra. 
La Lazio a Firenze ha giocato da grande squadra, ha rischiato in difesa in due, tre occasioni, ha sbloccato da corner e ha raddoppiato alla prima occasione utile, la solidità difensiva trovata in campionato, 5 gol soltanto subiti in 9 giornate, è tutto merito dello staff di Sarri, hanno voluto Romagnoli con un'insistenza fuori dal comune,  hanno ridato vita a Patric che era già con la valigia pronta da parecchio tempo, hanno rinunciato a Acerbi a torto o a ragione, Lazzari ha cambiato mentalità, un quinto può diventare un terzino devastante, doveva solo crederci e dare ascolto al tecnico, Marusic e Hysaj ottimi soldati, il dovere prima del piacere. A volte i tecnici sfruttano il potenziale messo a disposizione dalle società, Sarri ha lanciato le linee guida e voluto quelli scelti da lui e il suo staff, per ora a ragione piena. 
Poi il resto, Milinkovic e Luis Alberto, il primo devastante, onnipresente sia fisicamente che tecnicamente, in quanti possono vantare 2 assist di tacco? Probabilmente in tanti si staranno mangiando le mani per quelle proposte mai arrivate in estate per il serbo, lui sta mostrando ancora una volta il potenziale in suo possesso, mettendosi a disposizione di Sarri al 100% ancora può crescere tanto. Il secondo, lo spagnolo con la bacchetta magica entrando a partita in corso è nuovamente devastante, assist, gol e giocate che riescono alla perfezione con avversari già con più di 50 minuti sulle gambe. Ovviamente non sarà la normalità ma è una carta che si dimostrerà decisiva per molte altre partite. 
Infine, Immobile, cosa altro dobbiamo aggiungere? Non gioca per la squadra, segna solo su rigore, non ha la personalità da leader, parole solo parole. Per lui oramai parlano solo i numeri, ieri ha raggiunto le 188 reti, top 10 dei marcatori di tutti i tempi nel nostro campionato, raggiunti Del Piero, Signori e Gilardino. Con la rete di ieri ha superato anche Di Vaio e Filippo Inzaghi nei gol segnati dopo il 90esimo, 46esimo assist, ancora una volta una partita dove è sempre il primo a portare il pressing, lottare per orchestrare le ripartenze e sempre pronto quando c’è da stoccare. Un campione a disposizione totale della squadra che ha sua volta lo riconosce come leader assoluto. 
Ora bisogna continuare a sognare, senza porsi limiti e cercando di fare una figura dignitosa in Europa. Il Graz che arriverà all’Olimpico giovedì non regalerà nulla come all’andata, Sarri farà turnover o saranno sempre i 12/13 di sempre? Staremo a vedere le scelte ma Cancellieri scalpita, Basic di più e Romero aspetta un’opportunità per mettersi in mostra. Passare da primi nei gironi sarà quasi fondamentale per il proseguo della stagione, che per adesso vede la Lazio protagonista. 
GIUSEPPE CALVANO 
Foto Gianandrea Gambini 

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