Lazio Roma 1 A 0 E Sarri Batte Ancora Mourinho

Lazio Roma 1 A 0 E Sarri Batte Ancora Mourinho

Sarri batte Mourinho 3 a 1: "Contento per i tre punti e per il popolo laziale, un'emozione unica"

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Sarri batte Mourinho 3 a 1. In due anni e quattro derby sulle panchine di Lazio e Roma, la bilancia pende decisamente a favore del tecnico biancoceleste. Due tecnici agli opposti e non solo per le squadre allenate: due stili, due modi di fare calcio, due modi diversi di vincere. I curricula e le bacheche mettono d’accordo Mourinho e Sarri, i modi, dentro e fuori dal campo, sono agli antipodi e ad oggi il modello vincente se si parla di derby, che a Roma è tutto, è quello di Maurizio Sarri.

Lo dicono i numeri: tre successi in quattro stracittadine giocate. Nella scorsa stagione uno spettacolare 3 a 2 nella gara d’andata, quest’anno due vittorie per 1 a 0, decise da Anderson e Zaccagni. In mezzo la vittoria della Roma per 3 a 0 nel derby di ritorno: una vittoria schiacciante, che resta però l’unica da quando Mourinho siede sulla panchina giallorossa.

Maurizio Sarri è già entrato nel cuore dei tifosi e si fa sempre più spazio quando parla di popolo laziale, quando ringrazia i tifosi per il sostegno alla squadra, quando ammette che prima della stracittadina non ha dormito: “Ho giocato negli stadi più importanti del mondo – ha dichiarato al termine della stracittadina – ma ho sempre dormito la notte prima: questa volta ho fatto fatica. Diventa sempre più coinvolgente, un’emozione unica. Lo stadio oggi era uno spettacolo unico, quindi sono contento per i tre punti, ma sono ancora più contento per loro”. Parole che non passano inosservate, così come la risposta a Mourinho che aveva acceso la stracittadina dicendo, dopo l’eliminazione della Lazio dalla Conference League, che ora non ci sarebbe stata un’altra competizione europea. “Lasciatelo parlare – ha chiuso le polemiche il tecnico toscano – lui è così, a me sta anche simpatico, ma noi godiamoci la vittoria”. Polemiche chiuse, ma non l’omaggio a Sarri diventato uomo derby, nella storia, e si prende tutte le ragioni al termine di una settimana difficilissima.

Al termine della partita a Bologna, finita a 0 a 0, aveva dichiarato che se doveva fare una scelta, tra Az e Roma, lui avrebbe scelto la Roma. E così è stato, anche se il timore di una debacle totale era grande. Il pericolo di una sconfitta nella stracittadina, dopo un’eliminazione scottante, mentre la Roma volava ai quarti di Europa League, si faceva sentire. Aggiungete a questo, Immobile ancora out per il secondo derby consecutivo, Vecino squalificato, Provedel reduce da due giorni di febbre, una squadra spompata, ed ecco che lo psicodramma collettivo è dietro l’angolo.

Invece no, sappiamo tutti come è andata. Lazio attenta, compatta, ordinata, non è caduta nelle provocazioni giallorosse, anzi: proprio Ibanez, si sempre lui, ha lasciato i suoi in dieci dopo mezz’ora trasferendo le paure proprio ai suoi compagni di squadra. Il gol di Zaccagni ha deciso la sfida e fatto salire sul podio la Lazio, che si gode la sosta delle Nazionali al secondo posto in classifica, e quel Maurizio Sarri che sembrava l’unico a crederci. Per lui è stato scomodato anche Tommaso Maestrelli: ha vinto due derby di campionato, all’andata al ritorno, in trasferta e in casa, senza subire gol. L’ultimo a riuscirci è stato Maestrelli, nella stagione 1972-73, un anno prima del primo scudetto biancoceleste.

Due giorni di riposo: così Sarri ha premiato la squadra, che si ritroverà a Formello per lavorare due settimane in attesa della ripresa del campionato. Poi ci sarà il tempo di fare le dovute critiche: la figuraccia europea è accantonata, ma non dimenticata. Ci si penserà, non oggi, non all’indomani di un derby stravinto.

Enrica Di Carlo Foto Official Lazio

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