MAI LAZIO PIU BELLA!

ATALANTA DOMINATA IN LUNGO E IN LARGO, PALLA A TERRA E AZIONI IN VERTICALE SENZA TIKI TAKA. ANDERSON E MILINKOVIC I MIGLIORI. PROVEDEL, 6 PARTITE SENZA SUBIRE RETI, A UN PASSO DAL RECORD DI MARCHEGIANI

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Palla a terra per 95 minuti, nessun punto di riferimento in avanti, centrocampo robusto e determinato, difesa impenetrabile e un portiere che trasuda tranquillità da tutti i pori. La serata perfetta è arrivata paradossalmente nella partita dove manca il tuo capitano, il tuo punto di riferimento principale, il tuo bomber determinante per la stragrande maggioranza delle partite, Ciro Immobile. Le parole di Sarri alla vigilia sono state prese alla lettera dai ragazzi scesi in campo a Bergamo, Ciro non c’è, bisogna farsene una ragione, bisogna tirare fuori tutto quello che abbiamo, che è tanto davvero, bisogna dimostrare la forza della Lazio. Felipe ha tagliato e cucito il gioco d’attacco, ha fatto da raccordo e quando è capitata l’occasione non se l’è fatta sfuggire, gol di giustezza. Pedro e Zaccagni hanno costruito il primo gol con uno schema che ripete spesso negli avanti laziali, sfondamento a destra e chiusura dell’azione dall’altra parte dove Zaccagni è bravissimo a trovare lo spazio in area. Milinkovic e Cataldi in regia e Vecino libero di andare ma senza mai dimenticare cosa significa fare il centrocampista, lottare e correre. Con una tre quarti cosi ispirata il reparto difensivo poteva subire il ritorno dell’Atalanta, invece no, Romagnoli a comandare una difesa divenuta d’acciaio, Casale a dimostrare che con il lavoro settimanale si può puntare a un posto da titolare. Lazzari e Marusic, terzini ineccepibili. Insomma, una partita perfetta nel giorno giusto, addirittura mister Sarri non ha utilizzato tutti e 5 i cambi, entrati in campo, Basic, Hysaj e Cancellieri per dare respiro a Cataldi, Lazzari e Pedro.

Nel dopo partita il mister ha parlato di Luis Alberto, lo spagnolo deve recuperare un piccolo infortunio e per giovedì dovrebbe essere recuperato, le altre parole sono per il campo, bellissimo e ottimo per il suo gioco, dando seguito alla polemica di domenica scorsa sul prato dell’Olimpico che al contrario, sembra un campo di patate. Il mister ha nascosto di molto l’euforia che invece ha pervaso lo spogliatoio biancoceleste, cosa scoperta grazie ai social, Sarri ha mantenuto un profilo basso ribadendo ancora una volta che la prossima partita sarà la decisiva, l’Europa League è un obbiettivo e l’incontro con il Midtjylland farà da spartiacque per le possibilità di passaggio del turno.

Si dice sempre che le squadre di Sarri si vedono nel secondo anno, la Lazio vista fino a ora ne è l’ennesima dimostrazione. Bisogna dare atto alla società, contro qualche voce abbastanza contraria ha mantenuto il tecnico, gli ha preso, nelle sue possibilità, i giocatori che il mister voleva e la gente si è stretta all’unisono con il suo comandante. Si potrà solo migliorare.

GIUSEPPE CALVANO

FOTO GIANANDREA GAMBINI

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