Lazio Roma Il Derby Sugli Spalti A Confronto

Lazio Roma Il Derby Sugli Spalti A Confronto

Lazio Roma si è giocata sul campo e sugli spalti: ecco il risultato

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Il derby dura molto più di 90 minuti, è lungo almeno una stagione. Tv, radio monotematiche e sempre più i social amplificano la vittoria e soprattutto lo sfottò post sconfitta. C’è un altro derby, però, se possibile ancora più avvincente e divertente, che  è quello che si gioca sugli spalti. C’è sempre grande attesa per la sfida tra Curve, che accende il cuore dei veri tifosi, di quelli che letteralmente vivono la stracittadina con uno stimolo in più, quello di far bene rispetto ai dirimpettai.

La sfida si è ripetuta nel derby vinto domenica scorsa dalla Lazio che ha segnato il gol vittoria già prima del fischio d’inizio dell’arbitro Massa. Già da tempo le indicazioni erano chiare: portare allo stadio solo sciarpe e bandiere biancocelesti, non simboli o disegni. Questa marea biancoceleste ha fatto da sfondo alla scenografia definita da qualcuno “enigmatica”. Il riferimento è Shaksperiano, in particolare all’ Enrico V e al discorso nel giorno di San Crispino quando gli inglesi, nonostante fossero molti di meno, ebbero la meglio sull'esercito francese.

Una scenografia da applausi e così è stato.

Dall’altra parte la Roma è stata accolta da quella che è stata definita una “sbandierata”, senza scenografia per rispetto del gruppo storico dei Fedayn a cui recentemente è stato rubato uno striscione (episodio ricordato anche dai tifosi biancocelesti), ma con due omaggi. Il primo a Carlo Mazzone per il suo 86esimo compleanno: allenatore legatissimo ai colori giallorossi.

L’altra scelta della Curva Sud è ancora controversa e al centro del dibattito anche tra gli stessi tifosi della Roma. Una decina di ombrelli giallorossi aperti a ricordare la “sora Luisa”, Luisa Petrucci, storica tifosa della Roma scomparsa nel 2005 che era solita entrare nel settore con un ombrello giallorosso. La coreografia non è stata subito capita dai laziali che hanno ironizzato sulla scelta fatta. Lungi però dal fare sfottò sul ricordo di una persona che non c’è più, che sicuramente andava omaggiata in altro modo, la verità è presto emersa. Non è stata una coreografia venuta male, ma una scelta di un gruppo di tifosi della Curva Sud. Una scelta doverosa, nel palcoscenico giusto, ma poteva essere studiata meglio.

Enrica Di Carlo 

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